Chi nella propria vita non ha mai sentito parlare del GdR (Gioco di Ruolo) di Dungeons & Dragons, abbreviato da molti se non da tutti D&D, oppure chi non ha mai fatto interminabili sessioni di gioco col proprio gruppo, sfidando pericoli e improbabili e irrisolvibili enigmi proposti di volta in volta dal Dungeon Master (narratore) di turno? Non so voi, ma a volte rimpiango con nostalgia le partite che facevo col mio vecchio gruppo, quasi tutti i venerdì sera per ore interminabili, ma che scorrevano veloci come il lampo, in quanto ci si divertiva moltissimo e alla fine si smetteva di giocare perché finivano gli approvvigionamenti, snack e bibite, e allora in quel caso eravamo obbligati a smettere con tristezza, ma felici di sapere che la settimana successiva, salvo imprevisti, ci saremmo di nuovo riuniti per continuare la nostra avventura. Perdonate la digressione nei ricordi, ma serviva come introduzione per l’argomento di cui volevamo parlare oggi; come penso molti sanno, D&D è un famosissimo Gioco di Ruolo, conosciuto da decenni in tutto il mondo, che con il passare degli anni, ha avuto un numero elevato di versioni, aggiornamenti e di espansioni, creando un vero e proprio mito. Da D&D sono stati anche tratti due film, di cui il primo era stato interpretato da Jeremy Irons, solo che a parte il titolo e l’ambientazione, avevano poco a che fare con la vera essenza di D&D; però, forse non tutti sanno che da Dungeons & Dragons, fu tratta anche una serie animata.

Prodotta nel 1983 da Marvel Production e dalla mitica TSR (Tactical Studies Rules) e animata dalla nipponica Toei Animetion, composta da ben 3 stagioni per un totale di 27 episodi,mentre la quarta stagione, per via di imprevisiti legati ai problemi finanziari della Tactical Studies Rules, venne abbandonata, come altri progetti legati alla TSR. In Italia ci fu solo un passaggio televisivo a metà degli anni 80, sulla rete mediaset Rete 4, mentre a quanto sembra in Sud America la serie è rimasta così piacevolmente impressa che tutt’ora viene replicata, specie in Brasile. Questa serie, a differenza dei film dei libri e dei fumetti tratti da D&D, mantiene l’idea di base del gioco stesso, infatti i protagonisti sono un gruppo di ragazzi, che vengono catapultati in un mondo fantasy, e, grazie alla loro guida che trovano in quel mondo, vivono avventure diverse in ogni puntata, come una vera sessione di gioco.

La serie inizia con un gruppo di ragazzi, che recatisi al Luna Park per passare la giornata in piacevole compagnia, decidono di visitare un’attrazione che assomiglia molto al Tunnel dell’Orrore, intitolata appunto Dungeons & Dragons. Però, mentre sono a metà dell’attrazione, dal nulla si materializza davanti a loro un enorme vortice di energia, così potente che risucchia i malcapitati e li catapulta in un’altra dimensione. Appena si riprendono, i 6 ragazzi capiscono di non essere più all’interno dell’attrazione del Luna Park, e nemmeno di essere sulla Terra, infatti, davanti a loro appare un mondo completamente differente da quello a cui sono abituati dei ragazzi di città: vedono enormi valli, invalicabili montagne e sterminate foreste e tra questi si scorgono anche alcuni villaggi dominati da fiabeschi castelli. Mentre sono estasiati e anche intimoriti da quello che li circonda, vengono attaccati da due creature, un enorme Drago a più teste, simile a King Ghidora, e un essere con fattezze demoniache a cavallo di un destriero nero alato. Mentre i ragazzi cercano scampo, appare in loro aiuto una misteriosa figura, che gli dona degli oggetti magici e delle armi magiche per difendersi dall’attacco. “Tu sarai un arciere, tu un cavaliere, voi una coppia di maghi, tu un acrobata e tu un giovane barbaro”. Grazie a questi doni inaspettati, i ragazzi riescono a mettere in fuga le due creature, e si avvicinano al loro misterioso salvatore, che gli spiega che il drago si chiama Tiamat e il demone Venger, e continua rivelando: “Io sono Dungeon Master e vi guiderò nelle vostre avventure, benvenuti nel mondo di Dungeon & Dragons”. In ogni inizio puntata mentre i nostri eroi sono alla ricerca di un modo per tornare al loro mondo, dal nulla appare Dungeon Master, che ogni volta gli affida una missione da compiere fornendogli pochi e sibillini messaggi e alcuni oggetti magici che potrebbero servire durante la missione, e nel loro cammino per risolvere l’enigma e arrivare al fondo della missione, affrontano pericoli sempre differenti e a volte le apparizioni di Tiamat o di Venger, che oltre a ostacolarli nella missione cercheranno anche di sottrargli gli oggetti donati da Dungeon Master. A ogni fine avventura, dopo aver risolto con successo la missione affidatagli da Dungeon Master, oltre ad avvicinarsi sempre più alla possibilità di tornare a casa, apprendono sempre di più sui loro poteri e su loro stessi, pronti per poter affrontare la sfida successiva.

 

 

Come specificato nell’introduzione della sigla iniziale e nelle prime puntate, D&D sembra che sia la prima serie animata che ricalca le basi del gioco, infatti non sono i protagonisti a scegliere i loro ruoli, ma è il Dungeon Master che li decide fornendogli le armi e gli oggetti e apparendo all’inizio della puntata per affidare la missione al gruppo e in certi casi anche durante la missione, per dispensare consigli o aiuto quando il gruppo è in difficoltà e senza nessuna via d’uscita, infine, naturalmente alla fine della puntata per congratularsi e dispensare la ricompensa finale; è somigliante se non identico al comportamento del Master (narratore) del gioco stesso, dove il Master dà l’incipit iniziale e dei provvidenziali aiuti, ma senza esporsi troppo, in quanto sono i giocatori che devono sviluppare e risolvere la trama, e anche la crescita dei ragazzi durante la serie, è da considerarsi come l’avanzamento di livello che avviene nel gioco. In pratica ogni puntata non era altro che una delle tante sessioni di gioco che si svolgono in D&D, e, se ci pensiamo bene, potevamo immedesimarci nei protagonisti, in quanto anche se inconsapevoli, erano dei giocatori proprio come noi.

Colgo l’occasione per salutare il mio gruppo di GdR del “Toga Club” Max, Santo, Dome, Greg, le Roi, Roby  e Postir, ragazzi abbiamo passato anni divertendoci moltissimo, questa recensione e dedicata a voi! E naturalmente a tutti gli amanti come me dei Giochi di Ruolo di qualunque tipo, genere e marca.

Alla prossima!

By Marco Talparius Lupani

Marco Giovanni Lupani

grande appassionato di cinema di fantascienza, fantasy, horror e Trash. Interessato anche ai fumetti di ogni genere dai comics ai manga a quelli d'autore. Cosplayer della vecchia guardia dagli anni 90
intrigato da ogni cosa che possa stimolare la sua curiosità
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Comments

  1. Diciamo che si ispirarono alla saga di Dragonlance perché Tiamat, nome di una diavolessa mesopotamica, era una delle incarnazioni di Takisis dea del male. Mi pare che solo junior TV, rete locale dedicata ai bambini, ripropose tale serie

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