Percorrendo la panoramica dei film di fantascienza, come anche quelli di altro genere come il western, horror, fantasy e simili, purtroppo non vi sono solo film che si sono rivelati poi dei cult, ma, d’altra parte, vi sono anche film che, pur avendo nella loro realizzazione qualche bella trovata, alla fine risultano poi dei flop “eterni”. Non so se sia il caso di questo film, però le premesse ci sono quasi tutte: Sette Uomini d’Oro nello Spazio (Star Odyssey) è un film del 1979 di produzione totalmente Italiana diretto da Alfonso Brescia. Pur avendo una trama abbastanza interessante, si vede già al primo impatto che  è stato girato a basso costo, infatti, per fare un esempio, la quasi totalità del cast, degli effetti speciali e dei costumi utilizzati per la realizzazione del film, sono stati ”riciclati” da altri film precedentemente realizzati, come Cosmo 2000-Battaglie negli Spazi Stellari e La Guerra dei Robot, e il risultato si vede e risulta di bassa qualità, nonostante alcune buone idee.

Siamo nell’anno 2312, la Terra ora viene denominata Sol 3, in quanto il nostro pianeta è il terzo dal suo sole denominato sulle carte spaziali Sol; e il destino di Sol 3 e dei suoi abitanti viene deciso da “un’asta galattica” tenutasi presso un sistema vicino. Alla fine il pianeta viene venduto da un Despota alieno di nome Kress, che, senza perdere tempo, vuole dirigersi verso la sua nuova “proprietà” e, oltre a prendervi possesso, anche per radunare la maggior parte degli umani per venderli come schiavi “all’asta galattica”. Infatti le cose per Kress e la sua armata sembrano andare bene, in quanto gli abitanti di Sol 3 sono totalmente ignari di tutto, ma un uomo, il Professor Maury, scienziato geniale e persona dotata anche di poteri extrasensoriali, diviene consapevole del pericolo che l’umanità sta correndo. Ad aiutarlo vi sono un manipolo di coraggiosi che cercheranno con ogni mezzo di fermare Kress e la sua armata di Cyborg schiavisti.

Alla fine questo film non è proprio da buttare, qualche idea carina c’è, solo che però non basta a farlo decollare, in quanto già a metà film si può già capire che sembra fatto in fretta e furia oppure sottocosto, la critica in alcuni casi lo ha definito il “Guerre Stellari” dei poveri, può piacere agli amanti del trash, ma come film di fantascienza fine a se stesso purtroppo non è all’altezza, un peccato perché la trama aveva dei buoni spunti poco utilizzati per realizzare film di fantascienza.

 

 

 

Marco Giovanni Lupani

grande appassionato di cinema di fantascienza, fantasy, horror e Trash. Interessato anche ai fumetti di ogni genere dai comics ai manga a quelli d'autore. Cosplayer della vecchia guardia dagli anni 90
intrigato da ogni cosa che possa stimolare la sua curiosità
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