La Batmobile sta per compiere 80 anni. La leggendaria macchina di Batman, iniziò la sua lunga corsa ormai otto decadi fa eppure il suo fascino non accenna a diminuire. A celebrare questo compleanno ci ha pensato la Warner Bros. Entertainment con un bel documentario di circa un’ora dal titolo “The Batmobile Documentary Livestream” che ha l’obiettio, appunto, di condividere con i fan di tutto il mondo la storia dell’iconica Batmobile dai primi fumetti alle serie animate, film, videogiochi etc. etc. . Notevoli artisti partecipano al progetto come i registi Chris Nolan, Joel Schumacher e Tim Burton, così come gli attori Christian Bale di “The Dark Knight” e in memoria Adam West della serie Batman degli anni ’60. Tutti loro hanno voluto raccontarci nel filmato la propria visione sull’evoluzione dell’automobile leggendaria del Cavaliere Oscuro. 

Batman guida quella che definisce “la sua macchina” già nella sua primissima avventura a fumetti in Detective Comics n. 27 (maggio 1939): da quel momento la figura dell’uomo pipistrello è stata consacrata al successo, rientrando a far parte del nostro immaginario collettivo, così come tutti i suoi gasdget, veicoli, vetture e caverne! Originariamente, il veicolo era una semplice convertibile rossa le cui funzioni non erano nulla di speciale. Sebbene il Batplano sia stato introdotto in Detective Comics n. 31, il nome “Batmobile” non fu utilizzato per la macchina di Batman e Robin fino alla pubblicazione di Detective Comics n. 48 (febbraio 1941).

Il design della macchina si evolse gradualmente passando da una vettura modificata «costruita ad alto potenziale» di Detective Comics n. 30, e, finalemtne, in Batman n. 5, cominciò ad ornarsi come in maniera “dark”. Col tempo, il disegno dominante incluse un corpo scuro più largo con accessori a forma di pipistrello come le ali sul retro.  In contemporanea, la Batmobile iniziò a correre sul grande e sul piccolo schermo: nel 1941 la prima versione era una derivata di serie, nera e solo con qualche modifica estetica alla carrozzeria: prima fra tutte la Cadillac Fletwood Series 75 Sedan, lussuosa cabriolet con un motore da 5.7 litri che erogava “appena” 140 CV.

Nel telefilm Batman del 1943, Alfred Pennyworth scarrozzava su una Cadillac nera da Bruce Wayne e Dick Grayson poi rimpiazzata da una Limousine. Successivamente la scelta ricadde invece su una vera hot rod, capace di “sfrecciare” fino a 133 km/h: stiamo parlando della Mercury, con motore Ford V8 ad alta compressione; vettura che segnò un epoca nel mondo dell’automobilismo americano ed europeo.

Siamo giunti alla popolarissima serie televisiva Batman del 1966-1968. La serie con Adam West divenne immediatamente popolare, sia grazie alla narrazione meno oscura sia per la strepitosa Batmobile disegnata da George Barris. La Batmobile della serie TV era una Lincoln Futura, una concept car realizzata nel 1955 dalla Ghia nella carrozzeria di Torino e perfettamente marciante. Una versione “eccessiva” per i puristi ma che immediatamente invase anche i fumetti di Batman. Quando quando la serie fu cancellata nel 1968, il fumetto fece un nuovo passo verso l’oscurità: questa versione della Batmobile apparve periodicamente nei fumetti, per esempio in Detective Comics n. 850 e nel numero Batman Confidential.

In tv però la batmobile pop ritornò, anche se in veste un po’ diversa nella serie Super Friends (o Super Amici in Italia): cambia il colore, spariscono i pipistrelli rossi, la sirena rossa ed i tubi di scappamento supplementari dietro i sedili.

Passano gli anni, arriviamo al 1986, ovvero alla miniserie a fumetti “Il ritorno del Cavaliere Oscuro” di Frank Miller. Qui la Batmobile è una versione modificata di un veicolo armato per il controllo delle rivolte, completa di fucili mitragliatori che sparavano proiettili di gomma, un cannone montato frontale e un grande serbatoio in sostituzione del battistrada degli pneumatici. Era l’unico mezzo in grado di affrontare Superman come lo stesso Batman tendeva a descrivere la corazza della sua vettura in grado di essere scalfita solo da qualcosa «non viene da questo pianeta». La Batmobile comparve anche in All Star Batman e Robin n. 4, dove viene costruita da alcuni robot nella Batcaverna.

1989 il grande Tim Burton porta nuovamente al cinema Batman con uno dei film più riusciti della saga. In questa visionaria pellicola la Batmobile superò ogni concetto estetico che la riportava alla quotidianità per trasportarla nell’asfalto dorato della leggenda. Spinta da un motore di un aereo jet che poteva portare Michael Keaton alla folle velocità di 530 km/h (solo per 15”) ed equipaggiata da decine di bad-gadget come le mitragliatrici Browning, lancia bat-dischi, tettuccio retraibile, perdi olio, emittori di fumo, riconoscimento vocale; persino la stessa carrozzeria era realizzata da un’inespugnabile lega di ceramica e acciaio super resistente.

A partire dagli anni novanta, il numero di fumetti in cui compariva Batman crebbe a dismisura con storie in cui faceva da comparsa, serie limitate e storie a fumetti. Allo stesso tempo, vi erano considerevoli sperimentazioni di stili di illustrazioni. Con diversi stili d’illustrazione in diversi fumetti, vi furono naturalmente diverse versioni della Batmobile, con estetiche eterogenee passavano da tipica a pratica e da stilizzata a stravagante.

Batman: The Animated Series fu un’altra pietra miliare per Batman. Siamo nel 1992 e la nuova “lunghissima” Batmobile, ispirata da quella dei film di Burton ma più “quadrata” e minimale. Probabilmente una delle dell’auto di Batman che più abbiamo amato!

Periodo oscuro cinematografico: Joel Schumacher prese le redini dei lungometraggi e, selezionando George Clooney come Bruce Waine, decise di dare una nuova estetica alla vettura di Batman ancor più “fumettosa”. Caratterizzata da enormi ed inutili ali a forma di pipistrello, led frontali, laterali e ai cerchioni, nonché un’imponente lunghezza di 7.62 metri; la velocità massima salì a 563 km/h grazie alla spinta del postcombustore di derivazione aeronautica e ai materiali avanzati, come le speciali fibre di carbonio e le leggerissime leghe di alluminio. Vennero realizzate varie versione per i film di Schumacher ma, per fortuna ne le pellicole ne le batmobili sono mai entrate nell’Olimpio del Cavaliere Oscuro.

Più recentemente, con la trilogia firmata da Christopher Nolan con Christian Bale,  la Batmobile ha abbandonato il design e il concept fumettoso per abbracciare uno stile più moderno e “realistico”. Si chiama “Tumbler” è diventata più aggressiva, assumendo un’estetica da mezzo militare multi-terreno: le larghe ruote anteriori e posteriori le conferiscono un aspetto da battaglia con un equipaggiamento da raid, completo di lancia razzi, cannoni automatici frontali, ruote antiproiettile e possibilità di trasformarsi nel bat-pod.. La potenza, ben 500 cv, è generata da un motore da 5.0 litri di manifattura General Motor, coaudivato da un motore a getto alimentato a propano. Ciliegina sulla torta: la modalità stealth che rende la vettura quasi invisibile nell’ombra.

Nei videogiochi Batman pare cambiare gusti estetici in ogni sua edizione: nel 2015 Arkham Knight, la Batmobile ha quattro ruote che girano, individualmente e può correre tra le strade di Gotham a tutta velocità.

Tornando al Cinema, la Tumbler fa capolino nel 2016 sia nel film Batman v Superman che in Suicide Squad e, in una versione leggermente diversa, con un design più aggraziato e moderno, anche anche in Justice League del 2017, adattissima per combattere contro Superman! Sempre nel 2017, in The Lego Movie il leggendario Bat ha la sua personale versione costruita in mattoncini danesi!

A marzo 2020, il regista Matt Reeves ha svelato l’aspetto della nuova Batmobile che, dal 25 giugno 2021, sfreccerà nel nuovo film The Batman guidata dal neo uomo-pipistrello Robert Pattinson. Questa nuova Batmobile si allontana decisamente dalle versioni di Christopher Nolan e Zack Snyder e sembra più un’auto reale che una uscita da un fumetto, Le linee sono più sobrie e realistiche ma sulle quali spicca il motore posteriore in bella vista. Nelle foto pubblicate, la Batmobile sembrerebbe assemblata da più parti probabilmente costruita self-made dall’ingegnoso Bruce Waine.

Gianluca Falletta
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