Puntuale come le tasse, ritorna la serie più cult del fumetto italiano dai tempi de Il Signor Bonaventura! Altro che indagatori dell’incubo e ratti in calzamaglia, rangers con l’alzheimer e ladri in pigiamino nero, lupi dall’improbabile manto azzurro e streghette zoccoleggianti… il futuro è di Brullonulla, Sbranzo, Zippi Zappi, e dell’allegra combriccola di dementi partorita dalla mente del più grande autore vivente (del condominio in cui abita, perlomeno): Davide Berardi in arte Daw. In questo numero, doppia razione di dottorato, con un Brullo scatenato alle prese con strane, nuove forme di discriminazione. “A” come Ignoranza volume quarto di Daw,  Brossurato 15×21 cm – 56 pagine b/n – 7 euro. Disponibile da dicembre 2009 e in antemprima a Lucca Comics & Games 2009!
 

Bergamasco, artista poliedrico con l'hobby della consegna della posta, Daw è dotato di un umorismo graffiante e sopra le righe e di una naturale bellezza fisica che non esita a esibire su richiesta. Sul suo blog, accuratamente aggiornato con lenta irregolarità, ha narrato le vicende di personaggi più veri del vero, che sono già diventati oggetto di culto da parte di seguaci adoranti. Ospite fisso di Gazzenda (RCS) e di altre amene riviste per donne in carriera, sfoga le ripetute violenze subite da bambino in variopinti giornaletti di cui è l’autore.

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