Giulia, o meglio YattaGiulia, é una ragazza che ha sempre amato l’arte. Ha deciso di avvicinarsi al mondo del cosplay attirata da questa possibilità interpretativa che aveva riscontrato e amato nel teatro: scegliere un personaggio ed essere lui per un giorno. Il suo primissimo cosplay fu “ Chii” di Chobits. Come tutte le persone alle prime armi decise di improvvisare scavando nel suo armadio e comprando online la parrucca. Nel 2006/2008 non c’erano le scelte di adesso è il risultato complessivo era molto distante dalla foto di riferimento ma questo non fu un ostacolo e conserva ancora tanti bei ricordi di quella giornata. Lo step successivo fu o comprare i cosplay o supplicare sua mamma o una sua amica che da poco aveva iniziato a cucire. Era splendido per lei passare i pomeriggi in casa sua o di altri a “cucire”. I risultati avrebbero fatto inorridire qualunque sarto esperto ma il gruppo era fiero e soddisfatto.

Con il tempo si é fatta coraggio e nel 2011 é nato il suo amore per la sartoria e Il cosplay le ha permesso di sperimentare quello che in una vita “ normale” non le sarebbe nemmeno venuto in mente di fare. Dopo la sartoria provò a creare anche accessori e armature ma niente falegnameria perché ha una fobia per gli utensili elettrici per lavorare il legno e preferisce commissionare le basi a qualcun altro per poi metterci mano con le rifiniture….in più fa girare L’ economia! Non é per nulla contraria a chi commissiona e a chi crea cosplay a pagamento..ne tanto meno a chi decide di comprarli o chi li compra per poi venderli etc….perché per lei il cosplay é libertà di espressione.

A Giulia non interessa se qualcuno cambia un dettaglio del proprio cosplay o se qualcuno fa cosplay di un personaggio fisicamente diverso dal proprio. Chi é lei per decidere cosa deve fare una persona con il proprio tempo o i propri soldi? “Fa quello che ti rende felice”. Lei, per esempio, ha trovato la felicità in pochi selezionati personaggi provenienti dalla sua adolescenza. Ha aspettato anni per aver le skill giuste per affrontare un cosplay come Xena. Si è pure allenata per migliorare fisicamente e assomigliarle di più ma non smette mai di sottolineare che è stata una scelta personale…al massimo un “ incentivo extra” ma MAI “ obbligo”.

Lei stessa ammette di essere un po’ troppo puntigliosa sui dettagli… quasi ossessiva quando cerca il materiale giusto o la stoffa perfetta. Per lei é un divertimento. É un divertimento passare i primi mesi a fantasticarci su e a costruire un progetto ed é divertente mettere tutto insieme e iniziare il montaggio del costume. Quando ha iniziato seriamente a fare cosplay? Mai! Lei é ancora quella ragazzina con la parrucca gialla e i vestiti raffazzonati che interpretava “chii” L’ unica cosa che é cambiata é la parte sartoriale e di crafting che é migliorata con il tempo diventando la seconda parte più appassionante del cosplay dopo l’interpretazione.

Ovviamente Giulia non ha nulla in contrario a chi ha fatto del cosplay un lavoro anzi si é ispirata a molti cosplayer che han creato tutorial o disposti a condividere le proprie esperienze. Per lei é molto importante condividere esperienze o spiegazioni. Prende sempre con entusiasmo le persone intraprendenti che decidono di provare a creare qualcosa da se. Non conta il risultato perché si può sempre migliorare. Parlando di creazioni le piacciono molto gli original. Non crede per nulla che siano un modo “una snaturare” del cosplay. Qualunque cosa che dia sfogo alla fantasia ( e perché no… che faccia smaltire materiale rimasto inutilizzato) é una buona cosa. Basta vedere gli splendidi lavori di Lydia x Sabri. In più molte persone creano un vero e proprio background al proprio personaggio tanto da renderlo reale esattamente come un personaggio di un fumetto o un libro…perché farsene un problema? Si é liberi di non voler fare gli original ma non liberi di insultare Quello mai e per lei é una questione di principio. Non si insulta, non si giudica e non si fa bullismo body shaming su un hobby che dovrebbe solo portare un po’ di colore e serenità in una vita reale così grigia e in salita. MAI Lei stessa stata vittima di insulti, calunnie e commenti inopportuni sulla sua sessualità solo perché ama interpretare personaggi maschili o fisici quando le fan notare che “ ogni tanto ha la occhio storto” ( nonostante abbia subito svariate e dolorose operazioni per correggere lo strabismo da quando é nata).

Consigli su come migliorare? SI aria fritta tanto per dire qualcosa di offensivo NO Lei ama tantissimo salire sul palco e dar vita al proprio personaggio. Non tanto per vincere ma per quel prezioso minuto sul palco in cui lei non é più Giulia ma …un alieno blu con un pessimo carattere..un affascinante biondo proveniente da un altro pianeta o una principessa guerriera. YattaGiulia si é fatta ispirare per il suo soprannome dalla serie tv Heroes. Una serie tv dove persone comuni han super-poteri e imparano a gestirli. Sbagliano, si comportano in modo umano e piano piano é come se facessero intendere che ognuno di noi ha un super potere e deve solo imparare a sfruttarlo o meglio “ non serve essere un super eroe per far la differenza”. In più la parola Yatta in giapponese vuol dire “ c’è L’ ho fatta! Evviva” in pratica una esclamazione di gioia e lei è questo. Sopratutto dopo aver superato un lutto pesante ed essere sopravvissuta al liceo….c’è l’aveva fatta e da bimba introversa é diventata la molesta e sorridente esclamazione di gioia che conosciamo tutti I suoi cosplay preferiti sono Thor (film Marvel) Ronan L ‘accusatore ( guardiani della galassia) Marluxia, Integra Hellsing, xena… si insomma TUTTI Tutti quelli che ha fatto.

A causa lavoro e a causa budget purtroppo Giulia ha rallentato la sua produzione ma per lei non è un problema perché tende a sceglierne uno e impiegarci soldi e tempo solo su quel personaggio finché non la convince. Pochi ma super speciali ❤️ Ha in serbo molte sorprese e non vede L’ ora di poterle condividere e di tornare insieme in fiera.

Per esplorare l’eccelsa creatività di Giulia, vi invitiamo a visitare la sua pagina YattaGiulia Cosplay

Gianluca Falletta
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