Conosciuta come Rael Uchiha (o Rael89), Chiara è una ragazza romana di 30 anni laureata in Archeologia; da poco tempo si è trasferita nel Nord Italia dove attualmente vive e lavora. Fin da bambina ha sempre avuto un grande amore per la cultura giapponese e il mondo dei manga, anime e videogiochi; la passione per il cosplay nasce molto presto, nel 2004, quando con un gruppo di amiche andò per la prima volta ad una fiera del fumetto: da allora non ha mai più smesso di farlo.

In questi 14 anni di “onorata carriera” Chiara ha visto il mondo del cosplay cambiare sempre di più sotto i suoi occhi; parte del merito lo attribuisce ai social network, che hanno decisamente accorciato le distanze, ma ammette che il motore principale di questa evoluzione è stato l’allargamento del numero dei suoi partecipanti. Di conseguenza, aumentando il bacino dei possibili consumatori, sono emerse anche nuove risorse e possibilità: è cresciuto il numero delle fiere ed eventi, localizzati un pò in tutto il territorio nazionale, per permettere a tutti di praticare il proprio hobby in più di un’occasione all’anno; hanno iniziato a prendere sempre più piede i siti di vendita online con i loro infiniti annunci di costumi e parrucche; sono nate nuove figure professionali legate al cosplay, dalla sarta al prop maker al fotografo professionista, che hanno trovato una linfa vitale nella volontà dei cosplayer di apparire sempre al meglio perché, di fatto, oggi si mette la propria “faccia” in rete. Insomma, divertirsi ok ma mettiamoci anche tanto impegno per creare qualcosa di spettacolare: ecco come è far cosplay nel 2020.

Oggi come oggi secondo Chiara si può parlare a tutti gli effetti di una Industria nata attorno al cosplay: ed è una vera e propria rivoluzione se si pensa ai primi anni 2000, quando di fiere ce ne erano tre all’anno e ci si ritrovava in piccole comunità. All’epoca ci si accontentava di costumi fatti in casa e non si dava la stessa importanza di oggi a parrucche e lenti colorate; gli scatti di quegli anni sono tutti foto ricordo perchè non esisteva proprio l’idea di “photoset a tema”. L’aspetto esteriore della comunity è cambiato ma sicuramente non il cuore.

Se lei dovesse descrivere il cosplay in poche parole direbbe che è “un modo per evadere dalla realtà di tutti giorni: un hobby creativo fatto per testare i tuoi talenti e indossare i panni del tuo personaggio preferito.” Per lei il punto focale del cosplay è l’interpretazione del personaggio scelto e l’obiettivo primario è cercare di assomigliarci il più possibile: per questo motivo non si dedica quasi per nulla agli original cosplay, ai gijinka o ai genderbend. Al contrario, preferisce proporre più versioni dello stesso personaggio: un metodo questo per sviscerare maggiormente il carattere del suo beniamino, collocandolo in situazioni ed ambientazioni diverse che possano anche metterla alla prova; ed è anche un buona scusa per organizzare ogni volta un gruppo cosplay. Il pregio maggiore di questo hobby sta infatti nella condivisione delle tue passioni con altre persone: andare in fiera ti permette di incontrare nuove conoscenze e, col tempo, di tirare su amicizie durature. Chiara crede che il divertimento stia non soltanto nel momento della fiera ma anche nella fase organizzativa pre-evento e nel post, quando ti ritrovi sui social network a commentare i ricordi e le foto fatte con gli amici; e in questo senso, come già anticipato, Facebook&co. hanno dato un bel contributo!

Al giorno d’oggi Chiara ritiene che la fotografia cosplay sia il miglior mezzo attraverso cui dar vita ai suoi personaggi: per questo motivo dedica una grande attenzione all’organizzazione dei set curandone ogni particolare, dalla location alla scelta di un fotografo che abbia lo stile più consono a quello che cerca. Inoltre, realizza vari accessori per arricchire la scena e contribuire all’immersione del personaggio nel suo habitat; il suo obiettivo è raccontare una storia attraverso i suoi scatti.

Chiara non è una cosmaker eppure non si sente sminuita nel suo “essere cosplayer”: le ritiene due cose del tutto separate. In passato si è anche dedicata alla realizzazione di interi cosplay da zero, consigliata ed aiutata da amiche più esperte; il divertimento principale secondo lei sta anche nell’ingegnarsi sul miglior modo per rendere nella realtà un particolare che funziona solo nella finzione cartacea/animata. Ancora oggi quando può si mette a realizzare qualcosina ma ammette che “non c’è niente di male nel commissionare o comprare i propri costumi, soprattutto quando non si ha la possibilità di farseli da soli.”

Emblematico per descrivere la carriera da cosplayer di Chiara è sicuramente il suo cosplay di Ino Yamanaka, che si è evoluto nel corso degli anni assieme a lei: la sua versione del personaggio nel 2007 era decisamente meno dettagliata rispetto al risultato che è arrivata ad ottenere nel 2019, dopo aver realizzato completamente da sola ogni particolare del costume e aver migliorato anche la resa fotografica grazie a tanti anni di esperienza sulle spalle. “Il cosplay mi ha aiutato anche a maturare come persona.” ammette infine. “Da adolescente ero molto insicura sul mio aspetto e sulle mie capacità: detestavo farmi fare delle foto perchè mi sentivo a disagio e mai avrei creduto di poter costruire qualcosa di decente; infatti agli inizi ero proprio una frana in tutto! Ma con il tempo, tentando e ritentando, supportata dagli amici, ho piano piano capito che mi sbagliavo; e oggi posso dire che sono davvero fiera dei risultati che ho raggiunto.”

Per conoscere ancor meglio la creatività di Chiara, vi invitiamo a visitare i suoi profili:
https://www.instagram.com/_rael89/?hl=it
https://www.deviantart.com/rael-chan89

Gianluca Falletta

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