nel corso dei secoli, sono stati creati moltissimi personaggi, che hanno invaso la narrativa di vario genere dai romanzi e racconti di avventure, fino alla fantascienza, fantasy e horror e così via.

Molti film e serie televisive si sono spesso ispirati a tali personaggi sia reali che di fantasia, molte di queste serie ricalcano fedelmente le loro avventure, alcune invece ne fanno una sorta di biografia romanzata tanto da renderla intrigante per il pubblico; però alcune di queste serie, invece del solito tono eroistico/epico, hanno una piega decisamente parodistica, che dove al posto di pugni, arco e freccie, colt e armi laser, le varie situazioni vengono risolte a colpi di battute e di azioni al limite dell’assurdo, dove il cattivo di turno viene allegramente preso in giro dall’eroe.

Una di queste parodie, prende il verso dalle avventure di Robin Hood, l’allegro furfante che derubava i ricchi per darlo ai poveri; Capitato sotto il genio esplosivo di Mel Brooks che ne ha ideato sia la sceneggiatura che la regia, verso la metà degli anni settanta nasce la serie televisiva  “When Things Were Rotten”, qui da noi tradotta come “Le rocambolesche avventure di Robin Hood contro l’odioso sceriffo”. Serie comica composta da una sola stagione di 13 episodi totali, tra i suoi protagonisti ricordiamo Dick Van Patten già famoso nel ruolo del capofamiglia della serie “la Famiglia Bredford” qui nei panni del sempre affamato Frate Tuck e Bernie Kopell il mitico “Doc” di “Love Boat” nei panni di Alan-A-Dale.

Trama

la storia non cambia molto dalle avventure originali, tranne nelle situazioni tragicomiche, in cui si ritrovano i vari personaggi, e della beffa finale sempre e spese dello Sceriffo di Nottingham. Con battue allegre e situazioni da parodia e alcune anacronistiche trovate come ad esempio un semaforo o la presenzadi un passaggio a livello ferroviario e modernità simili, le avventure di Robin Hood continua anche in maniera allegra e scanzonatorio. Molte delle trovate utilizzate nella serie, sono state riprese in altri progetti di Mel Brooks, come anche nel suo film dedicato nuovamente alle gesta dell’allegro arciere di Sherwood ne “Robin Hood un uomo in calzamaglia”, che se uno ci pensa sembra quasi una specie di Rebbot o omaggio della serie.

Allegra, divertente, irriverente, una serie che nonostante i pochi episodi a disposizione e i centellinati passaggi televisivi, specie sulle reti locali, per chi ha avuto la fortuna di vedere tale serie, non l’ha certo dimenticata, forse non ricorda esattamente il titolo, ma di certo ricorderà tutte le volte che Robin e i suoi allegri compagni sono riusciti a farsi beffe di Hubert, vero nome dello sceriffo.

 

Qui di seguito viene riportato il testo originale della sigla, che evidenzia la parodia delle avventure di Robin e compagni:

“Once upon a time when things were rotten,
Not just food, but also kings and cotton,
Everybody kicked the peasants,
Things were bad and that ain’t good,
Then came Robin Hood (Ta-daah!)

“Soon a band of merry men he’d gotten,
They wore outfits made of plain green cotton,
Helping victims was their business
Boy oh boy was business good,
Good for Robin Hood!

“They laughed, they loved, they fought, they drank,
They jumped a lot of fences,
They robbed the rich, gave to the poor
Except what they kept for expenses!

“So when other legends are forgotten
We’ll remember back when things were rotten
Yay for Robin Hood!”

Marco Giovanni Lupani

Marco Giovanni Lupani

grande appassionato di cinema di fantascienza, fantasy, horror e Trash. Interessato anche ai fumetti di ogni genere dai comics ai manga a quelli d'autore. Cosplayer della vecchia guardia dagli anni 90
intrigato da ogni cosa che possa stimolare la sua curiosità
Marco Giovanni Lupani

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