Molto spesso succede che di alcuni film, invece di creare dei seguiti, vengono poi tratte delle serie televisive, a volte come seguito ideale di tale film, in alcuni casi viene rivisitato il film stesso approfondendo alcune parti, che per via del tempo limitato del film, non potevano essere inserite. Vi sono moltissimi esempi di questo genere, quello però di cui vogliamo discutere è la serie televisiva Logan’s Run, tratta dall’omonimo film, conosciuti entrambi in Italia come “La fuga di Logan”. Prodotta dalla M.G.M. alla fine degli anni ’70 e trasmessa dalla CBS, la serie è composta da una sola stagione per un totale di 14 episodi di cui il primo, il pilot, ha la durata di 90 minuti, mentre i successivi 13 episodi hanno una durata totale di 50 minuti l’uno. Nel nostro paese venne trasmessa sulle reti Mediaset, più precisamente su Italia1, a metà degli anni ’80 e poi su reti locali, infine sui canali satellitari in tempi più recenti. Nonostante le ambientazioni, la trama e anche i personaggi si mantenevano molto identici alle tematiche del film, e nonostante fosse anche apprezzato dai fan, la serie venne cancellata dopo la messa in onda del 14° episodio senza nessuna possibilità di eventuali continuazioni.

Trama

La trama della serie, come dicevo, non si distacca troppo dal film, infatti siamo su una Terra sconvolta dalla guerra nucleare alla fine del XX secolo.Dduecento anni dopo il conflitto, i sopravvissuti alla catastrofe si sono suddivisi in piccole comunità, totalmente autosufficienti, tanto da creare delle città-stato completamente indipendenti, in quanto i governi globali sono caduti con la guerra e di loro non è rimasto nemmeno il ricordo. In una di queste città, Domes, chiamata anche la città delle cupole, in quanto essa è isolata dal resto del mondo, grazie alle sue colossali cupole che avvolgono la città intera, è presente una civiltà edonistica e così tecnologicamente avanzata, da rendersi autosufficiente senza risorse esterne. Il governo di Domes, gestito prevalentemente da potenti elaboratori elettronici, per evitare l’aumento demografico della popolazione, ha istituito una legge per cui tutti i cittadini, al compimento del trentesimo anno di età, di cui si tiene conto grazie a una gemma, innestata alla nascita sul palmo della mano di ogni cittadino, devono obbligatoriamente sottoporsi al rito del Carousel, una sorta di celebrazione per il rinnovamento della vita, per preservare il naturale ciclo della vita. In realtà chi si sottopone al rito del Carousel, viene eliminato e i resti vengono clonati in egual numero, per mantenerne l’equilibrio e per non far destare sospetti agli abitanti di Domes. Non tutti, però, vogliono sottoporsi al rito del Carousel e quei pochi, tentano inutilmente la fuga. Per fermare questi tentativi di evasione, vi sono i Sendmen, una sorta di agenti di sorveglianza, con il compito di sopprimere ogni tentativo di fuga e di elusione del rito del Carousel, ma uno di essi Logan 5, mentre sta indagando su una  leggenda che circola tra la popolazione di Domes, ossia che all’esterno della città vi sarebbe un luogo chiamato Sanctuary, ove vi regna la libertà, la felicità, senza nessun  vincolo legato all’età e si può invecchiare senza dover sottostare a nessun tipo di “rinnovamento”, incappa in Jessica 6, una delle ribelli che vuole sfuggire al rito e pian piano che lo convince dell’esistenza di Sanctuary portandolo a fuggire da Domes insieme a lei. Durante la fuga i due trovano un bunker militare, al cui interno trovano Rem, un androide con fattezze umane, e ne diventano amici. Logan, Jessica e Rem, partono alla ricerca del fantomatico Sanctuary. Durante la loro ricerca i tre incontrano varie comunità, spesso bizzarre e curiose, molte di queste anche pericolose. Ovviamente sono  inseguiti dai guardiani di Domes, che cercano di riprendere i due fuggiaschi prima che essi diventino un esempio. Tra questi inseguitori vi è Francis 7, collega Sandmen e amico di Logan 5, da amici  che erano in passato, i due si ritrovano nel ruolo di preda e cacciatore. La vita di Logan 5, Jessica 6 e Rem è una continua fuga in cerca di Sanctuary e della libertà.

Nonostante la brevità della serie e nonostante non sia mai stata conclusa, Logan’s Run è una serie molto pregevole e godibile sotto molti aspetti, oltre a mantenere il genere fantascientifico, vi sono anche molti riferimenti all’ambiente e all’avere rispetto per la natura, al fare attenzione alle esperienze che si accumulano nella vita, facendone tesoro e conservandole. In pratica, anche questa è una di quelle serie, che, secondo me, meritava un destino più longevo, così come anche il film che, oltre a meritare un seguito all’epoca, meriterebbe anche un Remake, ovviamente ben fatto.

Alla prossima

by Marco Talparius Lupani

Marco Giovanni Lupani

grande appassionato di cinema di fantascienza, fantasy, horror e Trash. Interessato anche ai fumetti di ogni genere dai comics ai manga a quelli d'autore. Cosplayer della vecchia guardia dagli anni 90
intrigato da ogni cosa che possa stimolare la sua curiosità
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