Come tutti i saloni che si rispettano anche Corona(VS)Comics! propone una mostra, sempre on-line ovviamente. Si tratta di un “docuweb” in pillole, intitolato Comics Contagion, prodotto in collaborazione con la casa di produzione La Tenda Rossa di Milano e Riccardo Mazzoni vicedirettore di Wow Spazio Fumetto, il museo del fumetto di Milano, che, coinvolgendo numerosi protagonisti del mondo del fumetto, tra cui Max Bunker, Antonio Serra, Moreno Burattini, Mario Gomboli, Marco Santucci, Alberto Corradi e molti altri, narra come il fumetto ha raccontato la paura dei virus dagli anni Trenta ad oggi. Da Martin Mystère a Batman, da Asterix a Diabolik, da Nathan Never a Spider Man, un percorso lungo quasi cent’anni nel segno della paura del contagio. Nei fumetti troviamo virus reali, capaci di mettere in ginocchio il mondo, come n Crossed, dell’autore meno politically correct del fumetto americano, Garth Ennis, e in Y – L’ultimo uomo, in cui la malattia stermina tutti gli esseri umani di sesso maschile, ma anche virus che si trasformano nella scusa per raccontare la crudeltà e il cinismo presenti negli esseri umani come nel manga Eden: It’s an Endless World, o, ancora, il virus che si fa metafora della difficile condizione degli adolescenti come nel capolavoro Black Hole di Charles Burns.

Ma non è finita! Comics Contagiong, in una sorta di premonizione del nostro futuro, racconta molte altre storie di infezioni. Sicuramente ad aver fatto parlare è stato Coronavirus, l’auriga mascherato che nel 2017 è stato protagonista dell’albo Asterix e la Corsa d’Italia ma questa non è la sola premonizione che ci arriva dal fumetto franco belga: nel 1963 nel primo albo della serie dei Puffi fa la comparsa, a seguito della puntura di un insetto, una terribile epidemia che colpisce il mondo dei Puffi trasformandoli nei temibili e aggressivi Puffi Neri. Va detto, a titolo di curiosità, che quando la storia divenne un cartone animato i Puffi neri vennero trasformati… in puffi viola. Tuttavia senza guardare fuori dai nostri confini c’è un fumetto che ha cristallizzato il nostro futuro recentissimo: nel raccontare l’epidemia di colera che imperversa tra le Sturmtruppen Bonvi ci racconta che viene sconfitta perchè… con rigida disciplina militare (oppure ondivaghi comportamenti ministeriali)… non esiste alcuna epidemia di colera. Il documentario di Gian Luca Margheriti spazia dal fumetto alla letteratura ed ecco allora Andrea Carlo Cappi analizzare le differenze tra la fiction del romanzo di Dean Koontz, Abisso, che oltre vent’anni fa immaginò un virus dal nome profetico Whuan 400 arrivato dalla Cina, e la realtà mentre Max Bunker ci racconterà la genesi, nel 1970, del suo racconto profetico Il Virus. Ancora tra fumetto e letteratura è la pillola che racconta come già prima che i virus venissero riconosciuti per quello che sono ci sono stati autori che su di loro hanno costruito dei best seller: l’Alessandro nazionale ha stabilito con i suoi Promessi Sposi i canoni, tra Eros e Thanatos, i canoni di ogni romanzo o fumetto con al centro un’epidemia. Quando poi i virus vennero scoperti e studiati ecco che anche solo la loro evocazione poteva essere fonte di terrore: è forse per questa ragione che Federico Pedrocchi, il primo autore italiano di storie di Paperino e sceneggiatore della saga fantascientifica Saturno contro la Terra, quando, nel 1939, scelse il nome del suo folle scienziato alla conquista del mondo protagonista di una saga all’avanguardia per il pathos, lo battezzò Virus, il mago della foresta morta. Tuttavia, per quanto micidiale e pericoloso sia, ogni Virus, può essere sconfitto, come ci ha raccontato Silver, l’autore di Lupo Alberto, che nel 1991 realizzò uno “scandaloso” opuscolo, per conto della Commissione Nazionale per la lotta contro l’AIDS e il ministero della Sanità, da distribuire nei luoghi di ritrovo giovanile, che per la prima volta spiegava come certe buone pratiche, come per esempio l’uso del preservativo, potevano contrastare la diffusione della malattia. D’altra parte anche #iorestoacasa è una sorta di preservativo: ci preserva da possibili contagi. Ecco allora che Comics Contagion, come una sorta di nuovo Decamerone, tra l’altro “trasposto” a fumetti in versione erotica da Manara e Merati negli anni ’70, attraverso le sue 27 pillole realizzate da sceneggiatori e disegnatori, novelli novellatori, nel chiuso della loro personale quarantena nei loro studi dimostra che il fumetto ha tanto da dire. Non a caso per raccontare come combattere la pandemia lo strumento più utilizzato, e anche il più efficace, è stato il fumetto.

 

Gianluca Falletta

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