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The Last Duel, il nuovo film di Ridley Scott

Prodotto da 20th Century Studios e diretto dal visionario regista Ridley Scott, The Last Duel è un’appassionante storia di tradimento e vendetta ambientata nella brutalità della Francia del XIV secolo. Basato su eventi realmente accaduti, questo film storico esamina ipotesi a lungo sostenute sull’ultimo duello autorizzato dalla legge nella storia della Francia, avvenuto tra Jean de Carrouges e Jacques Le Gris, due amici diventati acerrimi rivali.

Il cast di The Last Duel comprende il vincitore dell’Oscar Matt Damon (Will Hunting – Genio ribelle, Le Mans ’66 – La grande sfida); il due volte candidato all’Academy Award® Adam Driver (Storia di un matrimonio, BlacKkKlansman); la vincitrice dell’Emmy® Jodie Comer (Killing Eve, Free Guy – Eroe per Gioco); e il due volte premio Oscar® Ben Affleck (Argo, Will Hunting – Genio ribelle). Il film è diretto dal regista candidato a quattro Academy Award® Ridley Scott (Sopravvissuto – The Martian, Black Hawk Down – Black Hawk Abbattuto, Il Gladiatore, Thelma & Louise). La sceneggiatura è firmata dalla candidata all’Oscar® Nicole Holofcener (Copia originale) & Ben Affleck & Matt Damon, ed è basata sul libro di Eric Jager. Il film è prodotto da Ridley Scott, p.g.a., Kevin J. Walsh, p.g.a. (Manchester by the Sea), Jennifer Fox, p.g.a, (Lo sciacallo – Nightcrawler), Nicole Holofcener, p.g.a., Matt Damon, p.g.a., e Ben Affleck, p.g.a.; mentre Kevin Halloran (Le Mans ’66 – La grande sfida), Drew Vinton (Promised Land) e Madison Ainley (Justice League) sono i produttori esecutivi.

Il cast del film comprende inoltre Harriet Walter (Espiazione, Ragione e Sentimento), Marton Csokas (Le Crociate – Kingdom of Heaven, Alice in Wonderland), Nathaniel Parker (The Inspector Lynley Mysteries), Adam Nagaitis (The Terror) e Alex Lawther (Vi Presento Christopher Robin) nel ruolo di Re Carlo VI.

 

Francia, XIV secolo. Quando una nobildonna accusa il migliore amico di suo marito di averla violentata, il destino di tutti e tre dovrà essere deciso in un duello all’ultimo sangue. Narrato da tre prospettive differenti, The Last Duel racconta le storie di Jean de Carrouges (Matt Damon), un esperto e ambizioso cavaliere proveniente da una famiglia rispettata, che lotta per ottenere il potere e migliorare la propria posizione; del formidabile Jacques Le Gris (Adam Driver), uno degli individui più amati a corte, accusato di questo crimine indicibile; e di Marguerite de Carrouges (Jodie Comer), un’eroina in anticipo sui tempi che rischiò la propria vita per difendere la verità.

Costruito attorno alla storia di questa donna straordinaria, The Last Duel esplora temi come il potere e la sopravvivenza, e analizza le forze culturali che cospirarono per distorcere la verità. Pur condividendo le stesse esperienze, questi personaggi vivevano in mondi diversi… ma la verità era soltanto una. “Sapevamo che si trattava di una storia incredibile, ma volevamo riuscire a raccontarla in un modo che la rendesse davvero interessante”, afferma Matt Damon. “E così, abbiamo avuto l’idea di raccontare il film attraverso diverse prospettive. Si tratta di una sorta di specchietto per le allodole: per due terzi del film, crediamo che i protagonisti siano questi due uomini, ma alla fine scopriamo che questa donna era in realtà l’eroina di tutta la storia”.

Il libro di Eric Jager “The Last Duel: A True Story of Crime, Scandal, and Trial by Combat in Medieval France”, pubblicato nel 2004, fa rivivere il turbolento Medioevo con straordinaria accuratezza. Quando l’etichetta, le aspirazioni sociali e la giustizia erano guidate dai codici cavallereschi, le conseguenze dello sfidare le istituzioni del tempo – la Chiesa, la nobiltà di corte, un re adolescente – potevano essere gravi. “Si trattava di un crimine orribile, ma se Jean avesse perso il duello, lui e Marguerite sarebbero stati condannati a morte, pur non avendo commesso alcun crimine”, afferma Nicole Holofcener. “Lei era la vera vittima, ma furono l’ego e l’orgoglio di questi due uomini (Carrouges e Le Gris) a scatenare il duello”.

Per una donna che si faceva strada in questi tempi violenti, che non aveva alcuna posizione giuridica senza il supporto del marito, la posta in gioco era ancora più alta. “Abbiamo scoperto che molti aspetti del patriarcato formale e codificato dell’Europa occidentale del XIV secolo sono ancora presenti in modo residuo (e in alcuni casi quasi immutato) nella società di oggi”, afferma Ben Affleck. “Volevamo esaminare il modo in cui le istituzioni, l’acculturazione e le norme sociali ebbero (e continuano ad avere) un effetto incredibilmente profondo sulla società, spingendo la popolazione a dare credito soltanto al punto di vista di determinate persone”.

Il film è basato sulle dettagliate ricerche svolte da Jager, il quale ha trascorso 10 anni a rintracciare, tradurre ed esaminare documenti storici vecchi di secoli, che comprendevano cronache storiche, documenti legali, atti di proprietà, ricevute per l’acquisto di attrezzature militari, piani architettonici e mappe storiche. “Negli archivi, ho trovato documenti ‘nuovi’ che in passato erano stati completamente trascurati oppure menzionati soltanto in fonti sconosciute. Sembrava che gli storici e gli studiosi non fossero a conoscenza di quei documenti”, afferma Eric Jager. “Quello che gli storici e gli studiosi di giurisprudenza sostenevano da secoli, ossia che Marguerite si fosse sbagliata o, in alcuni casi che avesse mentito, non mi sembrava potesse essere la verità”.

Uomini come Jean de Carrouges e Jacques Le Gris erano gli eroi delle loro storie, ma dal punto di vista storico si trattava di narratori assolutamente inattendibili. Il punto di vista di Marguerite è essenziale e offre una necessaria correzione al modo in cui gli uomini vedevano se stessi e il mondo che li circondava, che non veniva mai messo in dubbio. Matt Damon, Ben Affleck e Nicole Holofcener hanno collaborato alla scrittura della sceneggiatura: ognuno di loro si è occupato di scrivere le prospettive di Carrouges, Le Gris e Marguerite, rispettivamente, per assicurarsi che la storia catturasse in modo efficace le voci dei tre personaggi. Holofcener spiega: “Ho deciso di prendere parte a questo progetto perché Matt e Ben non sono donne. Non dubito che siano in grado di scrivere personaggi femminili fantastici, come fanno anche tanti altri sceneggiatori maschi, ma penso di essere riuscita ad arricchire il film con la mia prospettiva femminile, fornendo uno sguardo diverso e anche una voce diversa”. Le riprese di The Last Duel si sono svolte in numerose location mozzafiato della Francia e dell’Irlanda: hanno avuto luogo dal 14 febbraio al 12 marzo 2020 in Francia, e dal 4 settembre al 23 ottobre 2020 in Irlanda. Alcuni dei castelli più maestosi e meglio conservati della Francia hanno ospitato le vicende di questa coinvolgente storia dopo essere stati riportati al loro splendore medievale originario da un team di artigiani di talento, che comprendeva il direttore della fotografia candidato all’Academy Award® Dariusz Wolski, ASC (Notizie dal Mondo); lo scenografo candidato all’Oscar® Arthur Max (Sopravvissuto – The Martian); la montatrice premiata con l’Oscar® Claire Simpson (Platoon); la costumista premiata con l’Academy Award® Janty Yates (Il Gladiatore); e il compositore Harry Gregson-Williams (Mulan).

Filmmaker acclamato per il suo stile visivo caratteristico e il suo sguardo cinematografico unico nel suo genere, Ridley Scott è noto per la sua spettacolare regia a 360°, che impiega numerose macchine da presa per filmare ciascuna scena. “Per me è stato davvero entusiasmante assistere al particolarissimo stile di ripresa di Ridley, che impiega molteplici macchine da presa per catturare l’azione in due parti distinte, riuscendo a far sembrare che si svolga simultaneamente”, afferma Affleck. “A seconda della direzione in cui le macchine da presa erano puntate, c’era un’incredibile quantità di energia sul set. Non sapevi in quale momento saresti stato ripreso dalle telecamere e questo ha creato un senso di urgenza e immediatezza davvero grandioso”.

Jodie Comer aggiunge: “È importantissimo che, assistendo a ciascuna prospettiva, il pubblico creda ciecamente a qualsiasi personaggio stia raccontando la storia in quel momento, e questo è stato davvero divertente. Era anche un po’ frastornante, perché a volte ci trovavamo a girare tre prospettive diverse nell’arco della stessa giornata”.

Per assicurarsi che il film fosse sempre fedele alla storia di Marguerite, lo studio ha ingaggiato la intimacy coordinator Ita O’Brien (Sex Education) nel corso delle riprese principali e i filmmaker si sono avvalsi della consulenza di alcune organizzazioni che lavorano direttamente con persone che hanno subito violenze sessuali. “Dopo che Marguerite viene violentata, il suo mondo cambia per sempre”, afferma Holofcener. “Non aveva nessun diritto, nessun controllo e nessun potere”. Damon aggiunge: “Ci sembrava che la sua storia fosse l’unica che valesse la pena raccontare: volevamo mettere in luce l’incredibile coraggio che mostrò sotto pressione, mentre veniva interrogata e umiliata in quel modo. Nonostante la cultura e la società fossero contro di lei, non si arrese mai e continuò a raccontare la verità su ciò che le era accaduto”.

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