In una fiera del fumetto non è difficile imbattersi nei personaggi anime e manga più noti del momento, ma non è l’unico evento in cui incontrare gruppi simili eppure profondamente differenti: i Role-Player (larper), ma questi due movimenti si conoscono tra loro?
La principale differenza tra Cosplay e Role-Play risiede nelle attività che da esse derivano e nella natura del personaggio, in entrambe non è altro che un teatro della mente inserito in una cornice di regole, dove il personaggio che si recita non esiste nella realtà, ma viene preso in prestito da manga e anime in uno o creato dal giocatore stesso nell’altro. È proprio durante una fiera del fumetto che incontriamo Giorgia, in veste di Cosplay, ed Emanuele, in “tenuta civile”.

 

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Giorgia, 34 anni, Roma.
Emanuele, 23 anni, Tivoli.
 Hikaru, Angelic Layer  Quirion, Drago Rosso

Parlaci del tuo personaggio, in base a cosa l’hai hai scelto?
Hikaru: Il personaggio che interpreto è una bambolina comandata, diciamo semi-telematicamente, dal suo Master su dei ring, nei quali si svolgono dei combattimenti. Mi piacciono molto i manga che trattano la tecnologia e comunque è uno dei primi manga che ho letto quindi ci sono molto affezionata. Mi piace il suo carattere combattivo: piccola e combattiva. Sono una sua fan insomma..

Quirion: Nel gioco sono un comandante della Corona Spezzata, una persona che crede nelle regole e deciso a farle rispettare. Il motivo per cui l’ho scelto è perché mi sembrava il più corrispondente alla mia personalità e modo di gioco. Inoltre credo che i guerrieri, più di altri, furono i personaggi in grado di assumere parti scomode o comunque di prendere decisioni a volte impopolari ma necessarie, ho una sorta di ammirazione per loro.

È importante per te rispettare il personaggio che interpreti?
H: Abbastanza, anche se credo che un tocco di personalità non guasti.
Q: Beh, dopo il divertirsi credo sia la cosa più importante. Nei giochi di ruolo è indispensabile avere un proprio Io  e rispettarlo fino in fondo.

Hai fatto da sola/o il vestito?
H: Si, considerando che l’ho fatto nei ritagli di tempo ci ho messo quasi un anno.
Q: Ci aiutiamo a vicenda tra amici. Il vestito in se non si finisce mai di farlo, si aggiungono sempre cose che vanno di pari passo con la crescita del personaggio. L’armatura ad esempio è stata fatta in circa un mese e mezzo.
A quanti anni hai cominciato e in quale ambito?
H: Da circa tre anni, il primo costume è stato Kagome di Inuyasha e ho fatto il costume da Shippo a mio figlio, tutto è cominciato per gioco per fare un costume in coppia per il carnevale, e poi ho ripreso il vestito per presentarlo qui al Romics l’anno scorso.
Q: A 13 anni circa, c’era una fiera Campionaria a Guidonia con uno stand che vendeva questo genere di articoli.
Reputi importante che il tuo personaggio sia riconosciuto dalle persone che ti circondano?
H: Non è molto importante onestamente, è una cosa più che altro per me, un mio hobby.
Q: Essere riconosciuto dagli altri giocatori può essere importante o no, dipende molto dalla fama che ci si crea. È importante che i giocatori del mio stesso esercito mi riconoscano, cosa che invece non posso dire di tutte le altre fazioni perché altrimenti..beh sarei fregato!

Per mettere in scena il tuo personaggio, ti incontri con altre persone?

H: No, partecipo come singola. E come ho detto è un mio hobby..ci incontriamo per gare ma poi credo sia una cosa personale..
Q: Certo, è il senso stesso del gioco, siamo gruppi molto numerosi.

Partecipi ad altre attività partecipative, forum, giochi,..?

H: Partecipo al forum del Cospaly, e altri forum di scambi di foto sulle fiere.
Q: Organizziamo partite sempre inerenti al mondo fantasy, poi ci sono molti giochi riportati on line in cui crei un personaggio che entra in competizione o cooperazione con migliaia di persone, inoltre in parallelo al GdR Live ci sono forum appositi in cui portare avanti il tuo personaggio interagendo con altri e descrivendo le azioni.

Come definiresti questa attività come maschera o come vestito? Cioè te ti vesti o ti mascheri?

H: Io mi vesto.
Q: Divento, nel momento in cui metti quel costume sei quel personaggio.

Come si comportano le persone quando ti vedono per strada?

H: Direi abbastanza sorprese! Uno in macchina ha tirato giù il finestrino dicendo: “Scusa ma dove vai? Che cosa stai facendo?” ma considerando che poi vado in fiera, c’è gente che conosce il personaggio..che conosce il mondo..mi sento comunque a mio agio.
Q: Tempo fa partecipavo a Live organizzati nella pineta di Ostia, le persone che erano lì per pic-nic o footing ci guardavano più o meno come alieni, ma credo sia normale, se passa un esercito armato di tutto punto, se non altro ti preoccupi..
Da queste interviste lampo si rivela come queste due attività ludiche siano profondamente differenti sia come fenomeno a se stante che come mentalità dei singoli partecipanti. Inoltre, durante successivi incontri con Cosplayer e Role-Player è emerso come entrambe le parti considerino l’attività dell’altro con una certa forma di diffidenza, se non addirittura scostamento dalla mentalità dell’altro: visione ludica di se stessi e drammatizzazione dell’altro, calarsi in una parte e mascherarsi. In entrambe a cosa si è di fronte, recita individuale o drammatizzazione di gruppo?

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