Il Mahjong, che significa “uccello di canapa” o “sparviero di canapa”, è un gioco da tavolo nato in Cina probabilmente nel XIX secolo, e oggi molto diffuso anche nel resto del mondo, soprattutto Stati Uniti e Giappone: si tratta di un gioco di combinazioni (tris, coppie e scale), che presenta alcune analogie con giochi di carte occidentali. Nel mondo ci sono 2 versioni diverse del Mahjong. Nei paesi occidentali conosciamo soprattutto la versione Solitario in cui hai davanti a te un tavolo con delle tessere e devi combinare le tessere che hanno le stesse immagini. Questo gioco quindi si può giocare da soli.

Vi è poi la versione asiatica tradizionale ben conosciuta da molti occidentali. Mahjong è un vero gioco di compagnia che può essere giocato da persone di tutte le età. Il Mahjong tradizionale è fatto per giocarci in quattro persone, ma eventualmente può essere adattato per giocare in tre o addirittura in due persone. Un gioco tradizionale è composto da 144 tessere. Sulle tessere ci sono diverse immagini e ogni immagine possiede un determinato punteggio. All’inizio del gioco le tessere vengono distribuite tra i giocatori, l’intento è di fare la combinazione più alta cambiando le tessere. Alla fine vince il giocatore con la combinazione più alta, e viene anche premiato con i punti degli altri giocatori.  Nelle edizioni occidentali sono anche fornite delle stecche su cui appoggiare le tessere (sebbene queste ultime siano spesso sufficientemente pesanti da poter essere collocate in piedi sul tavolo). Le stecche sono comode anche per mescolare le tessere e formare la muraglia (sono lunghe esattamente come 18 tessere). In molti casi, nella scatola del Mah Jong si trovano anche speciali tessere che possono essere utilizzate per tenere i punti, o tenere traccia del “vento” di un particolare turno, chi è “di mano”, e altre informazioni di questo tipo. Le tessere sono ordinate in “semi” e “onori”.

Esistono pochi giochi al mondo la cui storia è avvolta da così tanti miti come nel gioco del Mahjong. Vi sono molte teorie sull’ideatore del gioco e sull’anno in cui è stato inventato. Esistono persino numerose teorie sul significato del nome. La traduzione letterale del nome in italiano è “passero che battibecca”. Si dice che al gioco sia stato attribuito questo nome perché il rumore delle tegole che si mischiano assomiglia a una coppia di passeri che fa il battibecco per il cibo. Un’altra teoria in proposito è che il presunto ideatore di questo gioco, Confucio, amasse molto gli uccelli. Tuttavia non è stato mai dimostrato chi abbia ideato il gioco. Dalla storia emerge che nel corso degli anni il Mahjong sia nato da una combinazione di giochi diversi come il domino e il gioco popolare cinese Mah-tiae (in italiano questa parola significa “cavallo appeso”). Si dice anche che il Mahjong sia stato inventato appositamente per i reali. Un suo uso da parte di un cittadino comune avrebbe addirittura portato alla pena di morte. Tutto considerato il Mahjong è un gioco affascinante del quale si può continuare a discutere all’infinito. Resta il fatto che questo gioco è nato, e a partire da quel momento molte persone si sono divertite giocandolo. Anche se i cinesi sostengono che questo gioco sia molto più antico, la prima tessera trovata risale all’anno 1880. Questa tessera originale era fatta d’avorio. Comunque si sono ritrovati dei giochi a carte originari del 15mo secolo i quali riportano esattamente le stesse immagini rappresentate sulle tessere del Mahjong. I ricercatori ne hanno concluso che il gioco venisse già giocato allora, ma non con le tessere tradizionali.

Una volta che il gioco cominciò ad essere giocato con le tessere tradizionali, diventò subito molto popolare. Inizialmente solo in Cina, dove veniva giocato da tutte le persone, giovani e anziani. A partire dal 1885 il gioco oltrepassò le frontiere. Fu in quell’anno, infatti, cui risale il primo articolo americano sul Mahjong scritto da un certo Stewerd Cullin. Dato che in Cina il gioco era diventato molto popolare, l’azienda Abercrombie & Fitch portò i primi esemplari in America. A New York diventò subito un gran successo. Così grande che il direttore dell’azienda Ezra Fitch decise di far arrivare in America tutti i giochi dalla Cina. Gli impiegati vennero mandati in Cina e ogni gioco che trovavano lo portavano a casa. Alla fine ritornarono con 12000 giochi che, grazie all’enorme successo, furono tutti venduti nel giro di 1 settimana.

In America il Mahjong ricevette velocemente un grande battage pubblicitario. Subito furono organizzate delle feste e dei tornei di questo gioco e addirittura vennero anche composte delle canzoni riguardo a questo soggetto. Nel corso degli anni il gioco però ricevette delle regole differenti. Ognuno lo giocava a modo suo. Era soprattutto il pubblico femminile ad apprezzare il Mahjong. A partire dal 1937 tutti giocavano a Mahjong nel modo ufficiale, in quell’anno, infatti, uscì un libro di regole del gioco nazionali grazie al quale tutti potevano attenersi alle regole ufficiali.

Il fatto che in Italia conosciamo bene il Mahjong lo dobbiamo ai venditori di strada cinesi. Nel 1923 alcuni di questi venditori erano presenti nelle città portuali italiane e nel tempo libero si mettevano a giocare a Mahjong agli angoli delle strade. Gli abitanti di queste città erano molto affascinati dal gioco e questo non passò inosservato al commerciante di Ravenna Michele Valvassori che non a caso fu il primo che in Italia fece produrre il gioco. Sfortunatamente la seconda guerra mondiale pose fine al periodo florido del Mahjong. Il mondo è in guerra e sempre meno gente lo gioca. Dopo la seconda guerra mondiale il gioco diventò di nuovo più famoso, questa fase viene chiamata anche “la seconda fioritura”. Al giorno d’oggi il luogo più grande dove si gioca a Mahjong è internet. Su internet vengono offerti centinaia di giochi diversi e la maggior parte di questi si possono giocare tutti gratuitamente, proprio come sul sito dei nostri amici www.mahjong.it.

Gianluca Falletta

Gianluca Falletta, presidente di Satyrnet e finalista di Italia's Got Talent 2019, è considerato "il papà del Cosplay Italiano". Come una delle prime realtà che hanno promosso il fenomeno made in Japan, Satyrnet, in oltre 15 anni di attività ha creato, realizzato e prodotto alcune delle più importanti manifestazioni di settore. Il portale www.satyrnet.it e la sua vastassima community online sono tutt'ora uno dei punti di riferimento per gli appassionati.Gianluca Falletta ha partecipato alla produzione del Festival del Fumetto di Romics, RomaComics & Games, Gaming e Cartoon Days e ora collabora con i principali festival italiani quali LuccaComics & Games, Milano Cartoomics e Napoli Comicon.
Dopo "l'apprendistato" presso Filmmaster Events, una delle più importanti agenzie di eventi al mondo, Gianluca si occupa di creare ride e parchi di divertimento a livello internazionale e ha participato allo start-up dei nuovissimi parchi italiani Cinecittà World e Luneur Park cercando di unire i concetti di narrazione, creatività con l'esigenza di offrire entertainment per il pubblico.
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