Una vera e propria sorellina per me e un’icona del cosplay italiano: Simona Marletti è nata a Milano quando nelle case le tv a colori erano ancora unanovità che non tutti potevano permettersi. Fin da piccola appassionatissima di cinema e teatro per “colpa” della mamma, ha sempre amato giocare calandosi nei panni di vari personaggi, camuffandosi con qualsiasi cosa trovasse (foulard della nonna, vestaglie, vecchie collane, ecc…)  Ovviamente da bambina la sua festa preferita era il Carnevale, quando era lecito vivere nei panni di uno dei suoi personaggi anche fuori casa (e la mamma le permetteva di truccarsi!)

Crescendo ha avuto brutte esperienze di bullismo ed emarginazione a causa del suo sovrappeso e l’unica cosa che le ha permesso di non farsi sopraffare dalla depressione è stato il teatro, la recitazione ed il mondo della fantasia. Rifugiarsi nella pelle di qualcun altro, anche solo per breve tempo sul palcoscenico, le è sempre stato d’aiuto. Proprio ad un corso di recitazione viene a conoscenza, tramite alcuni compagni, di un cinema milanese dove ogni venerdì sera proiettano lo stesso film da decenni, è l’interazione del pubblico è quasi d’obbligo. E’ scontato dire che il colpo di fulmine per il Rocky Horror è scattato alla prima visione…e la richiesta di aiuto alla nonna per cucire i primi costumi è seguita a ruota. Il nick-name di Simona, “Maggie”, viene proprio da lì, da Magenta, il suo personaggio preferito ed il primo di cui ha vestito i panni (con risultato discutibile, le prime volte) fra il pubblico dei Transylvani.

Grazie alla comune passione per il Rocky, nel lontano 1997 conosce Luigi e dal 2004 fanno coppia fissa. Scoprono insieme il mondo del cosplay ad una Fumettopoli dei primi anni 2000 e – visto che in fondo era qualcosa che in un certo senso facevano già – l’idea di vestirsi da cartone animato comincia a farsi strada. Il primo (abbozzato) tentativo avviene ad una RiminiComix di una dozzina di anni fa, ma il primo cosplay degno di nota è quello di Elphaba, la strega dell’Ovest protagonista di Wicked. All’epoca il musical non era ancora conosciuto in Italia e nessuno capiva chi fosse (l’hanno scambiata perfino per la Befana!) ma lei era semplicemente in estasi vestendo i panni di uno dei suoi personaggi più amati. Simona ha, diciamolo, una grande debolezza: più un personaggio è “diverso”, emarginato, disadattato, bullizzato….più lei ci si immedesima e lo ama. E così ha inizio una personale gallery di Freaks: da Fiona – l’unica principessa che sceglie di essere brutta e sgraziata pur di essere sè stessa fino in fondo ed essere libera di amare chi vuole – alla Regina Brahne di Final Fantasy IX; Novizia Hame da Doctor Who, la Strega delle Lande, la Muccaliffa di Ni No Kuni, la bellissima e barbuta Lettie Lutz di The Greatest Showman…quest’anno avrebbe dovuto trasformarsi in Edna di Hairspray, ma il mondo ha deciso altrimenti. Non disdegna il genderbent, se fatto bene, e così adesso nel suo armadio ci sono anche Obelix, Henrietta Philippa McCoy degli X-Men, Shan Yu e, soprattutto, la Bestia in versione Disney, suo personaggio favorito di sempre. Prese in giro? Qualcuna c’è stata, ma dopo circa 40 anni di allenamento è diventata abbastanza brava a non prendersela.

Negli anni Simona si è specializzata nel make-up e nella realizzazioni di accessori, pian piano ha imparato ad utilizzare vari materiali, dalla carta pesta dei primi tempi ai primi tentativi con il forex, poi con il worbla, il lattice, il silicone e, soprattutto, la resina. Ama realizzare da sola tutto quanto è in grado di fare da sè…ma deve affidarsi ad altri per la parte del cucito. La creatività e la manualità acquisita grazie al cosplay, si riflette nella vita lavorativa di Simona: da quasi un anno ha scelto di lasciare il proverbiale “posto fisso” e di tentare di guadagnarsi da vivere realizzando e vendendo bigiotteria ed accessori che realizza in resina.

Simona non ama particolarmente mettersi in mostra e preferisce di gran lunga passare del tempo di qualità con gli amici, però alle esibizioni sul palco non riesce a rinunciare, sono sempre stata la sua parte preferita del gioco. Meglio se in coppia con Luigi o in gruppo. E’ più divertente quando si è in tanti: vedersi per le prove nelle settimane precedenti, creare assieme un’esibizione che possa emozionare il pubblico (in questo Luigi ha sempre avuto più idee di lei)… I social hanno sicuramente aiutato la diffusione e la crescita di questo hobby, hanno permesso lo scambio di esperienze attraverso forum e video-tutorial (ricordo ad esempio le video lezioni di trucco ed effetti speciali realizzate da Francesco Sanseverino su YouTube) sono stati la culla di nuove amicizie; però hanno finito col diventare cassa di risonanza per sterili polemiche, vetrina per chi cerca facile fama, in generale la situazione adesso si è ribaltata ed i social adesso stanno uccidendo il cosplay.

A chi si sta affacciando per la prima volta a questo colorato mondo, vorrebbe dire: “Non prenderti mai troppo sul serio, non perdere mai la voglia di sognare e di divertirti. Il tuo obiettivo principale deve essere solo questo, divertirti. Che, come ha detto qualcuno, diventare famosi nel mondo del cosplay è come diventare ricchi con i soldi del Monopoli”.

Gianluca Falletta
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