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Star Trek Picard – Stagione 2: Inizio col botto!

Dal 4 Marzo è arrivata su Amazon Prime Video la seconda stagione di Star Trek Picard; la serie che racconta le avventure dell’ Ammiraglio Jean-Luc Picard a vent’anni dalle vicende dell’Enterprise. Dopo un’emozionante prima stagione, incentrata sul rapporto tra Picard e la Flotta Stellare e la sua ricerca della verità per salvare l’Androide Soji da morte certa, ecco arrivare la seconda; che ci riporta alle atmosfere della serie The Next Generation.

La prima stagione infatti, pur mostrandoci vecchie conoscenze care a tutti (Data su tutti, Sette di Nove, ma anche Riker e Troi), non ricalcava troppo le orme della “serie madre”. Si trattava di un racconto a sé, come una sorta di spin-off, in cui la figura di Picard veniva studiata sempre più a fondo. Una stagione molto introspettiva, in cui l’Ammiraglio doveva fare i conti con le sue scelte e le conseguenze che esse hanno avuto. Conseguenze che sono pesate molto, sia per il suo rapporto con Flotta Stellare, sia nei rapporti con i “nuovi amici” Romulani. E poi il suo eterno senso di colpa verso Data. L’amico morto per salvarlo, che lui non ha saputo proteggere e a cui non ha mai detto quanto tenesse a lui. Insomma, la prima stagione di Star Trek Picard, come suggerisce il nome della serie, è stata un grande girotondo intorno alla figura del suo protagonista. Non che la seconda non lo sia, ma l’approccio è differente.

Star Trek Picard Stagione 2: La solitudine di un Ammiraglio

Dal primo episodio di questa seconda stagione di Star Trek Picard, si tende a sottolineare il difficile rapporto tra Jean-Luc e l’Amore. A causa di una serie di eventi, il nostro Capitano (ora Ammiraglio) si trova di fronte alla conseguenza diretta delle sue scelte passate. E si rende conto di essere solo, a quasi 100 anni. Una vita passata tra le stelle, alla ricerca di nuove avventure, circondato da amici fidati e anche da amanti, che però non sono mai arrivate fino in fondo. Anzi, per dirla tutta, con cui lui non è mai voluto arrivare fino in fondo. Le occasioni non gli sono certo mancate, durante TNG. Tutti ricordiamo la sua relazione con Beverly Crusher, ma anche il suo rapporto “che va oltre l’amicizia e oltre la famiglia” con Guinan. E poi ricordiamo anche Nella Daren, Vash, Jenice…potrei continuare per ore. È stato corteggiato persino da Lwaxana Troi, madre di Deanna, durante il suo periodo di calore Betazoide.

Ma ogni volta, la prospettiva di un rapporto a lungo termine spaventava Picard. E ogni volta, egli stesso ha troncato i suoi rapporti. Nell’episodio “Ieri, Oggi, Domani” di TNG, Jean-Luc si è addirittura sposato con Beverly Crusher, per poi divorziare qualche anno dopo. Anche se si tratta di un futuro alternativo mai verificato, l’Ammiraglio ha comunque potuto vedere con i suoi occhi la conseguenza triste della sua debolezza. Ovvero non saper mantenere un rapporto sentimentale. Ma cosa lo ha spinto per quasi un secolo a comportarsi così? Forse lo capiremo in questa Stagione 2 di Star Trek Picard, in cui il leggendario Q in persona affronta “Mon Capitain” sfidandolo a prendere la scelta che non ha mai preso, parlandogli della tristezza della sua solitudine.

Star Trek Picard Stagione 2: Ambientazioni tra il vecchio e il nuovo

Fatte le giuste premesse, e rammentando sempre che la serie si chiama Picard non a caso, analizziamo cosa è cambiato visivamente in questa nuova stagione, almeno nei primi due episodi, rispetto alla precedente.
Come nella stagione passata, anche qui si inizia da Château Picard. Quasi a sottolineare che il protagonista è sempre e comunque lui. Che a differenza delle altre serie dedicate a Star Trek, in cui si narra la storia di un equipaggio, qui le vicende girano solo intorno a una persona. Ma quello che rende questa seconda stagione di Star Trek Picard diversa dalla prima sono le atmosfere quasi nostalgiche. Citazioni a vecchi personaggi (anche dalle altre serie), personaggi che ritornano e ambienti che si ripropongono in una veste migliorata. Possiamo ammirare gli interni della Stargazer e notiamo un lavoro impressionante fatto dagli sceneggiatori per rendere le navi il più simile possibile a quelle di TNG, pur mantenendo un tono più in linea con il nuovo visual-style di Star Trek (quello di Discovery). Fino a oggi infatti, abbiamo assistito a un restyling grafico completo, ma localizzato dentro navi mai viste prima (la Discovery, o la Shenzhou). L’unica nave che abbiamo visto totalmente rifatta da zero è stata l’Enterprise di Pike. Ma lì la modifica era dovuta, in quanto la vecchia Enterprise degli anni ’60 sarebbe stata decisamente fuori luogo.

La plancia della Stargazer

Per la Stargazer di questa nuova stagione di Star Trek Picard però, è stato fatto un lavorone. Gli sceneggiatori sono riusciti a mantenere l’atmosfera di TNG, con una grafica a metà tra il vecchio e il nuovo. Il sistema LCARS è uguale, ma adattato ai schermi dei computer. Gli interni invece restano coerenti con TNG. E poi le divise (descritte anche dal sito TrekMovie): le stesse di Voyager e Deep Space 9. Ovvero la livrea con la tuta nera e il colore sulle spalle, ma il distintivo con l’iconica “A” sopra due linee parallele verticali, esattamente come nell’episodio “Ieri, Oggi, Domani” di TNG. I gradi sempre sul collo, sotto forma di bottoncini neri. Un grande lavoro di fusione tra la coerenza col passato e l’avvento del nuovo.

Cosa dobbiamo aspettarci ora?

Senza fare spoiler, posso dirvi che la trama di questi due episodi torna un po’ a ricalcare alcuni vecchi episodi di TNG. Quasi un ritorno alle origini. Tuttavia, essa mantiene lo stile da “film in più puntate” che hanno un po’ tutte le serie moderne, in cui un’unica trama regge la storia di tutte le puntate. Torneremo mai alla vecchia serializzazione con episodi autoconclusivi legati tra loro da un filo conduttore, ma non dipendenti l’uno dall’altro? Chi lo sa. Qualcuno ha detto che questo stile è oramai fuori moda, qualcun altro ha detto che Strange New Worlds sarà così. A voi come piace di più? Cosa vi aspettate da questa stagione 2 di Star Trek Picard? Sarà quasi biografica come la prima, oppure gli altri personaggi avranno più spazio all’interno dei vari episodi? E non parlo solo di singoli episodi, come avvenuto nella prima stagione. Quindi cosa ci aspetta per i prossimi venerdì? Restiamo sintonizzati e scopriamolo! Per il momento posso solo dirvi…Attivare!

Engage!

 

Roberto Romagnoli

Roberto Romagnoli

Nato sul pianeta Terra nel 1981, ma cittadino dell'universo.
Conosciuto in rete anche come Ryoga777, RyoGa o Ryoga Wonder.
Cantante degli X-Italy, band attiva tra il 2004 e il 2006, prima in Italia a proporre cover degli X-Japan. Successivamente canta anche nei Revolution, altra band italiana ispirata al mondo del Visual-Kei Giapponese e al Glam americano.
Negli anni si è occupato spesso di organizzazione di eventi a tema JRock, Cosplay, Manga e Musica in generale collaborando spesso con l'associazione Japanimation. È stato anche redattore di L33T, programma per ragazzi in onda su Rai 2 e Rai Futura tra il 2006 e il 2007.
Caporedattore e responsabile per l'Italia di Nippon Project e Presidente delle associazioni VK Records (etichetta discografica indipendente) e Steel Music Promotion (media dedicato alla musica e all'organizzazione di concerti)

Gamer incallito.

Il suo lato geek, sopito fino a qualche anno fa, ha cominciato a farsi sentire sempre più prepotentemente. Quindi alla fine ha deciso di aprirsi il suo blog geek robertoromagnoli.com e ha cominciato a scrivere anche su siti a tema gaming e tecnologia, tra cui Akiba Gamers e Stolas Informatica.

Amante di tutto ciò che riguarda la tecnologia, l'informatica, anime e manga, ma innamorato anche di DC Comics e Marvel.

Fondamentalista Trekkie, da quando c'è il covid e non ci si può più stringere la mano, ha trovato la scusa per fare il saluto vulcaniano.

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