Per tornare a parlare di vecchie serie televisive, mi viene in mente una serie che quando la guardavo da ragazzino, era tra quelle che per un particolare o l’altro, mi appassionavano in maniera particolare. Infatti, in primis, anche se prediligo sempre la fantascienza, vi sono serie e film di altro genere che avevano un che di particolare che alla fine mi intrigavano, specie le avventure tratte da opere letterarie. Questa serie, come altre del resto, aveva due delle cose che mi han sempre intrigato, la fantascienza e l’opera letteraria, infatti introduceva le leggendarie avventure di un personaggio letterario, in chiave fantascientifica, si tratta di Rocket Robin Hood. Questa serie di metà degli anni ’60 più precisamente del 1967 è stata prodotta dalla Trillium e Steve Krantz Production, casa di produzione Canadese, composta da una sola stagione per un totale di 52 episodi, essa era considerata la versione futuristica delle avventure di Robin Hood nello spazio, mantenendo l’astuzia, l’arroganza e la simpatia del Ladro di Sherwood in un panorama ad alta tecnologia alla Buck Rogers.

 

Sono passati molti decenni dal primo sbarco sulla Luna, e il genere umano pian piano si è spinto a esplorare le stelle e a colonizzare nuovi pianeti adatti alla vita umana. Siamo nell’anno 3000, e le varie colonie hanno raggiunto una loro indipendenza e si autogovernano in maniera autonoma. Infatti, sul pianeta di Nottingham, da decenni è stato introdotto un sistema di vita che è una perfetta fusione tra la tecnologia e le tradizioni medievali: insieme alle navicelle spaziali, vi sono soldati armati di picca e in armatura, archi con al posto delle classiche frecce, proiettili laser e così via. A governare questo sistema vi è Re Giovanni, che come il suo avo, dal quale prende il nome, comanda con pugno di ferro i suoi sudditi imponendogli tasse sempre più alte. Ai suoi ordini vi sono lo sceriffo del National Outer-space Terrestrial Territories, chiamato da tutti Sceriffo di NOTT, ma a contrastare gli avidi piani dei due vi è il discendente diretto di Robin di Locksley, che qui si fa chiamare Rocket Robin Hood che dalla sua base spaziale l’asteroide di New Sherwood, interviene per aiutare la povera gente contro le angherie del Re Giovanni, come il suo avo egli “Ruba ai Ricchi per donare ai Poveri!”. Ma per fortuna egli non è da solo, infatti è accompagnato dalla sua banda di amici chiamati “Merry Men” e anch’essi sono i discendenti diretti degli allegri compagni dell’avo di Robin: anche qui vi sono Frate Tuck, Little John, Will Scarlet e Lady Marian, ed è così che Rocket Robin Hood e i suoi “Merry Men” con astuzia, coraggio e ironia difendono i deboli contro i potenti mandando all’aria i perfidi piani di Re Giovanni e dello sceriffo di NOTT e dei loro malvagi alleati.

In Italia questa serie ha avuto solo pochi passaggi sulle reti locali, in alcuni casi la qualità di trasmissione era anche pessima, ed è un peccato, in quanto era molto divertente e poi era bella la mescolanza di scontri spaziali e di combattimenti con spade e lance, l’ironia poi la faceva da padrone e l’irriverenza di Rocket Robin Hood pari al suo omologo letterario lo rendeva unico.

Marco Giovanni Lupani

grande appassionato di cinema di fantascienza, fantasy, horror e Trash. Interessato anche ai fumetti di ogni genere dai comics ai manga a quelli d'autore. Cosplayer della vecchia guardia dagli anni 90
intrigato da ogni cosa che possa stimolare la sua curiosità
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