Cavalcando l’onda del successo che molto spesso ottengono film oppure libri, quasi come fosse una specie di prassi, molto spesso ne viene tratta una serie animata. Queste serie possono avere un successo pari al film da cui esso è tratto, altre invece pian piano finiscono nel dimenticatoio oppure nonostante il successo vengono di punto in bianco cancellate, per i più svariati motivi. La serie di cui voglio parlarvi oggi è Jumanji, tratta dall’omonimo film degli anni 90 con protagonista il compianto Robin “Mork” Williams; essa è composta da un totale di 40 episodi e per sommi capi riprende il tema iniziale del film mantenendo i due protagonisti originali “i fratelli Shepherd”, ma la similitudine della serie con il film si ferma solo qui, per il resto si discosta dalla pellicola cinematografica. In Italia venne trasmessa sulle reti Rai e poi sul satellitare.

I fratelli Shepherd, Peter e Judy, trovano un vecchio gioco da tavolo: Jumanji e iniziano a giocarci. Vengono così risucchiati nel gioco e si trovano nel mondo ambientato di Jumanji. Nel loro esplorare incontrano Alan Parrish che, come loro, si è ritrovato nel gioco alla loro stessa maniera. Egli confessa di essere intrappolato dal 1969 e visto che non aveva sentito l’indovinello che doveva risolvere, vi è rimasto intrappolato senza possibilità di uscire dal gioco. Così in ogni episodio i due fratelli Peter e Judy, ascoltano un nuovo indovinello proposto dal gioco sperando che, risolvendoli, riescano a liberare il loro amico Alan. Nelle loro avventure oltre ad affrontare il perfido cacciatore Van Pelt e molti animali ostili tipici della giungla, essi incontrano vari personaggi come il professor J.S. Iblsen e J.H. “Trader” Slick, che li aiutano come possono nelle varie situazioni. Pian piano nelle loro avventure si avvicinano alla soluzione finale per aiutare Alan e infine scoprono anche un’entità oscura che sembra essere dietro alla creazione di Jumanji, una misteriosa figura scheletrica vestita di viola che Alan Parrish ha soprannominato la Signora senza Volto.

Pur non essendo tra le mie serie preferite, Jumanji, aveva quel suo non so che di intrigante, il giusto equilibrio tra avventura e imprevisto, che rendevano molti degli episodi coinvolgenti, alcuni di essi invece erano un po’ piatti. Il bello di questa serie è che oltre ai personaggi del film, vi erano inseriti i personaggi del romanzo così da arricchirne la trama in ogni puntata, alla fin fine non era male come serie.

Marco Giovanni Lupani

grande appassionato di cinema di fantascienza, fantasy, horror e Trash. Interessato anche ai fumetti di ogni genere dai comics ai manga a quelli d'autore. Cosplayer della vecchia guardia dagli anni 90
intrigato da ogni cosa che possa stimolare la sua curiosità
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