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Ormai sono un fenomeno dilagante, premesso che non faccio caso più di tanto ai tormentoni e alle mode, mi sembra che dall’anno scorso a oggi i miei post sponsorizzati, in merito alle escape room, siano aumentati.

Le escape room sono un gioco di logica nel quale i concorrenti, una volta rinchiusi in una stanza allestita a tema (almeno dovrebbe esserlo!), devono cercare una via d’uscita utilizzando ogni elemento della struttura e risolvendo codici, enigmi, rompicapo e indovinelli. Per poter completare con successo il gioco, i partecipanti – che solitamente variano da 2 a 6 persone – devono organizzare la fuga entro un limite di tempo prestabilito, di solito di 60 minuti. L’obiettivo dell’avventura è quello di stimolare la mente, l’intuito, la logica e, non da ultimo, il team building: la collaborazione tra tutti i partecipanti è un fattore indispensabile per risolvere gli enigmi e completare con successo il gioco.

La prima escape room è stata creata nel 2006 da un gruppo di programmatori della Silicon Valley che si è ispirato a delle opere di Agatha Christie. In seguito, nel corso degli anni, il gioco è diventato sempre più popolare non solo negli Stati Uniti e nel Nord America ma anche in Asia, Oceania ed Europ. Dal 2015, partendo da Torino, il gioco ha preso piede anche in altre città d’Italia. L’Italia può vantare anche un primato, a Milano infatti, dal dicembre 2016, è presente la più grande escape room d’Europa (il Maniac Palace). Sul finire del 2015, nel mondo si contano quasi 3 000 escape room, ciascuna delle quali viene allestita in una varietà di luoghi immaginari, pi+ o meno azzeccati: in camera tua, nella cuccia del cane, nella lettiera del gatto, al bar, dal grattacheccaro.

Eppure qualche anno fa, mentre giocavo i miei fantastici punta e clicca, che puntualmente fallivo perché mi arrendevo al walkthroughci pensavo. E’ fattibile realizzare una escape room in real life? All’epoca sono stata abbattuta a suon di: non è fattibile, ci vuol troppo spazio e altro che non ricordo. Il succo è che non avrebbe funzionato. Fantasia presa a fucilate ancor prima di spiccare il volo… Quindi sono qui a chiedermi: perché le mie idee geniali poi vengono sempre realizzate da qualcun altro? Sappiate che vi odio, tantissimo. E comunque qualcuno sarebbe dovuto venire a prendermi perché mi sarei persa nella mia stessa creazione.

Maria Merola

Laureata in Beni Culturali, lavora nel campo del marketing e degli eventi. Ama Star Wars, il cosplay etutto ciò che riguarda il mondo del fantastico, come rifugio dalla realtà quotidiana. In particolare è l'autrice del blog "La Terra in Mezzo" dedicato ai miti e alle leggende del suo Molise.
Maria Merola

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