Hayao Miyazaki nasce il 5 Gennaio del 1944 da una famiglia agiata che ha avuto grandi fortune economiche durante la II guerra mondiale (il padre aveva un’industria di aeroplani bellici). A tre anni conobbe in prima persona la paura della perdita di una persona cara, la madre si ammalò di tubercolosi spinale e il giovane Hayao le stettè accanto in tutto il periodo. Questa sua difficile situazione fu probabilmente l’ispirazione del light motive “La mamma è via a causa della malattia” presente nel capolavoro “Il mio vicino Totoro

Hakuja Den di Taiji del 1958 fu il suo primo anime/amore, un cartone animato che spronò Miyazaki verso l’animazione. Il suo sogno era però frenato dalla sua incampacità di disegnare le persone tanto che decise di intraprendere la carriera economica laureandosi con una tesi sulle teorie industriali.

Durante gli studi però continuò la sua passione, dal 1963 lavorò ad alcuni progetti presso lo studio TOEI per Watchdog Bow Wow e per l’anime Wolf Boy Ken. Durante la sua permanenza nel famoso studio di animazione conobbe sia la passione politica per un comunismo puro e ideale (che il Giappone aveva dimenticato nella guerra), con la complicità dell’eterno amico Takahata, sia quella sentimentale per Akemi Ota. Il fermento politico nel cuore del giovane autore si sarebbe ben presto palesato in opere come CONAN o HORUS, anzi in un’intervista qualche anno dopo criticò la sua Nausicaa per essere una persona di origini aristocratiche e appartenente ad una elite. Pom Poko in fondo non è altro che la storia di come avessero fallito i movimenti liberali nel Giappone post bellico, secondo il punto di vista di Miyazaki.

Nel 1965 Hayao e la moglie Akemi entrano  nella produzione di Prince of the Sun e Puss In Boots, dopo il primo figlio nel 1969 la coppia sarà al lavoro insieme per The Flying Ghost Ship.

Nei primi anni 70 Miyazaki lascia il Giappone per alcuni viaggi che porteranno l’ispirazione per i suoi prossimi lavori: sulle alpi svizzere per Heidi: Girl of the Alps e in Italia e Sud America Three Thousand Miles in serch of Mother (Marco)

Negli anni ’80, sotto il nome d’arte di TELECOM diresse le migliori puntate della serie televisiva di LUPIN III (episodi 145-155).

Tre anni dopo arrivò il successo mondiale con il lungometraggio Nausicaä of the Valley of the Wind del quale era produttore lo stesso Takahata per la TopCraft.

Per Miyazaki le porte del successo mondiale si spalancarono nel 1984 con il lungometraggio Nausicaa of the Valley of the Wind(Nausicaa della Valle del Vento), del quale era produttore l’amico fraterno Takahata, per la TopCraft, mentre la colonna sonora era stata composta dal fidato collaboratore Joe Hisaishi. Il film tratta alcune tra le tematiche più care al regista giapponese: dal rapporto uomo-natura alle cause di conflitto tra gli uomini e le forze che agitano il mondo.

Nel 1986, per lo splendido Laputa: Castle in the Sky, nasce il mitico “Studio Ghibli, lo studio di produzione nipponiche che avrebbe da lì in poi pesantemente influenzato le maggiori produzioni internazionali del genere.

 Nel 1988 è la volta di Il mio vicino Totoro (miglior film dell’anno in Giappone), poetica favola moderna sull’incontro di due bambine con un essere magico chiamato Totoro. Ed è proprio la sagoma di Totoro ad essere scelta come logo dello Studio.

Nel 1989 a sbancare il botteghino giapponese arriva invece il film di animazione Kiki consegne a domicilio. Con il successo ecco arrivare anche l’ingrandimento dello Studio Ghibli, trasformatosi ormai in una vera e propria “fabbrica dei sogni”.

È del 1992 Porco Rosso, cartone dal titolo in italiano che narra le avventure di un uomo dal volto di maiale, leggenda dell’aviazione italiana dell’inizio degli anni ’30.
Gli anni novanta sono gli anni in cui Miyazaki decidere di provare a ricoprire anche nuovi ruoli  professionali: eccolo quindi in veste di produttore del film di Takahata Ricordi a catinella (Omohide PoroPoro) del 1991, e collaboratore nella scrittura del soggetto di Heisei Tanuki Gassen Pon Poko, ancora di Takahata, uscito nel 1994; l’anno successivo invece è sceneggiatore e produttore di Se ascolti con attenzione (Mimi o Sumaseba).

Nel 1997 un nuovo clamoroso successo. Dopo anni di lavorazione arriva nelle sale giapponesi Principessa Mononoke (MononokeHime): di nuovo un film sul difficile rapporto tra l’uomo e la natura (e tra gli uomini stessi), il tutto all’interno di un atmosfera mistica nel Giappone del Periodo Muromachi (1333-1568).

È di questi anni la decisione di lasciare la regia ai giovani autori dello Studio Ghibli. Ma Miyazaki non riesce a stare lontano dalla la macchina da presa e nel 2001 ecco arrivare il suo nuovo capolavoro, La città incantata (Sen to Chihiro no kamikakushi). Il film viene accolto da un coro di elogi in patria e nel resto del mondo, e riesce a vincere l’Orso d’Oro al Festival di Berlino e l’Oscar 2002 per il migliore lungometraggio di animazione.

Altra partecipazione ad un festival internazionale è quella del 2004 alla 61a Mostra di Venezia, in cui viene presentato Il castello errante di Howl, tratto da un libro di Diana Wynne Jones. E proprio a Venezia, nel 2005, viene insignito del Leone d’Oro alla carriera.

Dal 2008, con Ponyo sulla scogliera, presentato in anteprima alla 65ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, lo Studio Ghibli diviene l’unico studio d’animazione giapponese ad usare tecniche di disegno tradizionali per i suoi film, volendo così contrastare l’uso della grafica computerizzata.

Nel settembre 2013, durante la 70ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia in occasione della presentazione del film Si alza il vento Miyazaki annuncia, tramite il presidente dello studio Ghibli Koji Hashino, il ritiro dalle attività cinematografiche.Alcuni giorni dopo la decisione viene confermata dallo stesso Miyazaki durante una conferenza stampa in cui il regista giapponese individua i motivi del ritiro nel tempo impiegato per la realizzazione dei suoi film, non più conciliabile con l’età avanzata.  La sua lunga attività è stata insignita con il Winsor McCay Award nel 1998, il Leone d’Oro al Festival di Venezia del 2005 e con l’Oscar alla carriera conferitogli dall’Academy nel novembre 2014.

Alcuni dei suoi lungometraggi hanno detenuto, o detengono tuttora, record d’incassi in patria: Principessa Mononoke fu il film di maggiore incasso nella storia del Giappone prima del colossal Titanic, a sua volta battuto tre anni dopo da La città incantata, la quale rimane la pellicola che ha incassato di più nelle sale nipponiche. Al 2014, quattro suoi film (oltre ai due già citati, anche Il castello errante di Howl e Ponyo sulla scogliera) sono inclusi nella classifica dei 10 più alti incassi della storia in Giappone.

Gianluca Falletta

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