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C’era una volta, no … troppo scontato; Questa volta la favola ha inizio con un’altra frase, una favola che diventerà più famosa di tutte le altre: una frase che ben presto sarebbe entrata nell’immaginario collettivo. “Tanto tempo fa in una galassia lontana lontana… “.

Era il 25 Maggio 1977, la location era il Grauman’s Chinese Theatre ad Hollywood Boulevard di Los Angeles, ed il film che gli ospiti alla premiere avrebbe visto si chiamava Guerre Stellari (o come si preferisce adesso: Star Wars, Una nuova Speranza). Quel giorno di 38 anni fa il cinema sarebbe cambiato, lo stesso concetto di industria dell’intrattenimento avrebbe avuto uno scossone tale da riscrevere il suo modus operandi.

All’inizio del 1973, George Lucas inizi ad abbozzare la storia per la sua saga con un racconto dal titolo “The Journal of the Whills”, che raccontava la storia dell’apprendista C.J. Thorpe come allievo del “Jedi-Bendu” Mace Windy. Frustrato dal fatto che la sua storia fosse troppo complessa da capire, Lucas scrisse un trattamento di tredici pagine chiamato The Star Wars, che si basava sul film di Akira Kurosawa La fortezza nascosta.Nel 1974, ampliò questo trattamento in un’abbozzata sceneggiatura, che comprendeva elementi come i Sith, la Morte Nera e un giovane protagonista chiamato Annikin Starkiller. Nella seconda versione, Lucas semplificò la storia e introdusse l’eroe proveniente dalla fattoria, cambiando il nome in Luke. A questo punto il padre del protagonista è ancora un personaggio attivo nella storia, e la Forza è diventata un potere sovrannaturale.La versione successiva rimosse il personaggio del padre e lo rimpiazzò con un sostituto, chiamato Ben Kenobi.Nel 1976 venne preparata una quarta bozza per le riprese. Il film venne intitolato “Le avventure di Luke Starkiller, come narrate nel Giornale dei Whills, Saga I: Le Guerre stellari”. Durante la produzione, Lucas cambiò il cognome di Luke in Skywalker e modificò il titolo, inizialmente “The Star Wars”, in “Star Wars”.

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George Lucas ha dovuto lottare non poco per convincere i produttori della 20th Century Fox a finanziare il film: lo ritennero un progetto poco convincente e la prima versione presentata ai produttori esecutivi ebbe un’accoglienza gelida. L’unico che c’aveva visto giusto era l’amico Spielberg che sostenne Lucas e lo affiancò anche nelle produzioni successive (come la saga ugualmente “eterna” di Indiana Jones). Meno di 40 sale cinematografiche in tutti gli Stati Uniti accettarono di proiettare il film. Costato 11 milioni di dollari, un anno dopo ne aveva incassati oltre 200.

L’accoglienza della critica fu estramamente discorde: Roger Ebert descrisse Guerre stellari come un’ “esperienza extra-corporea”, comparando gli effetti speciali della pellicola a quelli di 2001: Odissea nello spazio. Pauline Kael, del The New Yorker, criticò il film, dicendo che “Non c’è respiro, non c’è poesia e non ha nessun appiglio emotivo”. Jonathon Rosenbaum, del Chicago Reader, affermò: “Nessuno di questi personaggi ha profondità, e tutti sono usati come elementi di sfondo”; Stanley Kauffmann del The New Republic scrisse che “Il lavoro di Lucas è ancora meno inventivo de L’uomo che fuggì dal futuro.” In Italia la trilogia non venne ben accolta dalla critica. Ne è un esempio il parere che ne dà Morando Morandini, che la descrive come un’opera vuota: “Guerre stellari è uno dei film che più hanno influenzato l’industria dello spettacolo cinematografico, sebbene sia legittimo domandarsi se sia stata un’influenza positiva o negativa”. Per ulteriori curiosità su come fu accolto questo primo episodio della saga di George Lucas vi consigliamo di leggere QUESTO approfondimento!

Ad oggi l’episodio IV Star Wars ha  incassato complessivamente al botteghino oltre 775,5 milioni di Dollari

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Gianluca Falletta
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