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Anche quest’anno c’è stata una nuova edizione di 24 ore Comics, la terza per la precisione. Si tratta di una sorta di sfida a colpi di fumetti che viene organizzata dalla pagina Facebook  24 ore Comics. La sfida, a cui tutti possono partecipare, consiste nello scrivere una storia di 24 pagine in 24 ore. I partecipanti sono del calibro di famosi fumettisti Schockdom come ad esempio: Sio (Scottecs), Dado (Maschera gialla) e Bigio (Drizzit).

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Quest’anno, il fumettista esordiente (ma con già molto seguito a nemmeno un anno dalla “nascita”), Mirko Martorello, autore di Mirko’s Scribbles, ha deciso di partecipare, mettendosi in gioco, con un fumetto dedicato a Napoleone Bonaparte. Tra tutti i temi Mirko ha pensato di andarne a scegliere uno fuori dalle righe, con un riferimento storico ma che viene integrato con caratteri tipici dell’era contemporanea. Partiamo dalle prime pagine per capire che non si tratta di un classico fumetto storico ma qualcosa di più. Da Pokémon Go, passiamo a citazioni sottili (Pirati dei Caraibi e Game of Thrones), senza tralasciare l’utilizzo dei social (Facebook e Instagram per i filtri da mettere nel ritratto sul cavallo) e dello streaming, non dimenticando i classici, come il gioco da tavolo Risiko per la pianificazione dell’impresa di un Napoleone con manie di grandezza, che non si discosta dall’originale.

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Di che colore era il cavallo bianco di Napoleone? Nero (ipotizzo dal fumetto in bianco e nero, ndr) ma tinto di bianco per Mirko, che mostra anche di avere una certa cultura artistica, rappresentando uno dei più celebri ritratti di Napoleone di Jacques-Louis David. Insomma Mirko riesce a non alterare il suo stile ironico e leggero che mira a intrattenere i lettori con disegni dal tratto semplice senza troppi fronzoli, riuscendo sempre nel compito più difficile: divertire senza troppe pretese.

Chi è Mirko’s Scribbles: Mirko’s Scribbles nasce nel 2015. Ancor prima Mirko, nasce nel 1986 a Roma. Per 28 anni si alterna a cartoni animati, videogiochi, film, serie tv e disegni crescendo poi a pane e fumetti. Mantiene le sue dispendiose passioni con un impiego da programmatore fino al momento in cui decide di acquistare una tavoletta grafica, strumento che gli consentirà di dar voce al suo modo di essere e a quello che è sempre voluto diventare, un vignettista. Apre ingenuamente la pagina di Facebook, poi di Instagram, raccogliendo l’attenzione di innumerevoli fan che lo seguono e lo sostengono nel suo stile ironico e inconfondibile. A fine 2015 viene ricoverato perché inizia a parlare di sé in terza persona.

Potete leggere la sua storia da questo link.

 

 

Maria Merola
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