Goldrake, un anime che ha segnato una generazione come spiega l’autore Claudio Morici nel presentare il suo nuovo consigliatissimo romanzo:

“Direi che anche Goldrake l’ho vissuto sulla mia pelle. Non sarei quello che sono senza di lui, proprio come milioni di altre persone della mia generazione. Il fatto è che ha sostituito le favole della nonna davanti al fuoco e gran parte dell’interazione con i nostri genitori (i primi nella storia a piazzare i figli davanti la tv). Per scrivere il romanzo ho studiato tutte le puntate. Actarus parla come noi, i suoi atteggiamenti nei confronti di tematiche come la guerra, la diversità, gli affetti, ci appartengono di default. Come dire: è successo qualcosa quando eravamo bambini. La mia intenzione era riprendere questo qualcosa come metafora, ma anche svelarlo nella sua realtà causa-effetto, per comprendere i meccanismi di finzione del presente.”

Tokio, 2076. Anche se sei un pilota di robot di fama internazionale, la routine lavorativa alla lunga pesa. E Actarus, dopo anni che deve battersi contro i mostri di Vega anche tre quattro volte a settimana, di certe cose comincia un po’ a stufarsi. In Istituto, i colleghi ormai passano più tempo in chat che a preoccuparsi della guerra intergalattica. Il Dottore non perde occasione per sparargli le sue interminabili tirate sul futuro della razza umana, con la sua costante espressione di grande dignità. E sempre con quella noiosa sigla in sottofondo.

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