Ed eccoci qui, io e voi, dal ritorno da queste calde vacanze estive. Oggi torneremo con la rubrica sui compleanni delle Sailor, un articolo leggero e spensierato, per riprendere il ritmo e per non far sforzare troppo la mente (sicuramente state ancora pensando a palme di cocco e mare cristallino).

Il bello arriverà nelle prossime settimane, con il Romics alle porte, ma sopratutto con Lucca Comics, tra circa un mese e mezzo, quindi aspettatevi articoli e post esplosivi, ma di questo ne riparleremo, come dicevo, più avanti, ma oggi 10 settembre ci limiteremo a festeggiare il compleanno di Ami Mizuno aka Sailor Mercury.

Sailor Mercury è probabilmente una delle sailor più amate. Con il suo viso dolce, la sua timidezza e la sua grande intelligenza, non è strano affermare che la bella Ami Mizuno abbia rapito il cuore di molti fan (lo ammetto, compreso il mio). Ma forse non tutti sanno che nelle intenzioni originali di Naoko Takeuchi, Sailor Mercury doveva essere un cyborg.

La guerriera di Mercurio avrebbe dovuto avere, inoltre, una vita molto breve: infatti, doveva morire alla fine della prima stagione, completamente distrutta dai nemici. Ma l’editor della Takeuchi vietò categoricamente a quest’ultima di uccidere i suoi personaggi principali. Tuttavia, voglio farvi notare come nel finale della prima serie anima, l’autrice abbia fatto morire tutte e 4 le guerriere Sailor, per poi riportarle in vita, con l’aiuto di Sailor Moon trasformata in Princepessa Serenity con il suo Cristallo d’Argento.

Ami vive con sua madre che è medico, mentre del padre sappiamo solo che un pittore e viaggia per il mondo.

Lei sarà la seconda combattente ad apparire sia su il manga che sull’anime: Sailor Mercury.

Il suo Pianeta è Mercurio, ed è il pianeta dell’acqua, e i suoi poteri sono, appunto, legati all’acqua.

Nell’anime, la gattina Luna regala ad Ami un micro-computer, una visiera-schermo (chiamati nella versione originale Mercury Goggles) che le consentono di localizzare i nemici e analizzarne le tecniche. Il suo nome da guerriera deriva da Mercurio, il dio dell’ingegno, della matematica e dell’astronomia e inventore della cetra. Il suo sogno è quello di diventare una dottoressa in medicina (passione ereditata dalla madre).

Il castello di Princess Mercury sul pianeta Mercurio, da cui Ami trae la forza per trasformarsi in Super Senshi Sailor Mercury, si chiama Mariner Castle. Tutti i castelli delle Principesse Sailor traggono il loro nome da un satellite naturale del loro pianeta, ma Mercurio non ne ha, per cui, come a Venere, gli è stato dato il nome della prima sonda artificiale approdata sul suo terreno: la sonda Mariner 10 ha infatti raggiunto il suolo di Mercurio nel 1973.

Per concludere un paio di curiosità.

Ami è l’unica guerriera ad avere un capitolo speciale del manga: Il primo amore di Ami (Ami-chan no hatsukoi?), da cui è stato anche tratto un corto proiettato in Giappone, insieme al secondo film e mandato in onda in Italia col titolo: Il primo amore di Ami.

Nel live action Bishōjo senshi Sailor Moon, Ami viene soggiogata dal potere del Dark Kingdom e diventa Dark Mercury.

La sua frase di trasformazione è Dark Power! Make-up!, detta in un tono molto duro. Impugna una spada di ghiaccio, e la sua uniforme assume dei toni più cupi: nastri di tulle nero e pizzo dello stesso colore appaiono su stivali, sul fiocco frontale e quello dietro la schiena, motivi tribali decorano la sua tiara, il suo collare e gli stivali. Indossa anche una catena intorno alla vita come cintura.

Anche l’account ufficiale instagram di Toei Animation ha augurato un buon compleanno ad Sailor Mercury.

Di seguito il link degli auguri:

https://www.instagram.com/p/B2Pdbxrno1l/?igshid=18ulnx7yn4674

Per il momento terminiamo qui, ma come ho detto prima vi aspetto qui per il Romics e Lucca.

Buon nuovo articolo a tutti e a presto!

Claudio

Claudio si occupa di grafica e animazione. Si interessa in particolar modo di manga e anime e gli piace fare cosplay. Recentemente è nata in lui la passione per il Doctor Who.
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