Nicola Stradiotto ci porta in un’avventura davvero interessante, un fumetto senza parole, edito da Bolo Paper e Tipografia Mistero, dal titolo Tropical Zombie. Il suo obiettivo è chiaro già dal suo sottotitolo: The macabre and disgusting tropical zombie almanac of nonsense”, un progetto enigmatico e per pochissimo in cui la narrazione è lasciata all’immaginazione del fruitore.

I personaggi si muovono in un condominio surreale, in una serie di stanze immerse in spazio bianco con una forte presenza di rosso a richiamare costantemente il sangue. Personaggi muti che, senza proferire alcunché, affrontano fatti strani, onirici, ironici apparentemente non collegati fra loro, senza che sia mai palesata la violenza. Tutto è lasciato all’immaginazione del lettore a cui è lasciato solo il risultato dell’azione omicida non il suo svolgersi. Simile sforzo concettuale è richiesto per seguire la trama mettendo in successione quello che succede in un ordine narrativo mai esploso.

Un ottimo progetto artistico più che fumettistico, come nella precedente opera di Nicola Stradiotto “Lost identity. Illustrazioni surrealiste di un’identità persa” edito da Aletheia Editore, in cui l’autore ha proposto ai lettori un susseguirsi “punk” di  figure anatomiche deformi e devitalizzate, ritratti di non-persone in non-luoghi, in situazioni astratte. Le illustrazioni di Lost Identity rappresentano la perdita d’identità dell’essere umano, privato dei tratti somatici che caratterizzano l’individuo a fronte di una omologazione dettata dai social network, dalla televisione e dall’odierna società.L’automatismo psichico rivelato nelle illustrazioni di Nicola Stradiotto si mostra strumento adeguato a ritrarre senza freni inibitori una realtà -quella attuale- che scivola inesorabilmente verso una definitiva destrutturazione e depersonalizzazione.

Gianluca Falletta
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Comments

  1. “Fumetto originale” l’ha detto nessuno ancora? 🙂
    Scherzi a parte, mi piacciono i fumetti con una vena surrealista: mi ricorda un pó J. Cornellà… con il tema horror e splatter ricorrente!

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