Continuando nella nostra carrellata di serie televisive dai natali Britannici, non potevo certamente non citare una delle prime serie di genere fanta-spionistico, chiamate in patria SpyFi, che con le sue ambientazioni quasi surreali, ha lasciato il segno, la serie di The Avengers, conosciuta da noi col titolo di Agente Speciale. Serie della ABC, creata agli inizi degli anni ’60, vennero realizzate ben 6 stagioni, 4 in Bianco e Nero, mentre le ultime due a Colori, per una totalità di 161 episodi. In Italia venne trasmessa dalla seconda metà degli anni ’60, fino ai primi anni ’80, sulle reti Rai, Canale 5 e varie emittenti locali. La peculiarità della serie era che il protagonista l’agente John Steed, interpretato da Patrick Macnee, rappresentava lo stereotipo del gentleman inglese, vestito elegante, bombetta, l’immancabile fiore all’occhiello e ombrello. Nonostante un inizio un po’ a rilento, la serie cominciò a ingranare a partire dalla seconda stagione, ma è nella quinta stagione, con l’arrivo del personaggio di Emma Peel, interpretata da Diana Rigg, che si raggiunsero picchi massimi di ascolto, infatti è affiancando al pragmatico John Steed, la spumeggiante e ironica Emma Peel, che la serie ottenne anche i primi posti negli ascolti anche negli U.S.A. Purtroppo, nonostante il successo, chiuse definitivamente alla fine della sesta stagione, in quanto vi erano dei costi di produzione troppo elevati.

La serie è incentrata sulle avventure dell’agente segreto John Steed ,del servizio segreto di Sua Maestà Britannica. Non viene mai specificata quale branca, ma si presume che possa essere l’MI6. Nei vari episodi che si susseguono, l’agente Steed deve affrontare ogni volta situazioni che spesso vagano per il surreale, in quanto non affronta i classici nemici alla James Bond, ma, molto spesso, ha a che fare con veri e propri scienziati pazzi oppure con affaristi senza scrupoli che utilizzando le tecniche più inverosimili, cercando di dominare il mondo. Un esempio, in un episodio, il villain di turno, per mezzo di un dispositivo ipnotico, faceva regredire personaggi di spicco della politica e della finanza, all’età infantile, facendoli  comportare come veri e propri poppanti, oppure in altri episodi volevano far credere che gli alieni fossero sbarcati sulla Terra, oppure rocamboleschi viaggi nel Tempo e altre trame surreali simili. John Steed, grazie alle sue capacità e intelligenza nonché alla sua flemma “inglese”, alla fine riesce sempre ad avere la meglio sul cattivo di turno, grazie anche all’aiuto di vari assistenti che lo affiancano nelle varie missioni. La più famosa e carismatica di queste assistenti è la famosa Emma Peel, che, nonostante l’intimità che tra loro si è creata, si rivolgono tra loro come Mr. Steed e Mrs. Peel, mantenendo un certo contegno “all’inglese”.

La Yamato video realizzò dei memorial box contenenti alcuni episodi dell’intera serie.  Nel 1998 venne realizzato un remake cinematrografico incentrato sulle avventure di John Steed ed Emma Peel, interpretati rispettivamente da Uma Thurman e Ralph Flennes, mentre, invece, per la parte dello scienziato pazzo venne “reclutato” Sean Connery, che, secondo indiscrezioni, pare si sia divertito a interpretare tale ruolo. Nonostante sia una serie datata, le sue ambientazioni e l’ironia dei protagonisti, insieme al tema surreale dei vari episodi, la rendono una serie ancora attuale e molto godibile dal punto di vista visivo, e, nonostante alcune pecche e lacune, anche il remake cinematografico è stato ben realizzato e si lascia vedere.

Alla prossima!

By Marco Talparius Lupani

 

Marco Giovanni Lupani

grande appassionato di cinema di fantascienza, fantasy, horror e Trash. Interessato anche ai fumetti di ogni genere dai comics ai manga a quelli d'autore. Cosplayer della vecchia guardia dagli anni 90
intrigato da ogni cosa che possa stimolare la sua curiosità
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