Riprendendo il filone delle serie che non hanno avuto nè seguito e nè rimembranza, ma quasi finite nel dimenticatoio, voglio ricordare oggi una serie animata che secondo il mio parere aveva grosse potenzialità, oltre ad avere per protagonisti umani e dinosauri antropomorfi alieni, sì, i miei adorati Pachi, mescolava azione e commedia in maniera dinamica e omogenea rendendo ogni episodio fluido. La serie si chiamava Dinosaucers, nata a metà degli anni 80 prodotta dalla DIC Entertainment, composta da 65 episodi, era anche stata studiata una linea di giocattoli dedicata, però il progetto venne annullato dopo la cancellazione totale della serie dopo solo una stagione, qui in Italia venne trasmessa su Odeon Tv e successivamente su Italia 1 con una sigla completamente rifatta cantata da Cristina D’Avena.

Una notte un enorme disco volante atterra sulla Terra più precisamente sulle montagne rocciose, qui un gruppo di ragazzi che si fanno chiamare “Secret Scout”, una sorta di gruppo di amici amante dell’avventura, che stava campeggiando in quei pressi, accorre a osservare il fenomeno. Giunti sul posto vedono l’enorme astronave dal cui interno fuoriescono delle creature aliene dall’aspetto di Dinosauri antropomorfi. Dopo il primo impatto, fanno subito amicizia coi nuovi venuti e grazie alla loro tecnologia riescono a comprendere i due linguaggi, così vengono a sapere che il loro pianeta d’origine si chiama Reptilon dove vi sono due fazioni in lotta, la loro fazione i Dinosaucers e i malvagi Tyrannos, composta anch’essa da dinosauri antropomorfi. I Tyrannos combattono per avere la supremazia su Reptilon e ora anche sulla Terra, mentre invece i Dinosaucers usano la loro forza e le loro armi per difendere la libertà e la giustizia, contrastando i piani dei loro avversari.

Una serie divertente e intrigante come avevamo detto prima, e nonostante vi siano poderose battaglie, non mancano gli elementi comici e divertenti, infatti quasi sempre i piani dei Tyrannos sono sempre goffi e maldestri e nonostante i vari combattimenti, non vi sono scontri “all’ultimo sangue” anzi molto spesso se non sempre i cattivi scappano con la coda tra le gambe.

Marco Giovanni Lupani
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