Interessante articolo di deagostiniedicola.it  Miti e credenze da sfatare per riuscire a scalare la vetta dell’universo manga! Riporto l'articolo a firma di Midori Yamane e Giorgia Caterini

Chi vuole imparare a disegnare manga si chiede spesso come prima cosa se esista effettivamente l’opportunità di svolgere la professione di mangaka in Italia o in Giappone. Ci sembra opportuno chiarire ogni dubbio al riguardo.

 

Iniziamo col dire che il mondo del fumetto in generale, e tanto più quello del manga, non è un mondo semplice. Per affrontare questa professione serve determinazione, umiltà, e tanto studio: è il nostro lavoro a parlare per noi e quindi o funziona o non funziona!
 
Bisogna necessariamente abbandonare la categorizzazione del mi piace, non mi piace, è bello o è brutto. Iniziamo invece a ragionare in modo professionale. Cominciamo quindi ad osservare i manga che conosciamo e soprattutto i lavori che produciamo in questi termini: cosa funziona? Cosa non funziona? Quello che vogliamo comunicare arriva o non arriva al lettore? Le tavole sono o non sono equilibrate? I personaggi sono o non sono ben caratterizzati?
 
Questo cambio di prospettiva e di valutazione è necessario perchè il manga, e il fumetto in generale, è composto da molti elementi, tutti molto importanti. C’è il disegno, la narrazione, la storia, la caratterizzazione dei personaggi e i sentimenti che dovrebbero esprimere…
Inoltre la categoria bello/brutto è assolutamente soggettiva, al contrario, le categorie sopra citate rispondono ad una logica oggettiva, ed è su questo che dobbiamo lavorare.
 
Il disegno in stile manga è solo una parte del manga stesso e non è la condizione necessaria per realizzare un manga. E’ una scelta stilistica che l’autore può fare e come tale va valutata. Con manga si identifica soprattutto un determinato tipo di comunicazione e di linguaggio.
 
Per iniziare a lavorare con il manga in Giappone esistono essenzialmente due strade: proporsi con il proprio lavoro direttamente ai redattori di una determinata rivista, oppure partecipare ai concorsi che le case editrici stesse indicono allo scopo di scoprire nuovi mangaka.
Qualsiasi sia la strada che si decide di percorrere è bene sapere che sarà in salita, ma è altrettanto importante considerare che una scelta non preclude l’altra.
Esistono tante persone che vorrebbero fare questo mestiere e di conseguenza c’è tanta concorrenza, ma è proprio per questo che quando si raggiunge il proprio obiettivo la soddisfazione è tanta. Diventare mangaka è possibile. Diventare mangaka in Giappone è senza dubbio molto più difficile, ma non impossibile.
 
Altra storia è disegnare manga in Italia. Dobbiamo partire dal presupposto che gli editori investono dei soldi nel lavoro altrui e, che ci piaccia o no, spesso fanno delle scelte commerciali rispetto a quello che credono sia maggiormente vendibile. Questo significa che i disegnatori di fumetti, se vogliono lavorare, devono necessariamente seguire le esigenze delle case editrici, e quindi le esigenze del mercato.
 
In Italia non si producono manga italiani perché il mercato è già saturo di manga originali che vendono in modo eccellente. Al contrario, in Italia come in Francia e in America, ci sono molti fumetti dove l’influenza manga è molto evidente. Questa traspare nel tipo di disegno e nelle scelte narrative. Ricordiamo che per manga si intende un determinato tipo di linguaggio e, se ci piace, possiamo utilizzarlo anche all’interno dell’editoria occidentale.
 
Se invece non si è interessati al manga e a tutto quello che esso comporta, ma solo al disegno in stile manga, allora le cose sono ancora diverse. Se si vuole disegnare in stile manga in Giappone senza considerare il manga con le sue caratteristiche espressive, siamo di fronte ad un’impresa impossibile. Questo perché per i giapponesi lo stile di disegno è considerato un elemento accessorio e a totale discrezione del mangaka, ma un manga per essere tale deve necessariamente utilizzare una comunicazione che sia giapponese.
 
Imparare a disegnare manga, o comics (fumetto americano), o bande dessinée (fumetto francese) è un po’ come imparare a parlare un’altra lingua! (Non lasciatevi MAI ingannare dallo stile di disegno. Ogni paese ha delle caratteristiche comuni nella produzione di fumetto per ciò che riguarda il disegno, ma il fumetto americano segue delle regole narrative diverse da quello francese, da quello italiano e da quello giapponese. E’ in base a queste regole che differenziamo le varie produzioni).
 
Se invece si vuole disegnare in stile manga all’interno di un mercato occidentale, allora la strada giusta è quella dell’ibridazione di stile. Ci sono molti autori che lavorano con uno stile di disegno che fonde influenze grafiche giapponesi a riferimenti disneyani con elementi più propriamente francesi (vedi Frezzato, Barbucci ed altri), oppure con elementi americani (come Adam Warren ad esempio). E questo avviene in Italia, come in Francia ma anche in America.

Voi cosa ne pensate???

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C'è un mondo intero, c'è cultura, c'è Sapere, ci sono decine di migliaia di appassionati che come noi vogliono crescere senza però abbandonare il sorriso e la capacità di sognare.
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