Il momento non è dei migliori, ed è forse per questo che sono aumentati i romanzi di fantascienza distopica, cioè storie che immaginano un futuro fatto di società disumane o comunque con problemi mai risolti e peggiorati. In passato c’erano stati classici di autori come Huxley e Orwell, da un po’ di anni si sono aggiunte nuove voci, a cominciare da quella di Susanne Collins con la trilogia di Hunger Games e ultimamente altri titoli, come la trilogia in corso di pubblicazione per Oscar Fantastica di Falce, scritta da Neal Shusterman.

Nelle pagine della sua storia, l’autore immagina un mondo all’apparenza ottimo: non esiste più povertà, non esiste più la fame, non esistono più le malattie, si può rinascere dopo un incidente anche mortale e ci si può rigenerare nel corso della vita ringiovanendo e vivendo una nuova esistenza. Non si muore più, quindi, e sopra tutto c’è un’intelligenza artificiale, il Thunderhead, che tutto regola e tutto prevede.
Non si muore ma si continua a nascere, e per evitare la sovrappopolazione, ogni anno una parte di esseri umani deve venire comunque spigolata, un eufemismo per dire uccisa, un’operazione che viene portata dalle Falci, uomini e donne scelti per questo compito e con uno status sociale di rispetto e timore intorno a loro.

I due adolescenti Citra Terranova e Rowan Damisch sono nati e cresciuti in questo mondo senza porsi tanti problemi, finché non vengono reclutati per diventare Falci, sotto la guida del maestro Faraday: sono leali, coraggiosi e per nulla interessati a diventare esecutori delle regole di un mondo che scopriranno spietato e crudele, anche perché a fine apprendistato uno dovrà uccidere l’altra e viceversa.

La saga di Falce racconta un futuro più o meno remoto del nostro pianeta, in cui non si guarda più verso lo spazio, si vive alla giornata in una serie di infinite vite, ma dove si può essere eliminati, anche in maniera feroce, da giustizieri che spesso prendono la loro missione stabilita dal sistema come una licenza di uccidere, e dove ci sono non poche falle e ribellioni, come scopriranno man mano i due protagonisti.

Una vicenda appassionante, tesa, che fa riflettere anche sulle contraddizioni del mondo reale e su cosa si pensa che possa essere ideale, con echi sia dei classici, da Huxley a La fuga di Logan, sia di storie più moderne come appunto Hunger Games. Il momento, appunto, non è dei migliori, ma forse guardando in storie fantastiche che parlano della nostra realtà in un’altra ottica si può cercare di trovare nuovi spunti per la nostra storia reale qui.

Elena Romanello
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