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Suicide Squad – Rec. 03

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Terzo punto di vista sul film Suicide Squad, dopo la recensione di Lorenzo Generali e quella di Eleonora Lucheroni, ecco l’approfondimento sul nuovo film dei cattivoni DcComics by Sara Ashira Vivian.

Mi dispiace per i fan accaniti DC che si aspettavano  qualcosa di diverso – che cosa poi? – ma il film funziona e diverte. Partiamo dalla premessa che stiamo parlando di un film blockbuster e non certo di un film d’Essai; ricordiamoci che stiamo parlando di un cine-fumetto dove esplosioni e battute sagaci sono più importanti della trama in sé. E in quest’ottica, Suicide Squad funziona perfettamente: personaggi irriverenti, ognuno con la propria storia personale, coalizzati forzatamente contro una super cattiva.

La trama in sé è semplice: Amanda Waller, una donna che lavora per il Governo Americano incontra la dottoressa June Moone, archeologa divenuta tramite di una Creatura antica dai poteri sconvolgenti conosciuta come “Incantatrice”.  Possedendo il cuore dell’Incantatrice, la donna riesce ad avere il comando sulla potente strega e da qui ha l’idea di creare una squadra di galeotti dalle capacità superiori alle media per poter rispondere a eventuali attacchi da parte di altri supereroi fuori controllo, come era successo in “Batman vs Superman”. Ovviamente i criminali non sono disposti ad aiutare il Governo, ma quando l’Incantatrice riesce a sfuggire al controllo di Amanda, viene loro iniettata una capsula che gli impedisce di scappare o di rifiutarsi di collaborare, pena la morte. Mandati quindi in missione contro la strega furiosa che si sta già muovendo per distruggere il mondo, sono costretti a combattere e proteggere il loro stesso aguzzino: il militare Rick Flag, che comanda la missione suicida.

In un’epoca di  “sfumature di  grigio” non può non funzionare il fenomeno “Suicide Squad”. La critica più gettonata è che i “cattivi non sono così cattivi”. Questa critica è innegabile, ma è ciò che rende i personaggi più vicini al pubblico e che permettono di muovere la critica alla politica Americana: chi è il vero cattivo? Chi agisce per mero interesse personale o chi arriverebbe a compiere qualsiasi azione per il “bene comune”’? Particolare la rivisitazione dei personaggi di Harley Quinn e Joker: certamente molto lontani dalle versioni fumettistiche e dalle precedenti interpretazioni del personaggio. Joker è un personaggio marginale in questo film; sappiamo che Leto è furibondo con la Produzione per gli innumerevoli tagli alle sue scene girate, ma è abbastanza evidente che l’intento in questo film era solo quello di “farci assaggiare” il personaggio nella sua nuova forma e non è questo il film dedicato a lui.

Forse una mossa di eccessiva cautela per sondare la reazione del pubblico, forse perché, in effetti, il film si chiama “Suicide Squad” e lo stesso Batman è qui una figura di sfondo. Sicuramente vincente è, invece, la figura di Harley Quinn che diventa qui una figura di donna indipendente e intraprendente. ‘Non che nel fumetto non lo fosse – ricordiamo che lei riesce quasi a uccidere Batman, mentre Joker no – ma la psiche debole della donna completamente succube del suo uomo e in cerca dell’approvazione costante del suo uomo solo per sentirsi ricambiata da lui.’ — > ‘ Non che nel fumetto non lo fosse – ricordiamo che lei riesce quasi a uccidere Batman, mentre Joker no – ma tutto ciò che fa, lo fa per cercare la continua approvazione dall’uomo che ama e da cui viene maltrattata continuamente, mentre nel film questo aspetto è molto latente: si capisce che Harleen è diventata Harley per Joker, ma non agisce più da persona succube, bensì quasi da suo pari.

Non che sia una storia idilliaca come decantata da alcuni: ci sono scene che fanno capire perfettamente che il rapporto tra i due non è “normale”, ma le interazioni tra i due propendono sicuramente per un romanticismo mai visto finora. Degna di nota l’interpretazione di Margot Robbie, che riesce dare comunque spessore a questo personaggio tanto atteso dal pubblico. Domina, però, la scena nuovamente Will Smith, che come detto scherzosamente in altre critiche, “non riesce a smettere di essere Will Smith” e riesce ad esser leader indiscusso della combriccola, ‘dando carisma a un personaggio che non era molto noto prima di questo film se non dai fan più fedeli. Peccato anche aver dato poco spazio al personaggio di Killer Croc, un villain molto amato nei fumetti e qui relegato a ruolo più di spalla, anche se va detto che non sbaglia mai una battuta, nel senso che le sue uscite sono sempre divertenti.

Nel complesso il film funziona: la trama è semplice e lineare e le battute sarcastiche non sono così eccessive dal dover tagliare parti importanti, come invece era capitato nel cine – fumetto rivale “Avengers – Age of Ultron”. Sicuramente fare un film “corale” non è semplice e non c’è spazio per tutti, ma lo spettatore riesce comunque a farsi un’idea del background dei personaggi che interagiranno da lì a poco e di cosa li muove. E il pubblico deve ricordarsi, nuovamente, che sta assistendo a un film che deve divertire e stupire, su cui non ha senso ricamare troppo.

di Sara Ashira Vivian

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