Tra poche ore sarà trasmessa l’ultima puntata dell’intera serie e vogliamo proporvi alcune riflessioni su come potrebbe finire.

La quinta puntata ha lasciato tutti piuttosto stupiti, sia per l’incongruenza di alcuni elementi, sia perchè sembra aver eliminato la maggior parte degli antagonisti e dei pretendenti al trono di spade.

Cosa è successo nella quinta puntata 

Parliamoci chiaro: la quinta puntata è stata deludente. Chi si aspettava (tra cui il sottoscritto) un’epica battaglia tra le forze di Daenerys e la mitica compagnia dorata, affiancata dai Lannister e dalla flotta delle Isole di Ferro,  è rimasto certamente insoddisfatto. 

Poteva essere uno scontro interessante ed epico, ben diverso dalla brutta battaglia di Winterfell, con le armate Targaryen in inferiorità numerica e indebolite. Invece gli immacolati, falcidiati a grande inverno, sembrano aver acquisito la capacità di moltiplicarsi. Anche i Dotrakhi, morti fino all’ultimo uomo in una carica suicida, sono tornati ad essere tornati un numero cospicuo. Al contrario la compagnia dorata è sembrata essersi più che dimezzata. 

Le armate si schierano, si studiano, abbiamo aspettato il via alla battaglia definitiva, che aspettiamo dalla settima, ma non avviene alcuno scontro:  è bastato un solo drago per aver ragione di tutto e tutti, anche dei temibili scorpioni, che, schierati in minor numero e a distanza maggiore avevano ucciso al primo colpo il drago Rhaegal.

Abbiamo invece passato tre quarti della puntata a vedere la distruzione della città già arresasi: Al quinto passaggio di drago avevamo già capito la situazione, forse non servivano altri 30 minuti. Quello che non abbiamo capito è cosa abbia scatenato questa furia. Sulle prime ho pensato che lei avesse visto Jaime suonare le campane, capendo quindi il tradimento di Tyrion.

La distruzione della città poteva essere la sua vendetta nei confronti del folletto: Tyrion infatti dice di considerare la salvezza degli abitanti della città più importante della sua stessa vita. Ma rivedendo la puntata non si capisce bene chi abbia suonato le campane, ne si vede mai Jaime. Ne aveva senso veicolare la furia contro Cersei attaccando i civili piuttosto che la Fortezza. Ora la caduta nella follia avrebbe avuto più senso forse se l’armata dorata avesse spazzato via l’esercito di Daenerys, lasciandola sola con il drago e le ambizioni spezzate, a maledire tutti i suoi consiglieri, Jon Snow in primis, che non l’avevano fatta marciare subito contro la capitale, permettendo ai suoi nemici di rinforzarsi.

Ma è accaduto l’esatto contrario, ossia nonostante i tentennamenti di Jon Snow, i  tradimenti di Cersei, la compagnia dorata, nonostante la perdita di due draghi, la rovinosa battaglia di Winterfell, la distruzione della flotta, la città si è arresa senza colpo ferire, aprendo le porte a lei. (Mentre un Jon Snow non riesce nemmeno a comandare i suoi stessi uomini). 

Cosa Aspettarci nella sesta.

Il trailer ci lascia intendere che ormai Daneyrs è la regina sul trono, appoggiata da migliaia di uomini, mentre gli altri protagonisti si muovono preoccupati rendendosi conto delle conseguenze dei loro gesti. Cosa succederà adesso? Ovviamente non ci aspettiamo di vedere 76 minuti di festeggiamenti (anche se in questo la regia potrebbe stupirci)

I Lannister sono morti, nessun esercito nel Westeros o su Essos può ormai opporsi alla Regina.

Ma, ovviamente paura e dubbi di Varys si sono dimostrati fondati, e Tyrion, denunciando Varys e la sua cospirazione, si è reso contro di essere stato artefice della distruzione della città, oltre che della morte del proprio amato fratello. Jon Snow ormai è fuori contesto: Ha appoggiato la persona sbagliata, e, per quanto la serie sia sempre stata benevola con i suoi errori, stavolta è inverosimile che questo gli venga perdonato, e lui stesso dovrebbe essersi reso conto della sua inadeguatezza.

Altri pretendenti al trono non ci sono: Arya è un eroina ma non adatta a comandare e il suo forse compagno  Gendry Baratheon,che ora potrebbe a tutti gli effetti reclamare il trono, non è appoggiato da nessuno. Tyrion e Sansa sarebbero sicuramente una coppia di re e regina molto interessante e promettente, controllando il Nord e mantenendo un legame tra le famiglie.

Potremmo anche scoprire che Tyrion è davvero un Targaryen, come molti elementi nella saga fanno pensare. Ma nessuno li appoggerebbe, men che meno gli immacolati che sono tutti fedeli a Daenerys. In effetti nulla sembra poter togliere il trono alla madre dei draghi. Anche assassinare la madre dei draghi non porterebbe a nulla, e chiunque lo facesse sarebbe poi ucciso.

C’è tuttavia un’ultima possibilità remota che potrebbe spiazzarci tutti: La distruzione finale della ruota, ossia la distruzione del trono di spade e la morte di tutte le famiglie. Sarebbe infine il modo per non scontentare nessuno, e chiudere tutto con un pò di amaro in bocca, in perfetto stile ” Cronache del Ghiaccio e del Fuoco”.

 

Andrea De Benedetti

Sotto lo pseudonimo di Axdeb ” Dio dei Draghi” si nasconde Andrea De Benedetti, coordinatore di Satyrnet, blogger, autore e sceneggiatore e master. Dopo essersi laureato in scienze della comunicazione, ed aver lavorato come redattore per A.P. Associated Press, Andrea lavora come creativo, interessandosi di temi legati al Fantasy, ai Giochi Ruolo, al cinema ed alle storie misteriose. Tra chi lo conosce è considerato un vero e proprio ” tuttologo” capace di disquisire su quasi qualsiasi argomento.
Andrea De Benedetti

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