Anche se, come ho sempre affermato, preferisco le serie live-action in confronto agli anime, non ho mai disdegnato di poter vedere e rivedere alcune serie, ovviamente di fantascienza, e alcune di esse per un qualche motivo mi sono rimaste nel cuore e nella memoria, tra di queste ce n’è una che per la sua particolarità di mescolare scienza e magia con i giochi di carte, mi era sempre rimasta in mente, tale serie era Chōgattai Majutsu Robo Gingaizā, qui dai noi arrivata col titolo di Ginguiser.

Questa serie ebbe i natali dopo la metà degli anni 70, prodotta dalla Nippon Animation, vennero realizzati 26 episodi racchiusi in un’unica stagione, qui da noi venne trasmessa nei primi anni 80 con un passaggio su Rete 4, nel contenitore Ciao Ciao e successivamente altri brevi sulle reti locali.

Decine millenni fa nello spazio venne combattuta una spaventosa guerra galattica tra il malvagio impero dei Sazoriani e i Plasmani, mentre i primi utilizzavano il loro potere e le loro risorse per conquistare e soggiogare la galassia ai loro voleri, i secondi invece utilizzarono ogni risorsa per poter sconfiggere definitivamente i Sazoriani, tanto da riuscire a sottrarre l’arma definitiva dell’Impero conosciuta come “Sfere di Anderes”, tre sfere in grado di concentrare l’energia della costellazione dello Scorpione e ottenere un potere infinito. Alla fine, l’epilogo di tale guerra millenaria, avvenne sulla Terra dove vennero nascoste le Sfere di Anderes e l’Impero Sazoriano si ritirò sconfitto aspettando il momento propizio per poter ritornare a riprendersi l’arma. Passano i secoli, fino ai giorni nostri, e le Sfere di Anderes cominciano a emanare il loro potere, tanto da risvegliare il sopito impero dei Sazoriani che parte per conquistare le sfere e anche la Terra, però il dottor Godo, ultimo della razza dei Plasmati, rimasto in vita grazie ai sui poteri, per poter affrontare definitivamente i Sazoriani, crea quattro veicoli da combattimento, tre robot il Grand Fighter, il Bull Gator, lo Spin Lancer e l’astronave Air Roin, e come piloti sceglie quattro ragazzi Goro, Miki, Torajiro e Zanta che per poter utilizzare al meglio tali macchine da guerra ottengono il potere magico del “Punto Barriera”, grazie al quale, oltre ad usare al meglio in maniera autonoma i 4 veicoli, essi possono unirsi in una super macchina da battaglia chiamata Ginguiser, e con essa riuscire a sconfiggere i malvagi Sazoriani.

Come accennato all’inizio, di questa serie mi era sempre piaciuta questa perfetta mescolanza di magia e tecnologia, e poi vedere i veicoli che compongono il Ginguiser, che come emblema hanno i semi delle carte e che come arma utilizzavano dei missili a forma di carta da gioco letale per i nemici, la trovavo un’idea molto spassosa, poi come base segreta utilizzare un parco di divertimento è geniale, come se dal castello di Disneyland uscisse un megarobot a forma di topolino.

Marco Giovanni Lupani

grande appassionato di cinema di fantascienza, fantasy, horror e Trash. Interessato anche ai fumetti di ogni genere dai comics ai manga a quelli d'autore. Cosplayer della vecchia guardia dagli anni 90
intrigato da ogni cosa che possa stimolare la sua curiosità
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