Oggi facciamo conoscenza con Flavia, in arte Feraluna, giovanissima eppur già talentuosa fashion designer che da 10 anni ha incalanato parte della sua creatività nel mondo cosplay realizzando outfit spettacolari. Una passione creativa che è anche stata la fonte di ispirazione per la sua tesi di laurea: dopotutto il cosplay si avvicina  tantissimo come hobby al mondo della moda, ovvero quelli che sono stati i suoi studi e al suo lavoro. Appassionata anche di disegno, di scrittura e, ovviamente, del mondo dell’arte, il suo primo evento entertainment legato al fenomeno cosplay fu il Festival del Fumetto di Romics spinta da amiche sia “reali” che “virtuali”. Fu infatti una persona che conobbe su forumfree a spingerla ad avvicinarsi a questo mondo qualche, una persona e che poi divenne una delle sue più care amiche: Chiara mostrò a Flavia i suoi cosplay fancendo accendere quella “miccia” destinata ad un’esplosione creativa che tutti gli appassionati di questa arte conoscono.

Flavia ha sempre realizzato personaggi finzioniali di cui si era appassionata o per le loro peculiari caratterizzazioni o perché facenti parte della sua infanzia. D’altra parte, la scelta dei costumi da realizzare si basa anche e sopratutto sulla difficoltà dell’outfit, essendo stilista trova stimoltante potersi cimentare in progetti che catturano la sua attenzione anche a livello grafico. Ovviamente prima di fare un personaggio che non conosce bene lo studio su di esso è fondamentale, ma come lei stessa ci ha dichiarato: “… il 90% dei cosplay che ho fatto erano di personaggi che amavo per ciò che significavano per me, la percentuale di quelli che ho deciso di fare semplicemente per il loro aspetto è veramente bassa…Anche perché mi diverto molto meno in quei casi, magari mi sento bellissima, ma non c’è paragone rispetto alle volte in cui indosso i panni dei personaggi che sento davvero miei. Riguardo alla facilità/difficoltà me ne sono sempre fregata, faccio quello che mi va di fare, è il mio hobby, il mio tempo, i miei soldi, le mie capacità, quindi non mi lascio condizionare, se desidero fare qualcosa la faccio e basta.

La nostra amica stilista ci ha confessato che preferisce approfondire progetti di costumi di coppia o gruppo, anche se mai troppo estesi e sempre composti da persone conosciute con l’intenzione di creare un momento non solo di espressione creativa ma anche di condivisione con i propri amici. Dopotutto, come la stessa Flavia ci ha confessato: “… l’importante è divertirsi e trascorrere delle belle giornate insieme, se poi si hanno anche cosplay compatibili meglio ancora, il divertimento si duplica!”.

Flavia non ha mai partecipato ad un cosplay contest, dopotutto se desidera essere competitiva in qualcosa “basta” il suo lavoro (il mondo della moda, si sa, non è proprio facile!): il cosplay per lei è un hobby, qualcosa che le regala dei momenti in cui “respirare a pieni polmoni” e divertirsi. Proprio per questo non è in suo interesse gareggiare, seppure è consapevole di aver realizzato costumi eccezionali e molto curati e avrebbe sicuramente le potenzialità per poter vincere: dopotutto le è stato proposto tante volte, le è stato chiesto spesso come mai non lo facesse dopotutto, parrebbe strano vedere qualcuno che mette tanta cura e amore per i dettagli dei propri costumi non voler gareggiare, ma è semplicemente una sua scelta. Infine però lei stessa aggiunge: “… forse e dico forse potrei farlo in gruppo, ma perché sarebbe divertente, di vincere mi interesserebbe ben poco. Sono altri i settori in cui mi interessa essere la migliore, detto francamente”.

Secondo lei, l’interpretazione del personaggio di cui si è creato il costume non dovrebbe essere sottovalutata perché, come lei stessa ci ha detto: “… non avrebbe senso sceglierlo, no? Nel senso, c’è così tanta scelta, se si desidera un altro tipo di interpretazione si può benissimo fare altro, credo. Però la regola numero uno è divertirsi, dunque se ci si diverte a distorcere un personaggio, ben venga, non sono affari miei se qualcuno vuole farlo.

Nel realizzare i propri costumi, Flavia “fa tutto da sola” e sa spendere il giusto per i materiali e per realizzare i dettagli evitando le commissioni cercando di ottenere la qualità maggiore investendo il giusto; come lei stessa ci ha detto: “… è normale che più si va a spendere in materiali, commissioni e anche tempo, più il risultato sarà esteticamente gradevole. Questo però non vieta di creare anche qualcosa di più cheap, magari sarà meno duraturo, ma se rilassa farlo e dona anche solamente una giornata divertente perché no? Dipende sempre dalla persona che lo fa e da come vive il cosplay, ci sono persone che soffrono se non si vedono perfette e questo non le fa neanche divertire, quindi in quel caso fanno bene a spenderci tutti i soldi che credono. Altri invece vogliono solamente divertirsi, non gli interessa se il loro costume è buono ma non eccezionale, quindi fanno bene a spendere meno. Non credo esista una risposta assoluta, io personalmente per come sono, sarà anche per deformazione personale, investo molto nei miei cosplay, sono disposta a rifarli anche più volte finché il risultato non mi soddisfa al 100% e ritengo che la qualità si paghi, quindi non direi mai che una cosa accoccata e da due soldi possa risultare al pari di una in cui si è investito molto. Sarebbe una bugia. Ma questo vale in qualunque campo, non solamente nel cosplay”.

Flavia si occupa principalmente di sartoriale e ricamo, ciò che usa per realizzare le sue opere d’arte “non passerà mai di moda”, perché è qualcosa di primario. Inoltre, la nostra creatrice ritiene che più che di mode su utilizzo di particolari materiali nella realizzazione di cosplay si possa parlare di semplice evoluzione, prima si usavano determinate cose perché non ce ne erano di migliori: man mano che verranno proposte sul mercato prodotti con una resa migliore, quelli precedenti perderanno di valore e poi passeranno di “moda”.

Alla nostra domanda: “Cosa pensi del mondo del cosplay in Italia in generale, pregi e difetti”, Feraluna ci ha risposto: “… sapete, la mia tesi di laurea analizzava proprio la subcultura del cosplay in Italia dal punto di vista storico ed antropologico. Quindi ho davvero tantissimo da dire sull’argomento, potrei parlarne per ore, ma cercherò di essere breve, per quanto possibile. Ritengo che semplicemente sia una microsocietà e come tale presenti gli stessi meccanismi che ci sono nella società esterna, nella quale viviamo. Dunque presenta gli stessi pregi e difetti di essa, solamente che vengono amplificati, perché l’ambiente è molto più piccolo e soprattutto la percentuale di giovani è altissima, non ci sono grandi differenze di età. La mia è una dura critica sociale, scaturita da studi approfonditi ed esperienze dirette, dunque se avete il cuore debole vi invito a saltare questa risposta, perché potrebbe fare davvero male. In questo ambiente si creano quasi le stesse dinamiche che ci possono essere dentro ad un liceo: si creano gruppetti, si tessono lodi attorno a persone di cui fra 20 anni non ci si ricorderà, ci si arrabbia per cose tremendamente futili, si vive circondati da episodi di bullismo che vengono puntualmente criticati ma poi ignorati e rimangono irrisolti a tutti gli effetti, perché è pieno di vittime che alla prima occasione diventano anche carnefici. E tutto è aggravato dal fatto che la community del cosplay si incontra alle fiere, ma si sviluppa e campa grazie ai social. E i social sono un’arma a doppio taglio, perché ci permettono di fare molte cose belle e positive, ma altrettante tremende. Protetti da uno schermo crediamo di poter compiere gesti che dal vivo non faremmo mai, perché probabilmente ci prenderebbero a schiaffi (e farebbero anche bene). Così aleggia sempre un clima di cattiveria e competizione, che corrode ciò che ci potrebbe essere di bello, è una gara verso qualcosa di inesistente, una lotta per dimostrare di essere i più forti, che non servirà assolutamente a nulla alla fine dei conti, se non a rovinare qualcosa che dovrebbe soltanto portare gioia. Vedo in questo ambiente dinamiche che mi fanno accapponare la pelle, soprattutto perché una volta ci ero in mezzo io stessa, ma come ho detto potrei parlarne per ore, sviscerare tante, troppe cose senza magari neanche venir compresa, perché spesso chi si sente criticare vede la cosa come un attacco e arriva a fraintendere quel che legge. Dunque vorrei solamente dire che c’è uno spiraglio di luce in tutto ciò, che io ho trovato e mi dà una gioia immensa, che mi ha fatto riprendere ad amare questo hobby da cui mi ero allontanata per qualche anno. La soluzione è pensare a divertirsi, a stare con i vostri amici, ignorando tutto ciò che c’è di cattivo e non fare cose crudeli a vostra volta, cose che potrebbero portare ulteriore odio inutile in questo ambiente. Non pensate a farvi accettare ed amare da sconosciuti che nella vostra vita non hanno alcun valore, pensate a fare ciò che vi rende veramente felici. L’amicizia, quella vera, può salvarvi. Pensate alle cose importanti, a quelle che vi fanno stare bene, il resto non serve a nulla. Così sarà un hobby, sarà divertente e sarà bello”.

Come abbiamo detto, la nostra amica creativa ha questo hobby da 10 anni ed è “cresciuta” insieme a questa sua passione; al liceo veniva presa in giro, ci ha infatti ricordato che “….  che un giorno citofonai ad una compagna di classe, arrabbiatissima, la feci scendere da casa e la minacciai che se non avesse smesso di far girare le mie foto e prendermi in giro l’avrebbe pagata molto cara. Da quel giorno nessuno mi ha più scocciato. Ci trattano nel modo in cui noi consentiamo che lo facciano. Io ho sempre tirato fuori le unghie, non mi sono mai lasciata scoraggiare. C’è chi fa bricolage, invece io mi travesto da cartone animato, quindi? Non vedo la differenza. Ho lottato affinché non la vedessero neanche gli altri. Ho tirato dritto come un treno, pur sapendo che ci sono stati dei periodi in cui mi davano della puttana perché magari avevo dei costumi un po’ osé”.  Adesso, Feraluna riceve solamente complimenti per ciò che crea, sono cambiati i tempi ma lei ha combattuto e lavorato affinché questo fosse possibile. I suoi genitori, fortunatamente, non le hanno mai remato contro anzi hanno sempre lasciata libera Flavia di scegliere nella sua vita. Appoggiata sempre dai suoi amici ignora invece chi, sconosciuto le ha creato rogne.

Confessandoci che il cosplay che ha più amato è quello di Raven, dei Teen Titans, che ama dall’età di 13 anni (come lei stessa dice: “ogni volta che la porto sono felice e mi dà soddisfazione perché mi sento molto bella quando indosso i suoi panni, mi piaccio davvero moltissimo”) ci dice anche che ci sono stati dei periodi particolari e bui della sua vita, che l’hanno allontanata dal cosplay per circa 9 mesi; in effetti lei ci dichiara “… mi ero persa e dovevo ritrovarmi, il cosplay poteva attendere”.

Feraluna non è una persona si dedica particolarmente ai social, in effetti, come abbiamo letto, era decisamente concentrata su altri obiettivi negli ultimi anni che racimolare “like” in giro per la rete”. Comunque le fa piacere che vengano apprezzate le cose che ha realizzato, quindi un eventuale incremento “naturale” di follower le fa solo che piacere ma non ha l’obiettivo di dedicare particolare impegno alla socializzazione “coatta” delle sue creatività utilizzando il tempo per fare altro (e con eccellenti risultati bisogna riconoscere!). Il suo rapporto con i simpatici Haters? come lei stessa ci dice “…se li ho non lo so, di solito non hanno il coraggio di dichiarami il loro odio, se capita qualche hater “coraggioso” semplicemente lo ignoro, ho altro a cui pensare, il mio tempo è prezioso”. Questo è un consiglio che la nostra amica stilista sente di dare a chiunque: “…gli haters non valgono il vostro tempo ragazzi, spegnete il computer e andatevi a fare una bella passeggiata con un amico, invece che arrabbiarvi con questa gente”.

Che altro dire su Flavia? Bhe solo salutarla utilizzando le sue stesse parole: “Baci stellari, Flavia” e invitandovi a visitare il suo profilo Instagram per apprezzare, come noi, le sue creazioni: https://www.instagram.com/_feraluna_/

Gianluca Falletta

Gianluca Falletta, presidente di Satyrnet e finalista di Italia's Got Talent 2019, è considerato "il papà del Cosplay Italiano". Come una delle prime realtà che hanno promosso il fenomeno made in Japan, Satyrnet, in oltre 15 anni di attività ha creato, realizzato e prodotto alcune delle più importanti manifestazioni di settore. Il portale www.satyrnet.it e la sua vastassima community online sono tutt'ora uno dei punti di riferimento per gli appassionati.Gianluca Falletta ha partecipato alla produzione del Festival del Fumetto di Romics, RomaComics & Games, Gaming e Cartoon Days e ora collabora con i principali festival italiani quali LuccaComics & Games, Milano Cartoomics e Napoli Comicon.
Dopo "l'apprendistato" presso Filmmaster Events, una delle più importanti agenzie di eventi al mondo, Gianluca si occupa di creare ride e parchi di divertimento a livello internazionale e ha participato allo start-up dei nuovissimi parchi italiani Cinecittà World e Luneur Park cercando di unire i concetti di narrazione, creatività con l'esigenza di offrire entertainment per il pubblico.
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