Mercoledì 3 settembre Piazza del Campidoglio ospiterà in concerto The Idan Raichel Project, uno dei più acclamati gruppi di world music a livello internazionale, guidato dalla pop star israeliana Idan Raichel.L'evento, a cura di Ariela Piattelli, è promosso dall'Ambasciata di Israele e dall’Assessorato alle Politiche Culturali del Comune di Roma in collaborazione con Zètema Progetto Cultura. The Idan Raichel Project è esploso sulla scena musicale nel 2002, rivoluzionando, sin dal suo esordio, il volto della musica popolare israeliana grazie ad una suggestiva miscela di musica etiope tradizionale, poesia araba, canti yemeniti, cantillazione ebraica e ritmi caraibici.

 

Il collettivo israeliano rappresenta un esempio ispirato di comprensione e collaborazione interculturale, accompagnando la propria musica ad un forte messaggio di pace e tolleranza in un'area del mondo interessata da annosi conflitti. Il progetto è stato ideato dal trentenne tastierista, compositore, produttore e arrangiatore israeliano Idan Raichel. Avvicinatosi alla cultura e alla musica etiopi fin dalla fine degli anni '90, e con alle spalle una formazione che spaziava dal jazz al pop al rock, nei primi anni 2000 decise di provare a comporre e produrre qualcosa che lo rispecchiasse pienamente. Ne nacque un lavoro originale e poliedrico, alla realizzazione del quale presero parte ben 70 artisti di nazionalità e origini diverse, in grado di rappresentare l'eclettismo di Idan e di testimoniare una sintesi inedita di diversi elementi di musica popolare mediorientale e africana.

Con il crescente interesse di pubblico e critica sono aumentate le richieste di esibizioni live, compresa un’offerta che Idan non poteva rifiutare da parte della prestigiosa Opera House di Tel Aviv. Era evidente che sarebbe stato impossibile portare sul palco il folto numero di musicisti che presero parte alla prima registrazione. Si andò così consolidando un gruppo di 8 membri che ha costituito il cuore del progetto e ne ha proseguito il percorso. Fin dall’inizio Idan ha visto il progetto come una collaborazione tra artisti, tutti sullo stesso piano, dove non esiste un front man e dove ciascuno porta sul palco la propria cultura musicale ed il proprio talento. Una sorta di circolo, dove, da esperienze culturali e musicali diverse, fluiscono una musica e uno stile complessi e affascinanti.

Il primo album pubblicato in Israele nel 2002 ha venduto oltre 150.000 copie diventando velocemente uno dei più grandi successi nella storia della musica israeliana popolare, e conseguendo numerosi dischi di platino.Il ritornello ammaliante del primo singolo “Bo'ee” (Come With Me), aveva un suono completamente nuovo, in Israele non si era mai sentito niente di simile. L'interesse del pubblico per l’album ha spinto il suo successo a livelli raramente visti sulla scena locale musicale e ha consolidato Idan Raichel come la nuova star israeliana.Il successo ha raggiunto rapidamente dimensioni internazionali.

Il secondo album nel 2005, ha replicato il successo dell'esordio con diverse hit in vetta alle classifiche, ed ha portato Idan e il suo gruppo di musicisti ad esibirsi in numerosi paesi tra cui USA, Europa, Australia, India, Messico suonando in spazi prestigiosi quali il New York's Central Park e il Radio City Music Hall, Sydney Opera House, London's Queen Elizabeth Hall, il Kodak Theater in Los Angeles.Nel Gennaio del 2006 il collettivo ha esteso il suo tour all'Etiopia, la terra che più di ogni altra ne ha segnato l'ispirazione. Con una loro performance hanno inaugurato il quinto Ethiopian Music Festival di Addis Ababa, dividendo il palco con i maggiori performers etiopi, incluso il leggendario Mahmoud Ahmed.

Nell’autunno del 2006 il lavoro dell'Idan Raichel Project viene realizzato per la prima volta fuori da Israele con la nuova etichetta discografica Cumbancha fondata da Jacob Edgar. A novembre dello stesso anno esce a livello internazionale The Idan Raichel Project, una raccolta delle canzoni più famose contenute nei due precedenti album israeliani. Parallelamente un brano di Idan Raichel intitolato One World, Many Cultures è inserito in un'edizione speciale della Putumayo World Music collection, insieme al contributo di altri artisti del calibro di Willie Nelson, Ziggy Marley, Youssou N'Dour.

Billboard Magazine ha recensito l’ultimo lavoro di Idan affermando che si tratta di "Uno dei nomi più affascinanti che emerge nella world music …un tour de force multietnico."  Ed il New York Times  lo ha selezionato come uno dei migliori album del 2007.The Idan Raichel Project apre inoltre una nuova prospettiva sui conflitti del Medioriente mostrando, proprio a partire dall'esperienza della stessa Israele, come popolazioni differenti possano coltivare le proprie tradizioni culturali dando vita a nuove espressioni artistiche nel massimo rispetto reciproco. “La nostra capacità di vivere in pace l'uno con l'altro dipende dalla nostra capacità d’imparare ad apprezzare e rispettare le nostre differenze,” dice Idan. “La via del futuro non è cercare di cambiare il tuo vicino, ma accettarlo così com'è ed accettare che tutti cercano le stesse cose nella vita: pane, acqua, spirito, rispetto e amore.”

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