Aprendo il cassetto dei ricordi, mentre stavo visionando le puntate della serie dei Transformers, mi si è accesa la solita lampadina della memoria: c’è stata un’altra serie televisiva, tanto tanto tempo fa, che prendeva spunto dalla celebre saga di Hasbro: Challenge of the Gobots. Una serie animata di metà anni ’80 che si presentava in maniera assai simile al gruppo di Autorobot in lotta con i Deception che tutti noi conosciamo: c’era un pianeta robotico dal quale provenivano (come Cybertron), vi erano due schieramenti in lotta da millenni e i robot protagonisti si trasformavano da robot a veicoli terrestri: La differenza della serie consisteva proprio nella trasformazione, infatti mentre i più noti Transformers si trasformavano in veicoli contemporanei o spaziali e le loro trasformazioni erano così complesse che i primi giocattoli usciti differenziavano da essi deludendo molti bambini, le trasformazioni nella serie Gobots erano praticamente identiche alla loro versione giocattolo, ed essi si trasformavano non solo in veicoli contemporanei e futuristici, ma anche in veicoli della seconda guerra mondiale e di altro genere, infatti questa serie venne realizzata per pubblicizzare la linea di giocattoli della Tonka, però per via dell’acquisizione della stessa da parte di Hasbro e Bandai, oltre alla linea di giocattoli venne interrotta anche la serie animata.

La serie ruota tutto intorno all’eterna lotta tra robot trasformabili senzienti divisi in due fazioni i Guardiani comandati dal coraggioso e leale Leader-1 che si trasforma da robot ad aereo F-15 Eagle, che sono i baluardi del bene e della luce e i Rinnegati con a capo il crudele e malvagio Cy-Kill che si trasforma da robot a motocicletta. I loro scontri li porteranno ad affrontarsi fino ad arrivare sulla Terra dove i Guardiani troveranno fedeli amici ad aiutarli nella lotta e i perfidi Rinnegati cercheranno di prendervi il potere per dominare sull’intero universo.

Nonostante la trama di ogni episodio sia molto similare ai transformers, con alcune differenze e la grafica sia nettamente inferiore, i Gobots avevano il loro fascino in quanto era bello vedere come le trasformazioni che i robot eseguivano in veicolo e viceversa erano simili a quelle dei giocattoli e questo era molto divertente, in quanto almeno io, dopo ogni puntata mi divertivo a rivivere quegli episodi o mi inventandovo nuove storie. Ma non solo, la serie era molto più ironica e divertente ricca di battute finali, si può dire che era versione “allegra” dei transformers.

Marco Giovanni Lupani

grande appassionato di cinema di fantascienza, fantasy, horror e Trash. Interessato anche ai fumetti di ogni genere dai comics ai manga a quelli d'autore. Cosplayer della vecchia guardia dagli anni 90
intrigato da ogni cosa che possa stimolare la sua curiosità
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