Il festival del cinema di Edimburgo è una vasta ed eterogenea rassegna, che ha presentato opere svariate provenienti dai cinque continenti ed offerto inoltre la possibilità di vedere alcuni film che non sono presenti nel circuito cinematografico europeo, come le opere provenienti da Israele, dalla Grecia, dall’India e da altri paesi la cui cinematografia è poco nota.

Dal 12 al 26 Agosto ad Edimburgo si è svolto il 55° Edinburgh International Film Festival. Quest’anno il festival, che ha presentato numerosissime opere, si è articolato in tredici sezioni: Animation (film di animazione); The documentary section: imagining reality (un’ampia selezione di documentari); Eyes of the world (opere di importanti registi internazionali); Focus on British Cinema (i migliori film inglesi della stagione); Gala (Prime inglesi); Late Night Romps (film horror e thriller); MirrorBall  (nuove proposte); Persistense of Vision (opere sperimentali); Reel Life (interviste ad attori e registi); Retrospective (Retrospettiva quest’anno dedicata a Werner Herzog); Rosebud  (opere prime o seconde di giovani autori); Short Films (cortometraggi); Special Events (laboratori e proiezioni speciali).

La manifestazione è stata aperta dal film Amélie (Le fableaux destin d’Amélie Poulain) di Janne-Pierre Jeunet, regista francese già autore di Delicatessen. Poi sono seguite le altre proiezioni. Da prime internazionali a film, almeno in Italia, già conosciuti. Come The circle (Dayereh) di Jafar Panahi, vincitore dello scorso festival di Venezia, oppure come La ville est Tranquille di Robert Guédiguian e Fat Girl (A ma Soeur) di Catherine Breillat, entrambi già visti a Venezia e già usciti nei cinema italiani come anche La ciénaga dell’argentina Lucrecia Martel e Princesa di Henrique Goldman.


Non sono certo mancate le novità: Lucky Break, il nuovo film di Peter Cattaneo (regista di Full Monty); Crush di John Mckay con Andie Mc Dowell; Enigma Di Michael Apted con Kate Winslet; Hedwig and the angry inch di John Cameron Mitchell; The man who wasn’t there di Joel Coen; The pledge l’ultimo film diretto da Sean Penn (ospite del festival), che ha riproposto anche le sue precedenti pellicole (The crossing guard, The indian runner); Storytelling di Tod Solodz, il graffiante regista americano autore di Fuga dalla scuola media e Happiness; Cq di Roman Coppola. Interessante anche l’ampia retrospettiva sul cineasta tedesco Werner Herzog di cui sono stati proiettati diversi e poco noti documentari e film: Fata Morgana(1970), The great ecstasy of woodcarver Steiner (1974), The dark glow of the mountains (1984), Huie’s Sermon (1980), God’s angry man (1980), Land of silence and darkness (1971), Little Dieter needs to fly (1997), My best friend – Klaus Kinski (1999), Wings of hope (1998); Wodaabe-herdsmen of the sun (1998), Ballad of the little soldier (1984).


Quasi tutte le pellicole erano accompagnate dai rispettivi registi ed erano presenti anche attori come Kate Winslet, Emma Thompson, Tim Roth e il già citato Sean Penn.

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