La 12ma edizione di BilBOlbul opera una svolta rispetto al passato, accogliendo per la prima volta in assoluto – in una manifestazione che si è sempre contraddistinta per la sua attenzione nei confronti delle produzioni autonome e di ricerca rispetto al fumetto del passato e del presente – uno dei principali lasciti della pop culture mondiale, il fumetto di Supereroi. E lo fa in grande stile, con la mostra dedicata a Jack Kirby, “The King of Comics”, colui che, per dirla con Frank Miller, segnò uno spartiacque nel mondo del fumetto, aprendo con la sua morte un “Prima di Kirby” e un “Dopo Kirby” e influenzando in maniera determinante il fumetto contemporaneo.  La mostra, sostenuto da Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna e Unicredit Spa,inaugura il 24 novembre presso gli spazi della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, con una selezione di oltre 80 tavole.

Protagonista della Silver Age of Comics in quegli anni Sessanta che cambiarono lo sguardo sul mondo, tanto da continuare ancora oggi ad esercitare la loro irresistibile attrazione: a Jack Kirby“The King of Comics”, colui che attraverso la trasformazione dell’archetipo del Supereroe – Captain America, I Fantastici Quattro, Thor, Hulk, Iron Man, gli X-Men, Pantera Nera, solo per citarne alcuni – è stato uno dei principali edificatori dell’immaginario popolare contemporaneo, è dedicata la grande mostra Mostri, uomini, dei sostenuta da Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna e UniCredi. La mostra proseguirà fino al 5 gennaio 2019. Artista dall’inconfondibile identità stilistica, Kirby ha influenzato in maniera determinante il fumetto contemporaneo, segnando uno spartiacque ed aprendo con la sua morte un “prima di Kirby” e un “dopo Kirby”, secondo la fortunata espressione di Frank Miller. Non solo ha creato, da solo o in coppia con lo sceneggiatore Stan Lee – i Lennon-McCartney del fumetto come, con geniale intuizione, scrive Jonathan Lethem nel catalogo della mostra – i supereroi degli attuali blockbuster cinematografici e televisivi, ma la forza visionaria dei suoi disegni, insieme all’originale commistione di fantascienza, tecnologia e temi socialidelle sue storie, ha influenzato generazioni di artisti e scrittori.

Jack Kirby, al secolo Jacob Kurtzberg, nasce a New York nel 1917 in una famiglia di immigrati austriaci di origine ebraica, come rivela il cognome.
La sua prima serie di successo, e il primo dei suoi iconici personaggi, è stato Captain America, creato nel 1941 insieme allo sceneggiatore Joe Simon. Non una semplice icona patriottica, ma una precisa dichiarazione politica, dal momento che Captain America incarna l’ eroe antinazista e antifascista che combatte Hitler, nel momento in cui gli Stati Uniti erano ancora lontani dall’entrata in guerra. Già in queste prime storie Kirby inizia a riscrivere le regole della composizione della tavola a fumetti, una ricerca che porterà avanti per tutta la sua carriera. Nel Dopoguerra, Kirby e Simon continuano a realizzare fumetti di ogni genere, dal western al poliziesco all’horror, ma ottengono i maggiori successi nel genere rosa, con la serie True Romance. In questi racconti destinati al pubblico femminile, Kirby inserisce nell’intreccio temi sociali come la discriminazione razziale e lo scontro tra le classi, ma getta anche le basi di quell’iconografia sentimentale, ma già venata d’ironia, che diverrà pervasiva e verrà raccolta dalla pop art. Nel 1961 comincia il sodalizio con Stan Lee, uno spartiacque nella carriera di Kirby. La coppia riporta in vita il concept del supereroe, caduto in disgrazia dopo la Seconda Guerra Mondiale, e lo trasforma dotandolo di una fragilità inedita, più adatta ai nuovi tempi e capace di creare un contrasto quasi tragico con la potenza e il dinamismo dei disegni.  Inventa tutti i principali personaggi della Marvel Comics: I Fantastici Quattro, Thor, Hulk, Iron Man, gli X-Men, Pantera nera e altri. Il contributo di Kirby non è limitato al character design e alla realizzazione di molte delle storie, ma è fondamentale nello sviluppo della personalità e del significato dei personaggi: una rivoluzione nella cultura popolare ancora lontana dall’essere conclusa. Per il resto della sua carriera, l’autore resterà legato ai supereroi e alla fantascienza, sempre più attraversate da luci mistiche e filosofiche, particolarmente evidenti nel mondo post-apocalittico di Kamandi nella complessa saga del Quarto Mondo e nellaversione a fumetti di 2001 A Space Odissey. Dopo aver stabilito gli standard del fumetto occidentale, Kirby si è concesso, nel prosieguo della sua carriera, una sempre maggiore libertà creativa, sviluppata nell’equilibrio tra sapienza compositiva e un potente, a tratti inquietante, senso del meraviglioso.

Il catalogo illustrato omonimo, pubblicato da Hamelin, contiene testi di scrittori, critici e autori di fumetti italiani e stranieri, tra cui Jonathan Lethem, Gary Panter e Paul Gravett che riflettono sul loro rapporto con l’arte di Kirby. Paul Gravett interverrà anche nell’incontro Ho visto un re. Ritratto di Jack Kirby, con Giuseppe Camuncoli, Matteo Casali, Ratigher e Alessandro Tota, organizzato in collaborazione con UniCredit e Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna presso il Salone dei Carracci di Palazzo Magnani, sede di UniCredit (domenica 25 novembre, ore 11, via Zamboni, 20).

Nel solco della più autentica vocazione di BilBOlbul, quella di rivelare al pubblico talenti emergenti ancora poco conosciuti nel nostro paese, le mostre dedicate a due protagoniste femminili. La prima è Amandine Meyer, illustratrice e fumettista francese, creatrice di strambi universi, giardini dell’Eden in versione pop, colorati ed eccessivi, in cui i protagonisti, nella quasi totalità bambini, si confondono con la natura e si dedicano a giochi spesso brutali. Corpi che trasformano, si contorcono, si fondono con la foresta e diventano pesci, sassi, fiori, animali, in un gioco di metamorfosi continue, espressioni di un’infanzia che è desiderio di scoperta, di contatto con l’altro, e che tocca anche la sfera della sessualità. La mostra, prodotta con il sostegno di Nuovi Mecenati, verrà inaugurata il 24 novembre presso Il Museo della Musica: è un’occasione per scoprire un’artista che merita di essere conosciuta per la sua visione fresca e controversa dell’infanzia, ma anche per acquistare i suoi libri, ancora introvabili in Italia.

Temi affini sono al centro dell’opera della seconda autrice, Emelie Östergren, uno dei talenti più originali dell’illustrazione e del disegno svedese contemporaneo, la cui mostra, in collaborazione con lo Swedish Arts Council, sarà inaugurata il 25 novembre presso Squadro Galleria Stamperia d’arte: in bilico fra l’onirico e il fantastico, nei lavori della Östergren l’inconscio ha il sopravvento sul reale trasportando il lettore in un mondo altro, intimo e grottesco, in cui l’autrice gioca con la deformazione, la caricatura, il bizzarro e il mostruoso.

Dal fantastico e dalla fantascienza alla scienza, per uno degli eventi di punta di questa edizione: si tratta di ERCcOMICS, progetto finanziato dall’Unione Europea che vuole valorizzare la comunicazione scientifica attraverso la narrazione visuale, e in particolare il linguaggio del fumetto. La sfida alla base del progetto è creare un ponte tra due mondi apparentemente distanti, la scienza e l’arte, facendo lavorare insieme fumettisti e ricercatori alla realizzazione di 16 webcomic basati su altrettanti progetti europei di ricerca finanziati dall ERC, l’European Research Council.  I temi spaziano dall’ astrofisica alla sociologia, dalla biologia alle ricerche sull’intelligenza artificiale: durante BilBOlbul, oltre a un’esposizione delle tavole di alcune storie all’Accademia di Belle Arti di Bologna, il progetto ERCcOMICS sarà protagonista tra le altre cose di un ciclo di incontri nelle scuole del territorio pensati per introdurre nel discorso sul visivo discipline “altre”, come l’informatica o le materie scientifiche.

Enrico Ruocco

Figlio della GOLDRAKE generation, l’amore che avevo da bambino per il fumetto è stato prima stritolato dall’invasione degli ANIME, poi dall’avvento dei Blockbuster e annientato completamente dai giochi prima per PC e poi per CONSOLE.
In seguito con l’arrivo del nuovo millennio, il tanto temuto millennium bug , ha fatto riaffiorare in me una passione sopita soprattutto grazie ad INTERNET.
Era il 2000 quando finalmente in Italia internet diventava sempre più commerciale, ed io decisi di iniziare la mia avventura sul web creando il mio sito TUTTOCARTONI.Sito nato da una piccola ricerca fatta fra quello che “tirava” sul web e le mie passioni. Sappiamo bene cosa tira di più sul web … sinceramente non lo ritenni adatto a me, poi c’era lo sport, altra mia passione ma campo altamente minato. Infine c’erano i cartoon e i fumetti…beh qua mi sentivo preparato e soprattutto pensavo di trovare un mondo PACIFICO…
Man mano che passava il tempo l’interesse si spostava sempre più verso il fumetto, ed oggi, nel 2017, guardandomi indietro e senza vantarmi troppo posso considerarmi un blogger affermato e conosciuto, uno dei padri degli eventi salernitani dedicati al mondo del fumetto ma soprattutto lettore di COMICS di ogni genere.
Enrico Ruocco

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