Foto di Francesco Franck MaragnoFrncesco Franck Maragno

Sara Romanoff nasce a Milano nel 1995. Fin da bambina sviluppa il desiderio di calarsi nei panni dei suoi beniamini. La madre favorisce questa sua passione e nelle festività l’accompagna nei negozi Disney per farle scegliere il vestito da principessa sapendo che appena tornati a casa si toglierà i vestiti per cenare con indosso il suo nuovo vestito. Addirittura le racconterà che in una giornata ordinaria espresse il desiderio di mettere il vestito di Biancaneve per andare a scuola e i genitori, sapendo della sua indole creativa, appoggiarono il suo desiderio. A poco a poco, grazie ai cartoni animati di Batman che amava seguire assiduamente ogni mattina, mette da parte i vestiti colorati e regali da principessa prediligendo in un personaggio abbastanza ambiguo per una bambina: Harley Quinn. Con il passare degli anni sviluppa nuove passioni tra cui l’arte (che la porterà a scegliere il Liceo Artistico come percorso di studi) i film ma soprattutto continuerà ad acquistare fumetti per seguire le vicende della fidanzata del Joker, non avendo più interesse nei cartoni animati in generale. Durante il secondo anno di Liceo scopre che in Internet vendono la riproduzione della tuta nera e rossa di Harley Quinn e la chiederà come regalo di compleanno, semplicemente per indossarla di tanto in tanto in casa e sfruttarla in occasioni come Carnevale e Halloween. Da li a poco però, per circostanze fortuite, una sua compagna di Liceo le chiede di accompagnarla ad un raduno di appassionati il giorno seguente. Si informa sull’evento e scopre una parola che non conosce: Cosplay. In poche ore sceglie un personaggio che aveva visto solo la sera prima in un film di Iron man, facilitata anche dal fatto che si tingeva i capelli di rosso. Indossa un paio di leggins neri, una giacca di pelle nera, una pistola giocattolo che aveva da bambina e si presenta al suo primo evento. Non metterà la tuta di Harley quinn perché troppo personale, troppo intima e aveva paura di mettersi così a nudo e magari ricevere critiche negative. Era il 2011. Da quel giorno il personaggio di Vedova nera divenne il suo “timbro” nel mondo del Cosplay, portò svariate versioni in fiera, conobbe tantissime persone con cui strinse un amicizia ma soprattutto dal fatto che tutti la chiamavano “Romanoff” in fiera decise di acquisire quel soprannome e il suo nome d’arte divenne “Sara Romanoff”. Il progetto più ambizioso che realizzò fu la tuta di Vedova nera nel film “Age of Ultron”. Una tuta da motociclista con led blu che nel film erano trucco di effetti speciali. Sara è ambiziosa e ama le sfide così commissiona la tuta sartoriale ad una sarta che lavora per aziende di tute motociclistiche professionali e insieme a suo padre si cimenta nella realizzazione di un sistema a led funzionante. Dopo un anno e mezzo di lavoro, all’uscita del film, il lavoro è pronto e la porterà addirittura sul set del film a Forte di Bard insieme al gruppo di cui faceva parte per una festa a tema.

Si cimenta completamente in questo hobby e con grande gioia viene chiamata per un tour promozionale del film “I guardiani della Galassia vol.2” da Disney per interpretare Nebula. Un tour che, oltre che essere un grandissimo onore, la porterà ad avere ricordi indimenticabili insieme ad altri cosplayer.

Dopodichè, dopo il sostegno dei suoi amici e le numerose spinte da parte dei suoi genitori e del suo fidanzato, Sara decide di lanciarsi nella sfida di creare il cosplay di Harley Quinn dal film Suicide Squad. Non si sente per nulla a proprio agio nel mostrare la sua parte più vulnerabile. La paura di critiche e il suo “sentirsi non all’altezza” l’hanno portata a rimandare per tanto tempo. La realizza e la gioia di poter portare un personaggio che sente pienamente suo sarà un crescendo di versioni sia dai film, che dai cartoni animati fino ai videogiochi. La gioia più grande per lei è stata ricevere come regalo di compleanno da parte dei suoi affetti più cari la tuta classica che tanto ambiva. Questo la porterà a lasciar perdere le sue insicurezze e godere pienamente del suo personaggio nonché cosplay preferito. Da quel momento partecipa attivamente in tutti i social per continuare a spronare altre e altri cosplayer a vivere questa passione completamente, senza paure ne pregiudizi di chi può puntare un dito e cogliere occasioni per sfogare la loro ignoranza con bodyshaming e altri atti di bullismo. Sarà la sua missione e continua ancora a battersi per non far vincere il bullismo in un hobby che deve essere, secondo lei, completa libertà di espressione. Il suo desiderio è che nessuno metta da parte un sogno per paura di giudizi altrui.

Sara non crea da sé i propri cosplay in quanto non ritiene di avere ne la pazienza ne la precisione che può avere un esperto sartoriale, un wigmaker o piuttosto un maker di accessori. Predilige commissionare e fare proprio il cosplay attraverso il make up e l’interpretazione. Il suo cosplayer preferito che la spronta a darsi sempre nuove sfide è Alyson Tabbitha ed è grazie a lei che un giorno porterà Jack Sparrow cimentandosi per la prima volta in un make up ambizioso (grazie soprattutto al costume prestatogli da un suo carissimo amico).

Ad oggi Romanoff , seguendo le sue esperienze personali e di vicende che ha seguito, può dire  che certamente al giorno d’oggi c’è un industria, una commercializzazione del cosplay o comunque una fetta di questa passione può essere guadagno per molti (basti pensare alle semplici commissioni, fino al mercato dei costumi e delle repliche su Internet fino a eventi di intrattenimento ai cinema e molto altro ancora) ma  da non dimenticare mai è che il cosplay è prima di tutto una passione e se si pensa al cosplay come fine a se stesso le ambizioni lavorative sono poche, molto poche. Crede di più che il cosplay possa portare contatti e comunque una fetta di mercato di intrattenimento ma che è solo un lancio, un modo per farsi conoscere per poi guardare più avanti. Utilizzare il cosplay per essere notati è giusto, ma rimanere fissi su questo ambiente è poco proficuo e certamente si può finire a essere “vip in un mondo del monopoli”. Il cosplay è stato un percorso che ha aiutato Sara ha sviluppare la sua creatività, l’ha aiutata a conoscere tantissime persone che fanno parte della sua vita quotidiana, è stato un divertimento che porterà sempre con affetto avendolo vissuto per un periodo come punto di riferimento quasi ma ad oggi preferisce sviluppare nuove passioni e cimentarsi in nuove sfide. Oggi Sara Romanoff è una make up artist e si cimenta a pieno nel suo lavoro, lasciando il cosplay come passione e hobby occasionale. Ha ottenuto ciò che desiderava e molto altro ancora perciò ritiene sia più opportuno non fermarsi e proseguire guardando davanti a sé, tenendo il cosplay come una passione che le consente di rivivere in maniera occasionale un periodo della sua vita.

Per conoscere la creatività di Sara e approfondire i suoi splendidi cosplay vi invitiamo a visitare la sua pagina facebook.com/sararouge95/

Gianluca Falletta
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