Per l'ennesimo anno mi ritrovo alla fiera del fumetto di Roma. Da quando frequento il Romics non mi sono mai sentito a pieno aggio. Infatti sia seguendo le lezioni dell'Università del fumetto sia girando fra gli altri eventi e i vari stand, ho sempre notato come al centro di tutto ci fosse il fumetto. Questo un po' mi ha sempre messo a disaggio visto che io sono appassionato soprattutto di anime e in particolare di quelli giapponesi. Nella mia vita mi è capitato di leggere vari tipi di fumetti dal Topolino al Tex passando per i manga giapponesi.
 

Ma nonostante trovassi il tutto molto avvincente ed interessante, non ho mai trovato la costanza di andare settimanalmente o mensilmente in edicola o dal rivenditore apposito per diventare un lettore abituale di fumetti. A rincuorarmi in questo ultima edizione del Romics è stata una lezione proposta da Gianni Ciofalo e Stefano Cristante due fra i tanti professori di università appassionati di fumetti. Nella lezione, intitolata Il fumetto del nuovo sistema dei media, si affrontava la questione della rimediazione e dell'intermediazione dei fumetto. Oltre a sottolineare come nel tempo il fumetto abbia guadagnato considerazione e valore finendo per essere considerato un genere letterario, questo sia riuscito anche a diventare fonte di ispirazione anche per gli altri media. Ispirazione che non si lega solamente ai contenuti ma sempre più spesso anche alle soluzione stilistiche e grafiche.

E' così che sempre più spesso dei fumetti diventano un film hollywoodiano, una serie televisiva, un cartone animato o un videogioco. Nel tempo il legame si è fatto così stretto che si è assistito anche al fenomeno inverso, cioè il passaggio da un contenuto proposto da altri mezzi di comunicazione ad un fumetto. C'è poi da sottolineare come la diffusione di Internet abbia moltiplicato esponenzialmente la possibilità per gli appassionati di entrare in contatto diretto con il loro fumetto preferito e di poterlo addirittura in qualche modo plasmare e modificare a suo piacimento. Infatti sono sempre di più i siti web che permettono agli utenti di poter mettersi in contatto (newsletter, forum, chat), di proporre una loro storia e addirittura di poter inviare le loro tavole e copertine. Sicuramente il fenomeno più evidente che ha interessato il mondo del fumetto è la trasposizione di molti supereroi in giganteschi film hollywoodiani i quali, chi più chi meno, hanno riscosso l'interesse del pubblico. Un pubblico così vasto che sicuramente non era confinato ai soli appassionati del fumetto originale ma che comprendeva una vera massa di persone che era rimasta affascinata dai contenuti, dallo forma narrativa e dallo stile del fumetto. Il successo di alcune saghe come Spiderman (che con i suoi tre film ha incassato circa 2,5 miliardi dollari) e gli X-Men (che con i tre film usciti fin ora ha incassato oltre un miliardo di dollari) ha spinto anche qualche network televisivo a cercare di trasporre tale successo sotto forma di lunga serie. Negli Stati Uniti  dopo i primi esperimenti come Smallville, che racconta le vicende del giovane e futuro Superman, il grande riconoscimento è arrivato con una serie un po' particolare come Heroes. Ed  è proprio questa ultima che intendo approfondire.

Heroes è una seria prodotta e trasmessa dall'NBC che va in onda dal 2006 e che è giunta alla sua terza stagione. É scritta da Tim Kring con la preziosa collaborazione dell'esperto di fumetti Jeph Loeb. La serie racconta le vicissitudini di una serie di persone che a causa dell'evoluzione genetica hanno sviluppato dei super-poteri. Questo chiaramente l'associa ai molti fumetti, soprattutto statunitensi, dedicati ai supereroi. Oltre ai legami con il mondo del fumetto si nota una forte familiarità con il fumetto della Marvel Comics, poi ripreso anche dagli altri media, X-Men. Intanto ci si accorge subito della somiglianza che esiste nell'idea di fondo delle due storie: alcune persone a seguito di una mutazione/evoluzione genetica hanno sviluppato dei particolari poteri che li distinguono dal resto della popolazione. La somiglianza però si intravede anche se si analizzano gli specifici super-poteri che caratterizzano i protagonisti della serie targata NBC. Ed è proprio su quest'ultimo punto che vorrei focalizzarmi. Infatti sin dalle prime puntate veniva spontaneo chiedersi dove e in che occasione si erano già visti i poteri di cui erano dotati questi nuovi eroi  e perché ci risultassero così familiari. Ecco una rapida schematizzazione degli eroi di Kring:

l  Peter Petrelli: replica le abilità e i poteri degli altri personaggi. In questo somiglia sia a  Rogue sia a Mimo entrambi degli X-Men.

l  Nathan Petrelli: capace di volare così come l'Arcangelo degli X-men, la Torcia Umana deinonché il famosissimo Superman. Fantastici 4

l  Claire Bennett: in grado di auto rigenerarsi come Wolverine degli X-Men.

l  Hiro Nakamura: capace di teletrasportarsi come Nightcrawler e Magik (della Marvel) e di fermare il tempo come Sway e Chronos (della DC Comics).

l  Niki Sanders: dotata di una forza sopranaturale come ad esempio Hulk.

l  D.L. Hawkins: con il potere dell'intangibilità come Kitty Pride.

l  Micah Hawkins: in grado di poter comunicare con le macchine come Forge degli X-Men.

l  Isaac Mendez: in grado di prevedere il futuro come Destiny degli X-Men.

l  Matt Parkman: dotato del potere della telepatia come il Professor Xavier, Jean Grey e Emma Frost degli X-Men.

l  Eden McCain: capace di persuadere le persone con il solo utilizzo della voce. In questo simile ancora al Professor Xavier e Emma Frost degli X-Men.

l  Claude: dotato del potere dell'invisibilità come Susan Storme dei Fantastici 4.

l  Molly Walker: in grado di rintracciare le persone con la sola forza del pensiero così come il Professor Xavier, Callisto e Calibano degli X-Men.

l  Sylar(Gabriel Gray): capace di ottenere i poteri degli altri personaggi dopo averli uccisi.

l  Meredith Gordon: dotata del potere della manipolazione del fuoco come Pyro (della Marvel).

l  Candice Wilmer: in grado di modificare la visione della realtà come Jamie Braddock e Mastermind (entrambi della Marvel).

Ma il legame tra la serie targata NBC e il mondo dei fumetti non si ferma qui. Infatti oltre ad un piccolo cameo in una puntata della prima stagione di Stan Lee, creatore di molti supereroi come l'Uomo Ragno, gli X-Men e Hulk, sono molte le citazioni legate alle graphic novels. Ad esempio abbiamo due agenti dell'F.B.I. che si chiamano Alonso e Quesada come , rispettivamente, il redattore e il direttore della Marvel Comics; un riparatore di spade chiamato Claremont come lo sceneggiatore degli X-Men; la piazza dove si svolge l'ultima puntata della prima stagione, nonché la conclusione della storia, chiamata Kirby Plaza come Jack Kirby il creatore di molti supereroi della Marvel Comics.

Un ulteriore legame con gli aspetti fantastici del mondo dei fumetti è legato al nome del cane di uno dei protagonisti della serie. Infatti il suo nome è Mr. Babbani che come nelle storie di Harry Potter contraddistingue quegli esseri (umani in quel caso) privi di poteri. In questo caso il povero cagnolino è circondato da personaggi dotati di diversi tipi di abilità mentre lui è un semplice cane. Ma un legame ancora più stretto con il mondo dei fumetti è presente se si analizzano altri tre aspetti di Heroes: la presenza del fumetto 9th Wonders!, i quadri di Isaac Mendez e i graphic comics della NBC (http://www.nbc.com/Heroes/novels/novels_library.shtml ). I primi due elementi sono molto legati. Infatti sia il fumetto, che narra le avventure future dei nostri supereroi, sia i quadri premonitori, anche questi proposti con uno stile tipico del fumetto, sono disegnati dallo stesso personaggio e cioè Isaac Mandez ma nella realtà sono realizzati da Tim Sale famoso disegnatore della DC Comics. Per quanto riguarda le graphic novels queste sono in realtà webcomic cioè fumetti presenti sul sito della NBC. Queste graphic novels vengono pubblicate il giorno dopo la messa in onda della puntata con l'obiettivo di completarla e di arricchirla e sono scritte dagli stessi sceneggiatori della serie, mentre i disegni sono affidati all'Aspen Comics. Dal lavoro incrociato di sceneggiatori e disegnatori nasce così un vero e proprio fumetto di 6-8 pagine che racchiude al suo interno anche un easter egg cioè una qualche forma di contenuto che arricchisce la storia ma che è spesso estraneo ad essa.

Un altra domanda che spesso veniva proposta in quest'ultima edizione del Romics era legata al futuro del fumetto. Per quel che mi riguarda, purché io non sia un grande appassionato del genere, credo che avrà ancora una vita lunga. Questa mia convinzione deriva dall'incontestabile sua capacità di reinventarsi e di adattarsi anche ai nuovi media. Chiaramente l'introduzione di nuovi mezzi di comunicazione ha sempre influito e sempre influirà sul fumetto ma il grande successo ottenuto dalle varie trasposizioni che hanno riguardato serie famose così come il suo stile grafico sempre più spesso usato anche all'infuori del mondo del fumetto fanno ben sperare per il futuro.

 

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