Chi di voi ricorda Taron e la pentola magica? Uno dei film meno “famosi” della Disney e con minor successo nella critica. Vuoi per il suo stile  controcorrente e, per alcuni tratti troppo horror, per un film d’animazione per bambini.

Taron e la pentola magica (The Black Cauldron) è un film d’animazione del 1985, prodotto dalla Walt Disney Productions e distribuito nei cinema statunitensi il 24 luglio 1985 dalla Walt Disney Pictures e dalla Buena Vista. È considerato il 25º Classico Disneysecondo il canone ufficiale ed è a partire da questo film che cominciò ad essere utilizzato il logo della Walt Disney Pictures con il castello bianco su sfondo celeste.

Il film è basato sui primi due libri della serie Le cronache di Prydain di Lloyd Alexander ed è stato diretto da Ted Berman e da Richard Rich (già registi di Red e Toby – Nemiciamici). La produzione del film è iniziata nel 1973, ed è il primo film d’animazione in cui è stata utilizzata per alcune scene la CGI, per animare le bolle, la barca con la quale scappano i protagonisti, la sfera galleggiante di luce, e la pentola magica stessa. Per gli effetti di nebbia e di fumo l’animatore Don Paul, ha utilizzato riprese dal vivo con delle nebbie prodotte con ghiaccio secco.

Trama
Taron è l’aiutante dell’anziano guardiano di porci Dallben. Sogna di diventare un guerriero, un giorno, e di impossessarsi della pentola magica. I suoi sogni svaniscono quando la maialina che gli è stata affidata, Ewy, viene rapita da uno stregone Lich, Re Cornelius, il quale sta cercando la fantomatica pentola magica per dominare il mondo. La maialina è un oracolo che ha il potere di mostrare degli accadimenti attraverso gli specchi d’acqua. Il sovrano vuol trovare il calderone magico per creare un esercito immortale (composto dagli scheletri dei suoi guerrieri morti) con il quale sottomettere il mondo.
Taron si intrufola nel castello del Re Cornelius e riesce a salvare Ewy, ma verrà subito imprigionato. Nelle prigioni, Taron recupera una spada e incontra Ailin, una principessa prigioniera e resa sguattera da Re Cornelius, la ragazza era proprietaria di una sfera magica luminosa e fluttuante che serviva al Re per trovare la agognata pentola. Durante la sua permanenza e i tentativi di fuga Taron salva Sospirello, un bardo, e incontra una strana creatura di nome Gurghi che porterà con sé. Riusciti a fuggire incontrano una comunità di folletti che rivela chi custodisce la pentola, si tratta di tre streghe che in cambio della pentola magica volevano avere qualcosa in cambio. Taron dà alle streghe la spada che aveva trovato nella prigione del castello di Cornelius. Le streghe, a quel punto, rivelano ai nostri eroi che la pentola ha il potere di uccidere chiunque si getti al suo interno e che uno di loro dovrà gettarvisi dentro per dimostrare il suo coraggio. Doli, il folletto che li aveva accompagnati fa capire a Taron che è stato molto testardo perché ha desiderato un oggetto che potrebbe portargli guai. Infatti Re Cornelius li trova e li imprigiona. In possesso della pentola, il Re Cornelius compie il sacrificio per attivarne il potere magico, riportando così in vita, l’esercito di guerrieri morti. Gurghi, che era sfuggito alla cattura, riesce a salvare Taron e gli altri, e si sacrificherà buttandosi nella pentola per invertirne il potere magico, perché era l’unico a poterlo fare, in quanto solo e senza amici. La pentola distrugge l’esercito dei morti, e lo stesso Re Cornelius viene a sua volta assorbito. Taron riconosce il pericolo rappresentato dalla pentola, e decide di liberarsene. Quindi restituisce la pentola alle streghe, e in cambio chiede che riportino in vita Gurghi. Le streghe lo fanno e Taron si rende conto di quanto l’amicizia abbia più valore di un oggetto portentoso, e si innamora di Ailin, ricambiato.

Io ricordo di averlo visto, a malapena ricordo Gurghi e il maiale, quindi non deve avermi traumatizzato molto, non sono sicura di aver avuto anche la videocassetta, anche se in genere i VHS di mamma Disney li avevo quasi tutti. Voi ricordate Taron e suoi amici?

Maria Merola
Latest posts by Maria Merola (see all)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *