Sara Letizia, o per gli amici semplicemente Sara, è una cosplayer del panorama italiano, meglio nota come “Saru Cosplay”. Ragazza di 27 anni riservata, metodica e con una passione smisurata per i gatti e la cartoleria “kawaii”, è stata fin da piccola amante del Bello, dei cartoni animati (tanto da sapere a memoria tutte le canzoni della Disney) e delle più disparate attività creative. Nel corso degli anni ha cercato di canalizzare tali costanti nei suoi hobby e nel suo percorso di studi come storica dell’arte.

Molto del mondo e dell’esperienza relativa al cosplay Saru lo deve a Giancarlo, il fratello maggiore, a cui è fortemente legata. Il nickname scelto, infatti, ha un origine prettamente affettiva: un omaggio diretto al nomignolo affibbiatole proprio dal fratello fin dalla tenera età.

Saru ha avuto la propensione per il travestimento già da bambina, organizzando spesso spettacoli con cambi d’abito e scenografie realizzate ad hoc con le proprie amichette. È stato però solo nel 2010 che ha deciso di buttarsi a tutti gli effetti nell’universo del cosplay. La scelta venne a seguito dell’esperienza del fratello Giancarlo al Lucca Comics and Games 2009: Saru rimase entusiasta ed affascinata nel guardare le foto di tutti quegli splendidi personaggi con ali, spade, vestiti mozzafiato o di cartoni animati della sua infanzia che si aggiravano per un’intera città. Così per l’edizione successiva della fiera venne acquistato il primo cosplay: la divisa di Yui Hirasawa di K-on! – il personaggio anime a cui è a tutt’ora più affezionata.

Fino ad oggi ha realizzato il cosplay di oltre 25 personaggi, appartenenti ad anime, cartoni animati, a videogiochi o di semplici illustrazioni. A questi si aggiungono diversi original, una vera e propria opportunità per Saru. Sono a tutti gli effetti una occasione in cui si può dare libero sfogo alla fantasia e alla propria creatività. Sono principalmente due i cosplay a cui è particolarmente legata. Il primo è ovviamente Yui Hirasawa, in quanto è stato il suo primo cosplay. Segue poi Rinna Mayfield di Shining Resonance per la complessità di realizzazione dell’abito e degli accessori. Non ha una effettiva preferenza a priori nell’acquistare o costruire gli accessori per un personaggio. La scelta finale dipende principalmente da due fattori: dalla qualità e dal costo dei prodotti già pronti disponibili sul mercato oppure, qualora optasse per una realizzazione handmade, dalla fattibilità dell’oggetto stesso.

Come per gran parte delle attività manuali e creative, anche per il cosplay più si fa pratica maggiori sono le possibilità di affinare le proprie capacità e le proprie skills in un determinato ambito. In secondo luogo si può ulteriormente migliorare anche grazie alla voglia di mettersi in gioco e fare gioco di squadra, chiedendo e dando consigli ad altri appassionati. Oltre a grandi artisti quali Nikita Cosplay o Angela Clayton, sono stati punti di riferimento per Saru anche i confronti e i suggerimenti di alcune delle sue amicizie del mondo cosplay, tra le quali Miya_cos (Anna), Mizar Cosplay (Angelica) e Marinyan (Marina).

Negli ultimi anni c’è stata una vera esplosione del fenomeno “Cosplay”, per merito soprattutto della “globalizzazione” di Internet e della diffusione di contenuti attraverso i social network. Se sotto alcuni aspetti si è trasformato come un vero e proprio evento di massa (con i tutti i conseguenti pro e contro), è stato altresì l’input per una maggiore varietà ed inclusività nel settore. Non essendo oramai più un fenomeno di nicchia e riscontrando un gruppo sempre più eterogeneo di appassionati, si sono registrate sempre maggiori declinazioni circa il cosplay. Se per alcuni si tratta solo di un hobby o di un modo per rivedere gli amici, altre persone hanno puntato verso un approccio più lavorativo. In effetti, diventando un fenomeno sempre più conosciuto, la domanda di contenuti a tema cosplay è man mano aumentata e di conseguenza anche l’offerta, spingendo a diversificare le relative proposte. Sono così nate non solo le figure di modelli, ma anche di esperti che mettono a disposizione le proprie abilità per creare su commissione abiti, armi e accessori vari.

Il fare cosplay ha avuto molti risvolti creativi e non solo per Saru anche nella vita quotidiana. Oltre ad essere stata l’occasione per imparare effettivamente a cucire, l’ingegnosità nata assemblando materiali talvolta inusuali o di scarto per creare gli accessori necessari è stata una sorta di stimolo per il “problem solving” di tutti i giorni. La conclusione? Si può arrivare alla soluzione di un problema anche per vie inusuali, facendo ricorso alla propria creatività. Oltre al Cosplay, Sara ha espresso fin da sempre la propria creatività nella danza classica e nel disegno. Amante del makeup, recentemente ha scoperto anche la fotografia ed il lettering, hobby in cui vuole cimentarsi maggiormente.

A coloro che vogliono cimentarsi come cosplayer Saru suggerirebbe loro innanzitutto di DIVERTIRSI non solo quando si indossa un costume, ma anche nel crearlo: divertirsi nello sperimentare.

<<Non c’è un giusto o sbagliato nel cosplay. Si tratta in fin dei conti della reinterpretazione personale di un dato personaggio di fantasia. Non abbiate quindi paura di osare! Allentate la vostra fantasia e lasciatevi trasportare da questa e da ciò che vi circonda: rimarrete sorpresi dal risultato.>>

Se volete approfondire la creatività di Sara vi consigliamo di visitare i suoi profili ufficiali:

Gianluca Falletta
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