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Il Re Leone e il suo significato profondo

Tutti conosciamo la trama del Re Leone, film di animazione della Disney, che ha fatto piangere tante generazioniSimba, non ha una vita facile, già da cucciolo si ritrova a essere erede al trono, il padre muore e suo zio Scar, è un bugiardo e pure un assassino, incolpa il leoncino della morte del padre e lo fa scappare sguinzagliandogli addosso le sue iene. Al suo ritorno, il leone, ormai adulto, dovrà rivendicare un regno in rovina e affrontare lo zio.

Curiosità: si tratta della prima pellicola di casa Disney in cui non compare l’uomo.

Immediato il successo a livello mondiale, la pellicola incassò 951 milioni di dollari e vinse il Golden Globe come miglior film commedia o musicale e quello per la miglior colonna sonora (di Hans Zimmer), per la miglior canzone ‘Can you feel the love tonight‘ firmata da Elton Jonh, come se non bastasse ha ricevuto due nomination per le canzoni ‘Circle of Life‘ e  ‘Hakuna Matata‘.

Al progetto di questo film ha lavorato Jeffrey  Katzenberg, al dipartimento di animazione, (che poi ha fondato, nel 1994, insieme a Steven Spielberg e David Geffen, la DreamWorks SKG) mentre Chris Sanders (regista dei  Croods e Dragon Trainer) si è occupato delle scenografie.

“Essere re vuol dire molto di più che fare tutto quello che vuoi.Tutto ciò che vedi coesiste grazie ad un delicato equilibrio e come re, devi capire questo equilibrio e rispettare tutte le creature: dalla piccola formica alla saltellante antilope. Quando moriamo, i nostri corpi diventano erba, e le antilopi mangiano l’erba, così siamo tutti collegati nel grande Cerchio della Vita!”

Il ‘Re Leone’ è un film amato dai bambini per i vari personaggi, per gli sfondi colorati, per la narrazione semplice e dagli adulti per le tematiche trattate perché è i grado di dare emozioni e di divertire.

La canzone Be Preparated (in italiano Siate Pronti) è cantata da Jeremy Irons (nel ruolo di Scar), Cheech Marin, Jim Cummingse, Whoopi Goldberg (in veste delle tre iene Banzai, Ed e Shenzi), nella versione italiana, scritta da Stefano Jurgens, Stefano Senesi e Carlo Faiello, è cantata  da Tullio Solenghi che interpreta Scar, mentre i ruoli di Shenzi e Banzai sono affidati a Rita Savagnone e Marco Guadagno. Si tratta di una canzone cantata dagli antagonisti del film, e in particolar modo da Scar, che esorta un intero branco di iene a seguirlo nel suo piano di conquista del regno, dopo aver  ucciso Simba e Mufasa.

Scar rovescia la Monarchia, diventando despota, come una sorta di Hitler, quando prende il potere con la forza e osserva dal suo pulpito, dal punto più alto, la marcia nazista delle iene, utilizzando poi le parole di Stalin: seguitemi e non soffrirete più la fame”, una sorta di delirio di potenza, un qualcosa che viene ceduto in cambio del loro aiuto.

Simba (in shwahili, significa leone) è il protagonista del film che crescendo, passa dalla sfrontatezza e spensieratezza adolescenziale “correre in libertà, fare ciò che mi va” e “io sarò un grande re, nemici attenti a voi”, alle riflessioni adulte sulla riconquista del trono, sul senso della vita e, sull’accettazione delle proprie responsabilità.

Con Pumbaa e Timon le paure, la debolezza e i rimorsi vengono allontanati dalla canzoneHakuna Matata‘ (senza pensieri in shwahili). Un nuovo inizio per Simba, che inizia la nuova vita con i suoi nuovi compagni d’avventura, senza regole, ma inquadrando e ponendo al centro, l’importanza dell’uguaglianza delle razze, un leone, un facocero e un suricato: amici.

Nala (dono) e Rafiki (amico), avranno il compito di ricondurre Simba sulla retta via. Nala è la vecchia compagna di giochi di Simba e sua promessa sposa. La leonessa che non accetta che il suo destino sia deciso dal tiranno Scar. ‘Can you feel the love tonight‘,celebra con maestria l’amore che sboccia fra Nala e Simba, il sentimento più forte del mondo che vince sempre.

Rafiki (amico in shwahili) consigliere di Mufasa condurrà Simba in un viaggio interiore carico di significati: il padre non è morto ma vive in lui attraverso i ricordi e le sue azioni. Avendo dimenticato chi è, Simba ha così dimenticato anche suo padre,  ma egli è molto di più, deve solo guardare dentro se stesso e prendere posto nel Cerchio della vita. Per farlo, però, deve ricordare chi era: figlio di Mufasa e vero re.

Mufasa non ha insegnato a suo figlio a fuggire di fronte ai problemi e lasciare soli gli amici e le sue azioni hanno rovinato quello che il padre gli aveva lasciato in eredità, ma i grandi re del passato, attraverso le stelle, vegliano su di lui e Simba deve tornare a reclamare ciò che è suo di diritto!

Si parla di cambiamento come qualcosa di positivo, Simba sa cosa deve fare ma ha paura di affrontare il suo passato. Il gesto che Rafiki  fa, ossia colpire Simba col bastone, ha anch’esso un significato profondo, e mi ricorda molto la saggezza di Yoda ma anche il suo atteggiamento al primo incontro con Luke. Il passato, per quanto doloroso, è appunto tale, passato. Può continuare a far male ma ci sono solo due alternative: scappare o imparare da esso.

Simba torna a casa ma trova il suo regno, diverso, un regno che sta  morendo a causa di Scar, che ha consumato tutte le  risorse senza rispetto per esse, una scena che richiama un importante messaggio ambientale. Ovviamente il bene trionfa sempre e Scar esce  di scena, mentre Simba, sale sulla ‘Rupe dei Re’ lentamente, come consapevole delle nuove responsabilità. Il re è tornato, viva il re!

Oltre a essere dispensatore di consigli è anche un film in grado di risollevare gli animi, a chi non è mai capitato di sentire il peso delle responsabilità e chi non ha mai pensato di fuggire piuttosto che affrontarle? Il Re Leone è anche questo, un maestro di vita.

Maria Merola

Maria Merola

Laureata in Beni Culturali, lavora nel campo del marketing e degli eventi. Ama Star Wars, il cosplay e tutto ciò che riguarda il mondo del fantastico, come rifugio dalla realtà quotidiana. In particolare è l'autrice del blog "La Terra in Mezzo" dedicato ai miti e alle leggende del suo Molise.

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