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Vi proponiamo un nuovo speciale di Satyrnet.it dedicato al mondo del Cosplay: dietro la macchina fotografica. Vi abbiamo già presentato alcune illustri creativi che realizzano meravigliosi set per i nostri “modelli in costume” preferiti, oggi vi parliamo di un compagno di mille avventure da “secoli”, amico del nostro portale. Questo testo è il risultato di un incontro “telematico”, una sorta di intervista che assomiglia più a una chiacchierata tra amici.

Matteo Sciarra è un fotografo romano che si è appassionato alla fotografia fin da piccolo. Aveva infatti solo 12 anni quando ricevette in regalo la sua prima reflex da parte di suo padre, che tra i vari lavori svolti ha ricoperto proprio il ruolo del fotografo. A un certo punto della sua vita, però, Matteo smise di scattare, forse perché il padre smise a sua volta o per altri interessi sopravvenuti: la passione per la musica, il lavoro nel campo delle scenografie e altri aspetti inerenti il mondo della creatività. Quando ormai pensava di non riprendere più l’attività fotografica, che per lui rappresentava sia un interesse personale che un vero e proprio lavoro, grazie a una persona a lui vicina, rimetté mano a una reflex digitale trovata in casa, ma non sua. Fu così che la passione si riaccese come una scintilla, ricominciò a studiare, migliorandosi e andando oltre. L’interesse diventava qualcosa di più, non un aspetto ludico che caratterizzava il suo passato, ma andava a delinearsi in un’ottica di maggiore serietà.

Matteo ci ha raccontato che nella vita è un informatico da molti anni, ma non ci nasconde che si tratta di un lavoro piuttosto noioso. Ci rivela, inoltre, di essere stato definito un discreto sistemista ma che senza creare si sente morire dentro. L’informatica per lui va via via assumendo una parte marginale, se ne occupa quando gli viene richiesto, ma sono la fotografia e la creazione di oggetti e costumi sia cosplay che LARP che costituiscono il centro della sua vita. Tuttavia, anche grazie all’informatica, Matteo si è potuto migliorare nella sua arte, accostando una sua vecchia passione, il disegno alla grafica, tutto ciò gli ha reso più indolore l’approccio serio ed evoluto con gli strumenti grafici digitali che usa.

Alla domanda sul perché Matteo tenda a fotografare spesso i cosplayer, la risposta che ci viene fornita è semplice: anche lui è un cosplayer, conosce quell’ambiente in cui ha molti amici. Per questo motivo è stato un passo naturale affinare le sue doti in quel settore. Le fiere del fumetto sono un campo assai difficile in cui cimentarsi, fare una foto in un posto che non sembri squallido o ripetitivo, è sempre una sfida, e qui Matteo ci rivela che è una sfida che probabilmente non sempre ha vinto, poiché evitare che il mare di folla presente non rientri negli scatti, portarsi un’attrezzatura da montare e smontare ogni volta e utilizzarla con persone che non sono abituate a posare, non capiscono le luci posizionate, né spessissimo, sanno interpretate il proprio personaggio, costituiscono degli elementi di difficoltà talvolta enormi nello svolgimento del suo lavoro.

Matteo (detto anche Catapum), ci confessa che in alcune fiere, quali Lucca o Romics, spesso non ha soste, corre senza fermarsi per tre o quattro giorni di fiera, a volte senza neanche il tempo per un panino e questi ritmi non facilitano la concentrazione. Il più grande ostacolo in queste situazioni caotiche e di stress, è costituito dal fatto che lui usa, forse anche un po’ per vezzo, ma soprattutto per avere risultati particolari, quasi esclusivamente obiettivi manuali spesso vintage, dunque senza nessun tipo di assistenza elettronica. Questo comporta che, ogni singolo click sul pulsante, è preceduto da un’attenta messa a fuoco. Ci ha detto in merito, per chi è più “tecnico”, che lavora solamente con obiettivi molto, molto luminosi usati quasi esclusivamente a massima apertura, il che comporta enormi difficoltà nel mettere a fuoco quell’esatto centimetro che dovrà essere il protagonista della fotografia. Si tratta quindi di una gavetta continua che serve e servirà a stimolare la creatività, offrendo colori, temi, e immagini, molto variegati che costringe a pensare per creare.

A proposito della continua invenzione e creatività, Matteo ci parla ancora del Festival del Fumetto di Romics, dove tutti erano soliti scattare, nella zona ormai famosa del “tunnel” che, effettivamente, rappresenta la zona più scenica “in quello squallore di posto” [cit] ma che ormai è diventata per lui una cosa ormai noiosa. Noiosa perché tutte le foto sono uguali e dopo averne fatte anche lui per un po’, si è stancato e ha preferito andare alla ricerca di alternative, ottenendo risultati interessanti. Quando poi il posto venne chiuso e tutti si lamentarono, Matteo non poté che essere felice, perché questo, avrebbe costretto anche gli altri fotografi a pensare e creare (spesso con buoni risultati).

Prima di concludere il nostro incontro virtuale, Matteo aggiunge altri dettagli sul suo ruolo di fotografo, ci racconta che, per quanto la sua notorietà sia per ora più rivolta verso il citato settore, non è solo “cosplay”. Infatti si limita a fotografare eclusivamente in occasione di fiere del fumetto e ha rifiutato diverse richieste di set a pagamento, al di fuori di quegli ambienti. Per descrivere il suo stile, dice che la sua fotografia è qualcosa di creativo, e nella sua pagina “Matteo Sciarra Fine-Art” possiamo trovare i lavori che, per il momento, più lo descrivono. Il nome della pagina stessa, “Fine Art”, indica il fine ultimo dei suoi lavori; l’arte.

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Si tratta spesso di set semi-tematici, realizzati quasi sempre all’aperto e qui ci dice di come si ritenga fortunato a essere di Roma, poiché le ville pubbliche offrono location degne, molto interessanti. I suoi set strizzano l’occhio al Fantasy, fairy-tale, fino ad ammiccare al Fashion che per ora, nella sua forma più pura non lo attira molto, ma che non esclude di trattare in fututo, tentando di imprimere anche in esso il suo stile. Ci spiega che l’ambiente fotografico relativo alla moda non è semplice, è molto severo, nonché abituato a certi stili ai quali chi si adatta va avanti e gli altri arrancano. Inserire in esso della personalità, è assai difficile. Aggiunge che il suo obbiettivo non è quello di diventare ricco, ma di creare e esternare se stesso.

In ultima battuta Matteo ci rivela che preferisce decisamente fotografare che essere fotografato, ritenendo di non essere affatto fotogenico, ma ci racconta di come ami creare cosplay (e non solo), di quanta dedizione metta nei suoi lavori, dell’impegno e della ricerca spasmodica del dettaglio, per questo, quando gli vengono chieste foto con indosso un suo lavoro, gli fa certamente piacere, ma non per sé, bensì per il costume che ha realizzato. Possiamo dire che Matteo è un artista a tuttotondo che cerca sempre di migliorarsi, continuando a studiare e cercando sempre nuovi spunti per giungere a una crescita progressiva all’insegna dell’arte e della creatività. Noi di Satyrnet gli auguriamo di raggiungere i suoi obbiettivi (augurio indicato per un fotografo!) e di continuare con la sua passione senza arrendersi mai!

Per info e contatti: 

facebook.com/matteo.sciarra.fineart/ e  facebook.com/MatteoSciarraEventi/

 

 

 

 

 

Maria Merola
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