Alla piccola Anna Melis piaceva tantissimo passeggiare nel giardino sonoro delle sculture realizzate da suo nonno, Tomasu Usai, scultore di fama internazionale conosciuto per la sua arte e ricerca personale sulle pietrela loro natura intrinseca e la capacità di dare voce e musicalità alla pietra. La sua attività si basava sulla continuità della cultura della pietra, da sempre presente in Sardegna.

Quando lui lasciava uscire il suono dalla pietra, Usai non faceva altro che liberare la memoria delle antiche genti della Sardegna, ovvero gli Shardana, che da popolo del mare divenne popolo della terra, della pietra.


Quando suo nonno muore, dopo il funerale, Anna chiede fa ancora visita al suo giardino e si ritrova a camminare tra quelle familiari sculture, in un silenzio assordante. improvvisamente accade qualcosa di magico. La ragazzina vede un vortice di pietre che, unendosi tra loro, vanno a formare una figura gigante… un gigante fatto di pietra che si china di fronte a lei!

Anna avverte fin da subito che si può fidare e, istintivamente, appoggia la sua mano su quella del gigante. Da questo primo contatto, la giovane viene anche a conoscenza della storia legata alle radici della sua terra. Figure e immagini antichissime si susseguono nella sua testa: gli Shardana, lotte intestine fra antichi clan sardi, un potere immenso tramandato nei secoli. Scopre che suo nonno era riuscito a ridare vita all’antico guerriero degli Shardana, al campione che li aveva protetti nel lontano passato e che ora era di fronte a lei con la Stella degli Dei ben visibile e incastonata nel suo petto.

Anna comprende anche che lei, proprio lei ė la destinataria di quell’antico potere. Sarebbe divenuta la nuova custode del Gigante di Pietra, il Guardiano NUR!


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Enrico Ruocco

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