Biancaneve e i sette nani, tratto dall’omonimo libro dei fratelli Grimm,è stato il primo lungometraggio d’animazione Disney uscito nel 1937, realizzato in Technicolor e distribuito dalla RKO Radio Pictures che, per la rielaborazione dalla fiaba originale ,la caratterizzazione dei personaggi e le tecniche usate impose, modo e maniera su cui vennero poi modellate tutte le future e fortunatissime fiabe disneyane.

Il film racconta di una bellissima principessa quattordicenne (quindi nell’età dell’innocenza) costretta dalla sua perfida matrigna,la Regina-Strega,a  svolgere le più umilianti mansioni domestiche.

Nella scena iniziale Biancaneve si trova  in prossimità di un pozzo e mentre sta cantando incontra il suo Principe Azzurro che se ne innamora perdutamente all’istante; lei, però, sentendo che in quel momento non può realizzare i suoi sogni e desideri, scappa.

Si dovrà attendere il finale per il ricongiungimento.

Nel frattempo la Regina interrogando il suo Specchio Magico sul chi fosse la più bella del reame si sente rispondere che non e’ più lei ma la giovane e innocente Biancaneve.

Furiosa dall’invidia ordina ad  un cacciatore di ucciderla e poi portarle il suo cuore in uno scrigno come prova della sua morte.

Il cacciatore ,commosso e impietosito dalla ragazza, non riesce ad ucciderla e la lascia scappare nella foresta dove  si rifugia in una casetta che decide di ripulire ed ordinare nella speranza che i suoi abitanti al loro ritorno le consentiranno di restarci.

Gli abitanti della casetta sono sette nani che, una volta ritornati a casa dalla miniera di diamanti dove lavorano, acconsentono ad ospitarla conquistati dalla sua dolcezza.

Molto presto la Regina scopre che la sua rivale è ancora viva ,quindi decide di ucciderla da sola architettando uno stratagemma che la vede protagonista.

Travestita da una vecchia si reca da un’ignara Biancaneve, la quale innocentemente accetta la mela avvelenata che questa le dona.

Dopo un solo morso Biancaneve cade in un sonno profondissimo e tutti la credono morta.

La strega muore subito dopo cercando di scappare dai nani inferociti e per Biancaneve non sembrano esserci speranze.

Viene posta in una bara di cristallo ma la sua salvezza arriva molto presto con il ritorno del Principe Azzurro che, riconoscendola , la strappa all’incantesimo con un bacio.

La particolarità dell’approccio Disney ,nel monopolizzare e rimaneggiare le favole di origine europea “americanizzandole”, cioè rendendole maggiormente  fruibili dal pubblico moderno senza incorrere nella censura, sono molto presenti in Biancaneve, che differisce dalla fiaba originale in punti che mettono molto bene in evidenza queste dinamiche.

Assistiamo prima di tutto ad un “alleggerimento” di alcuni contenuti evidentemente quasi macabri e di conseguenza poco diretti a spettatori su cui si desiderava fare presa più tramite le immagini ,la magia dei colori e le musiche, che dal contenuto stesso.

Nella versione originale per esempio,la figura della Strega-Regina una volta ricevuto il cuore di Biancaneve , a seguito dell’aver commissionato la sua uccisione ad opera del cacciatore, si nutre di esso.Passaggio non certo riportato nel film.

Inoltre ,sempre la Strega-Regina, riesce a consegnarle la mela avvelenata solo a seguito di due tentativi falliti fatti sotto mentite spoglie e la sua morte  avviene per mezzo di una tortura: al matrimonio di Biancaneve viene costretta a calzare scarpe di ferro roventi e a ballarci fino alla fine.

Nella versione Disney c’è una scena più soft in cui essa rimane schiacciata sotto un masso durante fuga dai nani.

La stessa figura della Strega-Regina appare diversa tanto che inizialmente incorse anche in alcune critiche poiché  essendo caratterizzata in maniera fortemente negativa (nel libro era una bellissima regina) tale da poter fare paura ad un bambino, ma comunque coerente con i principi Disney secondo i quali la distinzione fra i buoni e i cattivi, fra il male e il bene, doveva essere nettissima anche nelle immagini e soprattutto nei colori ( le scene in cui la Regina interagisce con il suo Specchio Magico sono rese con colori scuri e spaventosi in atmosfere inquietanti che non lasciano dubbi alla comprensione del suo personaggio).

Un’altra grande caratteristica introdotta nella versione Disney è l’inserimento dei cosiddetti co-protagonisti  , cioè personaggi che nella versione riadattata vengono dotati di grande di grande personalità  ricoprendo un ruolo quasi decisivo nella storia, inoltre costituiscono l’occasione per creare gang ed aggiungere passaggi esilaranti,  che risultano tanto utili al conseguimento dell’obiettivo piacevolezza del film.

Nel caso di Biancaneve c’è la forte caratterizzazione delle figure dei nani i quali diventano molto più importanti e significativi e vengono realizzati a seguito di uno studio ragionato.

I loro nomi vengono scelti in gruppo di circa 50 possibilità e modellati sulla base delle caratteristiche che i personaggi avrebbero assunto, quindi :

Dotto (Doc,dottore) affetto da divertenti problemi di pronuncia,

Brontolo (Grumpy, scorbutico) inizialmente infastidito dalla presenza di Biancaneve ma poi in realtà buonissimo,

Gongolo (Happy,contento) sempre felice e in vena di scherzi,

Mammolo (Bashful, cioè timido) diventa rosso di continuo,

Pisolo (Sleepy, sonnolento) sempre in vena di riposini,

Eolo (Sneezy, da sneeze starnuto)  dagli starnuti fragorosi

Infine Cucciolo (Dopey “addormentato” nel senso che non e’ troppo furbo)è il più giovane ma è calvo.Si decise di renderlo muto poiché non fu mai trovata una voce adatta a lui.

I nani sono molto presenti e decisivi nel ruolo di accogliere e difendere Biancaneve ; infine molto coinvolti anche nel suo triste destino.

Il Principe è anch’esso più presente in quanto compare sin dall’inizio ,innamorandosi perdutamente di Biancaneve e giurandole amore fin dalla prima scena.

Inoltre viene considerato l’eroe  poiché con un bacio salvatore libera la sua amata dall’incantesimo generato dalla perfida strega.

Questo finale ,molto romantico e dolce, non corrisponde affatto a quello tradizionale in cui la salvezza di lei avviene in modo fortunato ma “accidentale” in una circostanza diversa.

Il Principe infatti, nota Biancaneve per la prima volta  mentre già giace apparentemente morta nella bara di cristallo vegliata dai nani.

A questo punto ,catturato dalla sua bellezza, implora i nani di poterla portare nel suo castello per ammirarla in eterno  ed essi toccati dalla sua devozione accettano la richiesta.

Nel mentre viene trasportata, uno dei servitori del Principe inciampa su una radice facendo ruzzolare la bara.Durante la caduta il torsolo avvelenato esce dalla bocca di lei riportandola in vita.

Il finale, come già menzionato, che vede la Regina-Strega  morire nelle torture, è comprensibilmente anch’esso poco in linea con l’idea di creare una favola che sia prima di tutto uno show e che dia 83 minuti di vero intrattenimento.

A questo proposito è importante fare riferimento anche alla cura e al ruolo che la colonna sonora riveste poiché rende il film un musical animato accompagnando le diverse scene con musiche perfettamente in armonia con i sentimenti suscitati nei vari passaggi.

Il film fu il primo ad avere un album con colonna sonora originale di cui solo otto delle venticinque canzoni realizzate vennero effettivamente utilizzate.Sempre per la colonna sonora ottenne anche una candidatura al premio Oscar.

La cura delle immagini e dei colori  è importantissima e, secondo l’ottica Disney, essenziale per avere presa sul pubblico, che doveva venire eccitato e stimolato.

Biancaneve e sette nani ottenne un incredibile successo di pubblico e di critica ,risultando nel 1938 il film con i maggiori incassi e  costituisce un punto di riferimento imprescindibile  poiché è un prezioso esempio d’analisi del modo in cui si sono modellate ed evolute le varie forme di lungometraggi d’animazione.

Inizialmente fu fortemente criticato e la sua concreta realizzazione ebbe vita difficile in quanto tutta l’industria cinematografica di Hollywood lo definì “la follia di Disney”.

Il costo complessivo fu di 1 milione e mezzo di dollari che per il 1937  era una cifra astronomica, inoltre impiegò tre anni di duro lavoro e, secondo le fonti ufficial,i furono impiegati 32 animatori,102 assistenti,167 intercalatori,20 scenografi,25 artisti dell’acquerello per dipingere gli sfondi,65 animatori per gli effetti e 158 pittori.

Furono realizzate 2 milioni di illustrazioni usando 1500 tonalità di colori diversi.

Il risultato ripagò ampliamente gli sforzi fatti.

Biancaneve e i sette nani rimane  un’opera molto rappresentativa ,oltre che per il modello di qualità narrativa che costituisce ,anche come strumento d’analisi per cogliere la modalità  con cui egli ha inaugurato una tendenza che per anni ha influenzato l’industria del film fiaba.

Tra i disegnatori di cartoni infatti, Disney fu  il primo a trasformare il film di fiaba in una vera istituzione per mezzo del cinema.

Si potrebbe affermare  che egli fosse ossessionato da tale genere poiché in fondo gli ricordava la sua vita e le dure condizioni della sua infanzia ,dalle quali si era salvato per mezzo della creatività , elemento liberatorio e salvifico.

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