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Come ti trasformo la trama di Star Trek in bufala

Può il nostro corpo viaggiare a curvatura, come si vede in Star Trek? La risposta è fornita da uno studio pubblicato sull’American Research Journal of Biosciences e accettato da altri tre giornali scientifici americani, che spiega nel dettaglio come un tentativo di viaggiare a quelle velocità possa avere conseguenze devastanti e impreviste sulla fisiologia umana. In realtà, però, la ricerca è la trama, dell’episodio di Star Trek:Voyager: Oltre il limite.

L’episodio racconta di quando il pilota della Flotta Stellare Tom Paris, supera la curvatura massima e il suo corpo subisce cambiamenti fisiologici, trasformandosi in una creatura simile a un uomo-lucertola. Stessa sorte riguarderà anche Kathryn Janeway.

 

Il titolo dell’articolo è: Rapid Genetic and Developmental Morphological Change Following Extreme Celerity scritto da Lewis Zimmerman (pseudonimo, preso da un medico, facente parte dell’universo di Star Trek), che evidenzia come “l’estrema velocità, un fattore ambientale raramente considerato, può produrre cambiamenti nello sviluppo sorprendentemente rapidi nella morfologia dei mammiferi. Due soggetti umani sono stati esposti alla massima ipervelocità ed esaminati”, continua l’autore. “Le risposte fisiche alla velocità divennero evidenti solo nelle osservazioni successive”. Si legge che, subito dopo aver raggiunto curvatura massima, ci sarebbe uno iniziale stato di sonnolenza e nel giro di poche ore, una riduzione dell’attività neurale. Nelle 96 ore successive, avverrebbero i cambiamenti  più evidenti: con la formazione di uno strato di nuove cellule con aumento del tasso di mutazioni genetiche. La fertilità non dovrebbe risultare compromessa.

Tutto ciò è reso possibile perché, le cosiddette  riviste predatorie, sono un modello di business che prevede la pubblicazione, open access, di articoli scientifici dietro compenso senza fornire i servizi e il controllo. Si tratta di riviste contraffatte che riproducono l’aspetto delle riviste online legittime, con l’obiettivo di fare soldi facili, si legge su Space.com in cui il bibliotecario Jeffrey Beall, dell’Università del Colorado, pone l’attenzione sul problema.

Zimmerman, che nella vita reale è un biologo con 30 anni di esperienza, ha riferito a Space.com che l’American Research Journal of Biosciences voleva 749 dollari per pubblicare il suo articolo, salvo poi accettare la controfferta, di 50 dollari.

 

Maria Merola
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Categories:   Cinema & Tv

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