“E' un perdente ma non si da' mai per  vinto e continua a combattere”. 75 anni ma non li dimostra. Paperino rimane uno dei personaggi più amati dei fumetti. In fin dei conti pensare a Paperino fa piacere. Ha un so che di consolatorio nella routine quotidiana sfogliare le pagine dei fumetti con le sue storie. Perché Paperino è quasi sicuramente più sfortunato di noi e così non può non farci sorridere o tirarci su di morale. E oggi, il nostro consolatore, il papero facile all'ira ma dal grande cuore, perennemente “in bolletta” e vessato dallo Zio Paperone festeggia i suoi primi 75 anni d'età. Sì, perché Donald Duck faceva il suo ingresso nel mondo Disney il 9 giugno del 1934.

La storia di cui fu protagonista la prima volta era “La gallinella saggia” un cartone animato di alcuni minuti in cui emerge già il papero che noi tutti conosciamo. Ma certamente l'evoluzione c'è stata eccome, grazie ai tanti disegnatori e sceneggiatori che lo hanno fatto vivere fino ad oggi. Così si arriva al Paolino Paperino dei giorni nostri. Tanto che fin dai primi anni il simpatico papero affiancò come notorietà il topo simbolo dei personaggi a fumetti Disney: Mickey Mouse. Anzi, a dirla tutta, in Europa diventa proprio Paperino il più amato e celebre.

Paperino ineguagliabile per la sua pigrizia e per i pisolini sull'amaca e sul divano di casa, famoso per il suo look sempre uguale con la sua blusa da marinaio, buffo sulle strade con una delle auto più amate del mondo, la mitica “313”, nipote vessato dallo zio ricco che lo relega a lucidar monete ma anche zio premuroso nei confronti dei nipotini Qui, Quo, Qua. E infine, anche un po' eroe, visto il suo alter ego Paperinik, personaggio nato dalla fantasia dell'italiana Elisa Penna, da poco scomparsa, considerare a ragion veduta la creatrice spirituale di Paperinik, visto che a lei si deve, nel lontano 1969, l'idea di Paperino nella inedita versione di super eroe mascherato.

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C'è un mondo intero, c'è cultura, c'è Sapere, ci sono decine di migliaia di appassionati che come noi vogliono crescere senza però abbandonare il sorriso e la capacità di sognare.
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