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Poggibonsi è un interessante comune della provincia di Siena in Toscana: sorge nel territorio dell’Alta Val d’Elsa alle propaggini occidentali delle Colline del Chianti, famose per il turismo eno-gastronomico e per le bellezze medioevali e rinascimentali.  I primi reperti di insediamenti umani nel territorio sono del Neolitico ma, i più importanti, risalgono all’epoca etrusco-romana, come testimoniano le numerose piccole necropoli sparse a breve distanza dall’attuale abitato. Alla fine dell’epoca antica (età gota), risalgono le case in terra individuate negli scavi all’interno delle mura medicee sul “poggio di bonizzo”, seguite dagli insediamenti in capanne dell’età longobarda e franca. Ad ogni modo il principale incremento demografico dato all’espansione dei nuclei abitati si verifica fra il X e il XII secolo quando Poggibonsi, in seguito al nuovo tracciato della Via Francigena, venne a trovarsi direttamente inserito su questa fondamentale arteria stradale.

Vi parliamo di questa splendida città toscana per introdurvi un progetto davvero interessante che rende l’archeologia “viva” e che trasforma gli archeologi in veri e propri giocatori di ruolo dal vivo, per raccontare uno splendido passato in maniera “altamente interattiva”. Il Parco Archeologico, nato nel 2003 da una sinergia tra il Comune di Poggibonsi e l’Università di Siena, corona un lavoro durato oltre 10 anni che ha permesso agli archeologi di narrare il lungo passato della collina, dai villaggi di capanne alto medievali alla“quasi città” basso medievale, fino all’attuale Fortezza Medicea che lo ospita. Il Cassero, vero centro del Parco, accoglie un Centro di Documentazione in cui pannelli esplicativi, plastici ricostruttivi, reperti, ricostruzioni in scala 1:1 e riproduzioni di oggetti e abiti, narrano la storia del sito, seguendo un modello touch the past. Il concept del Parco, fondato su una solida base scientifica, si caratterizza per una continua contaminazione fra il reale ed il virtuale dove a tecnologie digitali di valorizzazione “leggera” (grafica 3D, realtà aumentata) si affiancano sistemi di comunicazione basati sulla living history e l’archeologia sperimentale. Da questo tipo di approccio nascono le numerose iniziative che vanno dai convegni specialistici alle attività didattiche e divulgative per grandi e piccini.

L’idea Archeodromo nasce per riprodurre in scala 1:1 una delle più importanti scoperte sulla collina di Poggio Imperiale, il villaggio di periodo franco (IX – metà X secolo) nel quale si riconosce la conformazione di una possibile azienda curtense con una residenza padronale costituita da una grande capanna (longhouse) di 17 x 8,5 metri, circondata da diverse strutture più piccole destinate ad attività artigianali e all’immagazzinamento di derrate alimentari e prodotti agricoli, nonché da edifici di servizio. Nell’ottobre del 2014 è stato inaugurato il primo step realizzativo e nel gennaio 2016 il secondo. L’Archeodromo di Poggibonsi è un progetto che persegue la ricostruzione in progress delle 17 strutture riscontrate nello scavo dei depositi relativi al villaggio di periodo carolingio. Ad oggi sono stati edificati la longhouse (grande abitazione della famiglia padronale), una capanna contadina con aia e pollaio, la forgia del fabbro, un forno da pane, due pagliai e l’orto; ad essi si aggiungono alcune tettoie provvisorie per attività artigianali ma destinate in un prossimo futuro a essere sostituite da altre strutture.Nel corso dei prossimi anni l’archeodromo sarà quindi ampliato con la ricostruzione di molte altre capanne, dalla macelleria, al granaio, alle capanne dei dipendenti, alla fornace da ceramica e a tutte le altre strutture accessorie per attività economiche incentrate sullo sfruttamento agricolo dei terreni circostanti e sull’allevamento. Archeologia, pratiche sperimentali, living history si integrano nelle nostre attività didattiche secondo un modello “Touch the past”: vivere in prima persona consuetudini, mestieri, vestire abiti, mangiare, lavorare secondo i modi del passato.Questo tipo di esperienze forniscono uno strumento attraverso il quale comprendere gli insegnamenti scolastici e stimolano la formazione di un pensiero critico con cui migliorare l’approccio allo studio della storia: contribuiscono cioè ad accorciare la distanza con una disciplina che, se studiata in maniera teorica e secondo sistemi di comunicazione lontani da quelli attuali, non sempre riesce ad appassionare ma che, veicolata attraverso il gioco e la manualità, può diventare un argomento stimolante e coinvolgente.

Per info e per scoprire tutti gli eventi “dal vivo”http://www.archeodromopoggibonsi.it/    |    https://www.facebook.com/archeopb/

Gianluca Falletta
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