Capitan Tsubasa è uno spokon manga sul calcio, ideato da Yōichi Takahashi nel 1981. Il fumetto narra la storia di Tsubasa Ozora, un fuoriclasse del calcio giapponese che, dopo essere cresciuto nella scuola Nankatsu, a 15 anni lascia il Giappone per avventurarsi nel calcio brasiliano e, successivamente, diventa professionista in Brasile prima e in Europa poi.

Originariamente, nel 1980 l’appena ventenne mangaka Yoichi Takahashi scrisse e disegnò una storia autoconclusiva sul calcio, sport a cui si era appassionato guardando i mondiali del 1978. Questa storia di circa 30 pagine si intitolava Captain Tsubasa, venne pubblicata sulla rivista Shonen Jump e viene considerato l’episodio pilota della serie. L’episodio pilota o Capitolo 0 narra della storia di un ragazzino, Tsubasa Taro, che aspira a vincere il campionato studentesco. Ci sono delle differenze tra l’episodio pilota e la serie vera e propria. Infatti nella serie vera e propria il protagonista si chiama Tsubasa Ozora e non Tsubasa Taro, poi il nome della ragazza di Tsubasa cambia (nell’episodio pilota si chiama Aki mentre nella serie vera e propria Sanae) e infine il carattere di Tsubasa è diverso (Tsubasa Taro si arrende troppo facilmente mentre Tsubasa Ozora non si arrende mai tranne in alcune occasioni come nella partita Nankatsu-Musashi).

Il manga si compone di cinque serie principali, Capitan TsubasaWorld YouthRoad to 2002Golden-23 e Rising Sun, e di numerosi speciali e one-shot più brevi. Le prime tre serie hanno dato vita in seguito ad altrettante serie anime, trasmesse in italiano con il titolo Holly e Benji. Sono stati realizzati anche cinque film su Capitan Tsubasa.

Il Fumetto originale della saga di Holly & Benji (Cap. Tsubasa in originale) è stato edito nel lontano 1982 sul mitico magazine Shonen Jump e pubblicata fino al marzo 1989. La serie originale conta di 37 volumi, in seguito è stata realizzata una speciale edizione in takobon di 21 numeri. Inoltre proprio alla fine della prima edizione è stato pubblicato uno speciale autoconclusivo “Boku wa Misaki Taro” (Mi chiamo Taro Misaki) con un approfondimento sul personaggio di Tom Becker. Nella storia che tutti noi conosciamo, Tsubasa Ozora è un ragazzino giapponese di 11 che ama giocare a calcio, figlio di un capitano di navi e di una casalinga. Tutta la storia gira attorno a lui e attorno al gioco del calcio. Trasferitosi l’ultimo anno delle scuole elementari nella ridente cittadina di Fujisawa, si iscrive all’istituto pubblico Nankatsu, Tsubasa cerca subito un campo da calcio dove poter giocare al suo sport preferito. Ma subito si imbatte in un litigio tra alcuni ragazzi e un giovanissimo portiere che riesce a parare tutto: il suo nome è Genzo Wakabayashi! Affascinato dalla sua bravura gli lancia subito una sfida, Genzo, da vero duro, accetta e dopo aver perso una prima mini-sfida personale, gli lancia una sfida più grande: vincere la partita del ventiseiesimo campionato interscolastico che ogni anno si disputa fra le loro scuole elementari: è la prima grande partita di Tsubasa: Nankatsu vs Shutetsu!  La partita, dopo mille prodezze di entrambi i capitani e dopo la comparsa di un grande protagonista come Taro Misaki, si chiude in parità; ma una sola squadra deve partecipare al campionato nazionale e così si decide di fondere tutte le squadre della cittadina in una sola fortissima squadra: la Nankatsu.  Le selezioni sono dure, ma i nostri eroi le passano con tranquillità, la nuova squadra è composta dal fior fiore dei giovani talenti del calcio giovanile giapponese: da Genzo a Tsubasa, passando per Misaki, Ishizaki e Teppei e tutti gli altri. Il torneo ha inizio, ma purtroppo Wakabayashi si fa male ad una caviglia ed è costretto a guardare tutte le partite fino alla finale a casa o in tribuna.  I nostri eroi iniziano a far subito conoscenza dei loro temibili avversari fra cui spicca su tutti il rivale per antonomasia di Tsubasa: Kojiro Hyouga! Ma purtroppo per loro non c’è solo Hyouga, ci sono molti altri campioni pronti a rovinare il loro sogno di vittoria.  I nostri piccoli campioni infatti dovranno anche vedersela con i fratelli Tachibana e i loro attacchi acrobatici, con Jun Misugi e la sua malattia, senza dimenticare Matsuyama e la sua Furano, insomma vincere il campionato non sarà una cosa facile.  Dopo partite spettacolari e gol da cineteca del calcio Tsubasa e Misaki riescono a portare la Nankatsu in finale dove li aspetta l’ennesima durissima sfida contro Hyouga (la seconda in totale perché si erano già incontrati con lui nella prima fase del torneo, perdendo algi ultimi minuti) e il suo fortissimo Meiwa, reso ancora più forte dall’entrata di Ken Wakashimazu il portiere karateka che porta come biglietto da visita un rigore parato in semifinale a Matsuyama della Furano, la Nankatsu però potrà finalmente riabbracciare il suo portiere titolare Genzo Wakabayashi: chi vincerà…??? La Nankatsu naturalmente. La coppia d’oro Oozora/Misaki avrà la meglio sulla coppia del Meiwa Hyouga/Sawada e Wakabayashi riuscirà a proteggere meglio di Wakashimazu la sua porta, meritandosi anche la carica di miglior portiere del campionato (nonostante abbia giocato una sola partita!). E così alla fine i nostri eroi della Nankatsu hanno vinto, ma il loro capitano Tsubasa non riesce a coronare a pieno il suo sogno, in quanto Roberto Hongo, il suo allenatore, non mantiene la promessa di portarlo in Brasile …ce la farà Tsubasa a diventare il calciatore più forte del mondo senza il valido aiuto dell’ex-campione brasiliano…???

Nel 1993 è uscito un altro volume speciale che ripercorre le avventure sportive del protagonista due anni dopo la sua partenza per il Brasile: in particolare questo manga “Captain Tsubasa: Saikyo no teki! Holland Youth”, ci racconta la partita spettacolare tra l’Olanda e il Giappone.

L’anno dopo fino al 1997 arriva finalmente la seconda serie della saga di Oliver Hutton,“Captain Tsubasa World Youth” , in 18 volumi che raccontano la maturità calcistica del nostro beniamino. Questa serie, serializzata sempre su Weekly Shōnen Jump dal 18 aprile 1994 al 25 agosto 1997, che narrava della carriera calcistica di Tsubasa in Brasile, quella di Shingo Aoi in Italia, e della partecipazione della nazionale giapponese giovanile al mondiale Under-20. Nella serie World Youth, Tsubasa è entrato nel San Paolo e vince il campionato brasiliano battendo in finale il Flamengo di Carlos Santana. Intanto in Italia Shingo Aoi entra nella squadra primavera dell’Inter. In Giappone, nel frattempo, la nazionale si prepara per il World Youth. Senza Hyuga, Shun Nitta, i gemelli Tachibana, Hiroshi Jito, Makoto Soda e Taro Misaki, mandati ad affinare il loro talento lontano dal ritiro nipponico, la rappresentativa supera con difficoltà il girone di qualificazione composto da Taiwan, Guam e dalla forte Thailandia. Poi, con il reintegro in squadra di questi sette, la compagine giapponese sconfigge nettamente Uzbekistan, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Cina, Iraq e Corea, vincendo l’Asian Youth e qualificandosi ai mondiali Under-20 che si terranno in Giappone.  Misaki si infortuna in un incidente stradale ma il Giappone, anche senza di lui, riesce a arrivare in finale sconfiggendo squadre molto forti come il Messico del portiere Espadas, l’Uruguay degli attaccanti Hino e Victorino, l’Italia del portiere Hernandez e del libero Gentile, la Svezia dell’attaccante Levin e i Paesi Bassi del regista Kluivoort. In finale si affrontano il Giappone e il Brasile dei talenti Santana e Natureza. Grazie a Misaki, il quale entra in campo anche se non del tutto guarito, Tsubasa e Hyuga, i nipponici riescono a imporsi per 3-2 e a conquistare il World Youth. Al termine del torneo Tsubasa si sposa con Sanae, e i ragazzi della generazione d’oro del calcio giapponese si affacciano al mondo del calcio professionistico.

Per celebrare gli allora imminenti mondiali in Giappone e Corea del Sud, nel 2001 Takahashi ritornò con una nuova serie: Capitan Tsubasa Road to 2002. Con i personaggi ormai adulti e i lettori, che avevano seguito la serie nel corso dei suoi vent’anni di vita, anch’essi cresciuti, Road to 2002 cambiò target da shōnen a seinen e si trasferì sulle pagine della rivista di Shueisha Weekly Young Jump.Nella serie Road to 2002, dopo aver lasciato il Brasile, Tsubasa firma con il Barcellona e si trasferisce nella città catalana con Sanae. Il giovane giapponese dopo aver mostrato le sue doti in allenamento viene però spostato nella squadra riserve, in quanto il suo ruolo in prima squadra è occupato dal miglior giocatore del mondo, Rivaul. In seguito alle sue brillanti prestazioni nel Barcellona B, e ad alcuni problemi fisici accusati da Rivaul che hanno coinciso con una crisi di risultati del Barcellona, Tsubasa viene però richiamato in prima squadra alla vigilia della sfida col Real Madrid del suo rivale Natureza, partita che vedrà vincere i blaugrana sulle merengues per 6-5, con gol decisivo di Tsubasa. Hyuga intanto firma per la Juventus, ma al suo debutto in Serie A patisce il divario fisico con gli avversari, rendendosi conto di aver bisogno di maggior tempo e preparazione per irrobustire il suo fisico squilibrato. Per questo accetta il prestito alla Reggiana in Serie C1 per acquisire esperienza e completare il suo lavoro fisico. In Germania Wakabayashi rifiuta l’offerta dell’amico-rivale Schneider di passare al Bayern Monaco. Tuttavia una sua leggerezza in occasione della sfida proprio contro il Bayern, che condanna l’Amburgo alla sconfitta, fa incrinare i rapporti tra lui e la società. Il resto della generazione d’oro, con il ristabilito Misaki che torna a giocare firmando per lo Júbilo Iwata, fa il suo debutto nel secondo stage in J. League, mentre in Italia Akai debutta in Serie B con la Sampdoria e Aoi viene ceduto in prestito dall’Inter all’Albese, in C1.

Nel 2005 Takahashi iniziò a disegnare una quarta serie, Capitan Tsubasa Golden 23, che esordi sul n. 45 di Weekly Young Jump del 6 ottobre 2005 In  Golden 23, il Giappone si prepara alle qualificazioni per le Olimpiadi di Madrid senza i giocatori impegnati all’estero. L’allenatore Kira convoca il resto della generazione d’oro, più alcuni nuovi innesti. In vista delle eliminatorie, l’Under-22 nipponica si prepara con tre amichevoli, vincendo la prima contro la Danimarca e la terza contro il Paraguay e pareggiando la seconda contro la forte Nigeria. In Europa Tsubasa vive un momento magico, con lui in campo il Barcellona si è riportato in lotta per il titolo e i compagni riconoscono in lui il degno sostituto dell’infortunato Rivaul. Inoltre sconfigge in campionato il suo rivale Santana, che è in lotta con lui per il ruolo di capocannoniere. Infine dal punto di vista privato Sanae lo renderà presto padre, essendo in gravidanza. Meno bene se la passa Wakabayashi in Germania, dato che è in rotta con l’allenatore Zeeman dopo i fatti di Bayern-Amburgo. Costretto in panchina, il portiere decide di aggregarsi alla nazionale per le qualificazioni alle Olimpiadi. Nelle qualificazioni asiatiche il Giappone supera agevolmente la prima fase vincendo il proprio girone a punteggio pieno e qualificandosi al terzo e ultimo turno, in cui ottiene il pass olimpico grazie a una rimonta in classifica ai danni dell’Australia, con cui termina a pari punti in vetta alla classica e che supera per la differenza reti negli scontri diretti.

Il 28 dicembre 2013 è iniziata la pubblicazione di Capitan Tsubasa Rising Sun, il prosieguo di Golden 23 che vede gli esponenti della generazione d’oro del calcio giapponese impegnati nella fase finale delle Olimpiadi di Madrid.  Nella serie Rising Sun, dopo i festeggiamenti per aver ottenuto il titolo nel campionato spagnolo col Barcellona, Tsubasa rientra brevemente in Giappone con Sanae, ormai prossima al parto, per poi raggiungere il ritiro della nazionale olimpica giapponese in Messico. Dopo due test contro i pari grado della Nuova Zelanda e del Messico, Kira dirama la lista dei 23 convocati per Madrid. Il sorteggio pone gli asiatici in un girone di ferro con Paesi Bassi, Argentina e Nigeria, ma a scapito delle aspettative il Giappone si impone in tutti e tre gli incontri e si presenta alla fase a eliminazione diretta da prima del girone. I quarti di finale che si vengono a definire sono: Spagna contro Messico, Giappone contro Germania, Francia contro Stati Uniti, e Brasile contro Argentina.

La Saga di Capitan Tsubasa ha riscosso molto successo sia in Giappone che nel resto del mondo. In Italia è una delle serie più amate. Capitan Tsubasa ha contribuito a diffondere il calcio in Giappone e molti ritengono che sia stato uno dei fattori che hanno contribuito al miglioramento di prestazioni della nazionale nipponica. Molti calciatori famosi come Hidetoshi Nakata, Alessandro Del Piero, Fernando Torres, Lukas Podolski, Thierry Henry, Gennaro Gattuso, Alexis Sánchez e Andrés Iniesta, sono stati ispirati dalla serie, che ha contribuito a far nascere e crescere in loro la passione per il gioco del calcio. A conferma del successo della serie, nella primavera 2013 fu eretta una statua in bronzo di Tsubasa a Katsushika, la città natia del creatore dell’anime. Inoltre, durante la cerimonia di chiusura dei giochi olimpici estivi del 2016 fu trasmesso un video animato per promuovere le Olimpiadi di Tokyo 2020 in cui Tsubasa e Misaki effettuano il loro twin shot (tiro combinato) e successivamente Tsubasa effettua una sua tipica rovesciata. Nel corso di una partita del Giappone valida per il campionato mondiale di calcio 2018, i sostenitori giapponesi hanno esposto uno striscione contenente un’illustrazione tratta dal manga e diversi messaggi di sostegno alla nazionale. Alla fine del 2018, la città di Katsushika ha organizzato la campagna “Captain Tsubasa Cup, Gotta Win!” durante lo svolgimento dell’annuale campionato calcistico giovanile nel tentativo di attrarre i turisti in città e mantenere in attività i giovani, e ha assegnato a Takahashi il Premio di Cittadino Onorario in virtù dell’impatto positivo del manga sulla città.

Yoichi Takahashi è nato il 7 luglio 1961 ed è l’autore della serie Captain Tsubasa che da noi è stata ribattezzata Holly e Benji. Takahashi è senza dubbio uno degli autori più famosi del Giappone, il suo successo ebbe inizio nel 1981 quando vinse un concorso per giovani leve del fumetto: infatti la casa editrice Shueisha pubblicò immediatamente le sue creazioni riguardanti avventure sportive, le quali ebbero un notevole successo.  E’ difficile riassumere in poche righe i motivi del successo di Captain Tsubasa, certo è che risulta impossibile non rimanere coinvolti dalla grinta dei protagonisti, dalla carica dei personaggi ma allo stesso tempo dallo spirito di lealtà e solidarietà. Le scene propongono delle inquadrature spettacolari, dei tiri straordinari; in altre parole lo stile di Yoichi  Takahashi ha saputo conquistare milioni  di fans in tutto il mondo grazie all’esclusività del disegno ed alla peculiarità della narrazione che coinvolge il lettore dalla prima all’ultima pagina del manga per mezzo di azioni dinamiche e colpi di scena.  Il 1983 fu un anno decisivo per Takahashi, l’eccezionale successo ottenuto dal manga convinse la Toei a commissionare alla sua affiliata Tsuchida Production la    trasposizione del fumetto in cartone animato (da manga a anime). Anche in questo caso il consenso del pubblico fu eccezionale, le avventure del giovane campione Tsubasa Oozora (il vero nome di Oliver Hutton) ebbero successo un po’ in tutto il mondo, i 128 episodi inizialmente prodotti consacrarono la serie Captain Tsubasa come il miglior anime calcistico mai prodotto. Negli anni seguenti la realizzazione di OAV, episodi autoconclusivi e la nuova serie Captain Tsubasa J, per la gioia di tutti i fans, confermarono il positivo riscontro dell’anime.

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