Si svolgerà a Lucca sino al 6 gennaio la mostra dedicata al pittore veneziano.

La mostra dell’autunno della Fondazione Ragghianti, dedicata al pittore veneziano Bernardo Bellotto (1722-1780), nipote di Canaletto, è al contempo un grande evento espositivo e una mostra di studio, presentandosi come un’occasione unica per ammirare alcune opere preziosissime e rare mai viste insieme, tra cui il più importante dipinto della storia avente come soggetto la città di Lucca, capolavoro di Bellotto, e 5 suoi disegni, sempre di soggetto lucchese, prestati straordinariamente dalla British Library di Londra, già di proprietà del re Giorgio III d’Inghilterra e poi di Giorgio IV.

La mostra illustra il viaggio in Toscana di Bernardo Bellotto, uno dei temi più affascinanti del vedutismo settecentesco. L’artista riceve la propria formazione nello studio di Canaletto quando quest’ultimo è al culmine della sua fama, alla fine degli anni Trenta. L’eredità del maestro è alla base di tutta la sua opera, ma non appena il giovane Bellotto inizia a viaggiare fuori da Venezia – e il soggiorno in Toscana è il primo e fondamentale a questo riguardo – sviluppa il proprio stile espressivo in maniera originale.

Per avere uno sguardo contemporaneo sul celebre quadro di Bellotto su piazza San Martino sono stati chiamati 2 giovani fotografi partecipanti al Photolux Festival di Lucca (16 novembre – 8 dicembre), Jakob Ganslmeier e Jacopo Valentini, ospitati in residenza alla Fondazione Ragghianti. Alla fine del percorso della mostra saranno esposti i loro lavori, realizzati negli stessi luoghi che Bellotto vide nel 1740.

Accompagnerà la mostra un catalogo, pubblicato da Silvana Editoriale ed Edizioni Fondazione Ragghianti Studi sull’arte, realizzato dalla curatrice, con nuove e inedite ricerche storiche e archivistiche svolte per questa esposizione.

Mostra a cura di Bożena Anna Kowalczyk; allestimento di Daniela Ferretti; con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca; main partner Banco BPM.

Per ulteriori informazioni e orari, visita la pagina ufficiale.

Enrico Ruocco

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