Continuando la carrellata di film tratti da romanzi o racconti brevi, vi è un film che mi ha sempre intrigato, sia per la sua trama che per lo svolgimento della pellicola, ammetto di non aver mai letto il romanzo, e spero prima o poi di colmare questa lacuna; il film in questione è intitolato “La Fuga di Logan” (Logan’s Run) tratto dall’omonimo romanzo di William F. Nolan e George Clayton Johnson; film del 1976 diretto da Michael Anderson, in breve è diventato un film Cult, in quanto ha saputo mescolare bene elementi di fantascienza e di sociologia con un’ampia dose di allegoria, quasi da rendere questo film sempre attuale nonostante siano passati dei decenni.

Tale è stato il successo di Logan’s Run che ne venne tratta anche una serie televisiva, di cui abbiamo già parlato; oltre a un paio di rifacimenti a fumetti, uno prodotto dalla Marvel Comics nella seconda metà degli anni 70, in Italia editata dalla Editoriale Corno nel 1978; l’altra prodotta a metà degli anni 80 dalla Malibù Graphics per opera dello stesso Nolan, uno degli autori del romanzo. Si è anche vociferato di un  Remake di Logan’s Run, però al momento sembra che tale progetto risulta fermo.

 

Il pianeta Terra era reduce da una terribile Guerra Nucleare, che ha sconvolto tutto a livello globale, i governi, come le città sono stati completamente spazzati via, anche la flora e la fauna, innocenti ai fatti degli uomini sono stati colpiti da tale olocausto. Però in mezzo a tale devastazione, poche migliaia di persone sono riuscite a sopravvivere a tale cataclisma, rifugiandosi all’interno di una città protetta da una cupola che ha impedito alle radiazioni e alle intemperie esterne di colpire gli abitanti di tale città, consentendogli di vivere senza problemi. Da quella guerra sono passati decenni, infatti siamo nell’anno 2274 e la città ha continuato a prosperare e anche gli abitanti che vivono al suo interno, infatti la città e controllata da un potentissimo computer, che provvede a ogni tipo di necessità degli abitanti, esso non controlla solo il clima, ma anche la produzione e la distribuzione del cibo, gli svaghi e l’assegnazione dei compiti di ogni singolo abitante, che conduce un’esistenza agiata dove sono con divertimenti, lussi di vario genere e dove vi è quasi la totale mancanza di necessità di praticare qualunque tipo di lavoro pesante, vivendo in un perenne benessere senza fine, ignorando cosa avviene al di là della cupola e in molti case senza interessarsene. Il computer che in pratica governa la città e i suoi abitanti, per evitare le piaghe principali che secondo la sua programmazione sono la rovina del genere umano, ha attuato un sistema di controllo delle nascite: essi non nascono nel vero senso della parola, ma vengono clonati, attuando un sistema di modifica genetica per prevenire le malattie, così che l’individuo che ne risulta sia più resistente e abbia sempre una salute perfetta. Per evitare la sovrappopolazione il computer ha inserito un programma di controllo per la limitazione del numero degli abitanti, applicando l’eutanasia forzata e obbligatoria al compimento del 30esimo anno di età. Per far sì che gli abitanti si sottopongano a tale procedimento senza opporsi al sistema, alla nascita viene impiantata nel palmo della mano una gemma, che con il passare degli anni varia di colore, passando dal bianco della nascita, al rosso intenso e lampeggiante al compimento dei 30 anni e appena raggiunta tale età, gli individui predestinati partecipano a una cerimonia pubblica chiamata Carousel, dove essi si  esibiscono all’interno di un enorme anfiteatro nella cerimonia del “rinnovo” davanti a tutti gli altri spettatori giubilanti. Alla fine dello spettacolo essi vengono rinnovati reincarnandosi nel nuovo nascituro, ricominciando il ciclo della vita, ma in realtà i partecipanti al Carousel vengono eliminati in maniera spettacolare e il loro posto viene preso dal nuovo “clone”. Però vi sono alcuni abitanti che quando vedono l’avvicinarsi del Carousel, colti dal panico preferiscono darsi alla fuga invece di rinnovarsi, in quel caso intervengono i “Sandman”, una sorta di polizia elitaria, che ha il compito di individuare e sopprimere i “ribelli”, uno di questi Sandman è Logan 5, denominato così in quanto esso è la quinta rinnovazione del genotipo “Logan”, protagonista della nostra storia, egli, insieme al suo collega Francis 7, prende con serietà tale compito con dedizione e devozione, anche se negli ultimi periodi pian piano Logan 5 comincia ad avere dei dubbi sull’effettiva utilità del rinnovamento e del Carousel.

Un giorno Logan 5 viene convocato dal computer centrale, che gli confessa che sono in molti a mettere in discussione la pratica del Caurosel e che questi si sono riuniti in una specie di rete clandestina per lasciare la città e raggiungere una misteriosa meta chiamata Sanctuary. Per tale motivo il computer ordina a Logan 5 di infiltrarsi nella rete e di sgominare completamente tale banda di sovversivi. Per rendere più credibile la “ribellione” di Logan 5 e permettergli di infiltrarsi tra loro, il computer riprogramma la pietra che egli ha nella mano togliendogli gli ultimi anni di vita per far sì che la pietra cominci a lampeggiare come i destinati al Carousel, Logan 5 chiede poi al computer se dopo la sua missione gli verranno riassegnati gli anni “persi”, però il computer congeda Logan 5 con uno spietato mutismo. Inizia così la missione di Logan che inizia una perigliosa fuga inseguito dai Sandman, suoi ex compagni all’oscuro della missione affidatagli dal computer. All’inseguimento di Logan 5 si offre Francis 7, che pensando al tradimento dell’amico, prende il suo compito come una questione personale. Durante la fuga Logan 5 si imbatte in Jessica 6, una ragazza che sembra saperne molto su questa “rete” clandestina. Per raggiungere Sanctuary, dopo varie peripezie, Jessica 6 rivela a Logan 5 come uscire dalla città e raggiungere la mitica Sanctuary, però anche se il suo tempo non è ancora giunto, ella vuole fuggire con lui in quanto innamorata di Logan 5, a questo punto il nostro eroe vedendo la sincerità e l’ingenuità dei sentimenti di Jessica 6 e capendo sempre di più che forse il sistema della città non è propriamente quello giusto, decide di abbandonare la missione e di trovare la libertà con Jessica 6 fuori dalla città. Durante la loro rocambolesca fuga, aiutati anche da altri dissidenti, i due riescono a raggiungere una zona dei sotterranei inesplorata della città, qui si imbattono in una sorta di magazzino criogenico ove, all’interno di alcuni contenitori, sono rinchiusi degli esseri umani. Scoprono anche che il magazzino è gestito da un androide denominato Box, ma non è solo questa l’amara scoperta, infatti Box gli rivela che per la fabbricazione del cibo destinato alla città, veniva utilizzato il plancton derivato dal mare, però negli ultimi anni esso è venuto a mancare e per sopperire a tale penuria Box si serviva degli esseri umani che giungevano da lui, utilizzandoli per la produzione di derrate alimentari, così Logan 5 e Jessica 6 vengono a scoprire che non solo nessuno è mai riuscito a uscire dalla città, ma anche che Sanctuary non esiste e non è mai esistita. Box dopo avergli rivelato tutto si avventa sui due per trasformarli in scorte di cibo, ma dopo una breve e furiosa lotta i due riescono a distruggere Box e a fuggire all’esterno senza sapere che cosa troveranno davanti.

Dopo varie peripezie Logan 5 e Jessica 6 raggiungono una città ridotta in rovine, simbolo della passata guerra che ha quasi sterminato ogni forma di vita, mentre i due fuggitivi esplorano il luogo, vengono raggiunti da un uomo anziano e così riescono a scoprire che si può di nuovo vivere nel mondo esterno. Mentre Logan e Jessica cercano di convincere l’anziano ad andare con loro nella città per convincere tutti che la vita dopo i 30 anni è possibile, vengono raggiunti da Francis 7. Tra i due ex compagni e amici avviene una lotta furibonda ed è Logan ad avere la meglio e Francis 7 muore tra le sue braccia. I tre raggiungono la città e Logan viene subito catturato e portato davanti al computer centrale. Durante l’interrogatorio, Logan confessa che Sanctuary non esiste però sono riusciti a uscire all’esterno, creando un conflitto nel programma in quanto la sua logica prevede che non ci sia nulla all’esterno della città. Alla fine il computer si autodistrugge fermando ogni sistema nella città, così gli abitanti, come risvegliatisi da un sogno, vedono l’anziano e la possibilità di poter vivere oltre il termine designato dalle leggi della città e anche che la vita all’esterno della città è di nuovo possibile.

Di Logan’s Run venne realizzata anche una serie televisiva, di cui abbiamo parlato precedentemente. Nel film “The Island” del 2005 di Michael Bay, anche se la trama è completamente differente, vi sono molti riferimenti al film “La Fuga di Logan” compresi i nomi dei protagonisti Lincoln 6 Echo e Jordan 2 Delta in omaggio a Logan 5 e Jessica 6. Verso la fine degli anni 70 la Marvel Comics realizzò una serie a fumetti dedicato al film. Come detto precedentemente, non avendo mai letto il romanzo, lacuna che presto colmerò, non so quanto il film si discosti dall’opera originale, quindi non mi è possibile fare dei paragoni, però posso darvi il mio giudizio personale, e dirvi senza ombra di dubbio che “La Fuga di Logan” è un film ben fatto e ricco di colpi di scena, anche se a un certo punto sembrano scontati, però è come vengono resi che dà quel pizzico di pepe che rende godibile la visione della pellicola.

Marco Giovanni Lupani

Marco Giovanni Lupani

grande appassionato di cinema di fantascienza, fantasy, horror e Trash. Interessato anche ai fumetti di ogni genere dai comics ai manga a quelli d'autore. Cosplayer della vecchia guardia dagli anni 90
intrigato da ogni cosa che possa stimolare la sua curiosità
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