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Popeye – Braccio di Ferro film

In questo periodo di grandi uscite cinematografiche riguardanti i cinecomic, ossia film ispirati a determinati fumetti, come Thor Ragnarok, Justice League, Valerian la città dai mille pianeti, Atomica Bionda e Kingsman (sì, anche gli ultimi due sono tratte da serie a fumetti), è bello poter ricordare andando indietro nel tempo, che vennero realizzati altri film sempre ispirati sia a fumetti che a cartoni animati, aventi come soggetto anche personaggi o serie famose ma improbabili per un film, un esempio è Flash Gordon oppure He-Man i Dominatori dell’Universo, tanto per citarne alcuni, di cui abbiamo parlato tempo addietro.

 

Il film di oggi è un altro di quelli di cui uno non penserebbe di poterne fare un film Live-Action, il titolo di tale film è Popeye, conosciuto da noi come Braccio di Ferro. Questo film del 1980, oltre ad avere alla regia il famoso Robert Altman, ha segnato l’esordio come attore protagonista  del famoso e compianto attore Robin “Mork da Ork” Williams nei panni del collerico marinaio. Il film è una co-produzione di due grandi Major cinematografiche la Paramount e la Disney, e come ambientazione per le riprese è stata scelta la località di  Mellieħa nell’isola di Malta, dove era stato allestito e costruito il villaggio presente nel film, ma a fine riprese invece di essere smantellato come avviene a ogni termine di ripresa,  è stato mantenuto integro per volere, non solo della produzione ma anche della popolazione, ed è tutt’ora una rinomata meta turistica.

Tutto scorre tranquillo nella cittadina di mare di Sweethaven, i giorni sono tutti uguali tra loro e ormai anche gli scherzi tra marinai sono diventati abitudinari. Ma un giorno questa routine viene spezzata da uno straniero, che pian piano raggiunge il porto di Sweethaven a bordo di una barca a remi, questo giovanottone forzuto si presenta a tutti come Popeye, detto Braccio di Ferro che di mestiere fa il marinaio ed è in viaggio per i sette mari alla ricerca di suo padre Braccio di Legno, scomparso in mare quando lui era in fasce. Mentre cerca di avere informazioni, sperando di trovare traccia di suo padre, viene preso di mira da alcuni abitanti della cittadina, che lo prendono in giro per la sua ingenuità e gli giocano tiri mancini, quasi tutti sotto la supervisione e il beneplacito di Brutus, il vicario braccio destro del misterioso Commodoro, il capo di Sweethaven. Però Braccio di Ferro può contare sull’aiuto e l’amicizia di Poldo, un simpatico pancione goloso di panini imbottiti, anche lui bersaglio preferito di Brutus e la sua marmaglia. Grazie a lui Braccio di Ferro trova alloggio presso una piccola locanda gestita da una simpatica, ma svampita ragazza, di nome Olivia Oyl, fidanzata di Brutus. Una sera Brutus va alla locanda per festeggiare ufficialmente il fidanzamento con Olivia e per dare l’annuncio delle prossime nozze, solo che la futura sposa, decide di fuggire in quanto non contenta né del fidanzamento né delle future nozze, in quanto nessuno aveva chiesto la sua opinione. Mentre sta fuggendo nella notte, si scontra con Braccio di Ferro, chiedendogli aiuto per fuggire lontano da Brutus. Mentre discutono Braccio di Ferro sente il pianto di un bambino, i due  scoprono una cesta con dentro un bambino, Braccio di Ferro ricordandosi quanto è duro essere abbandonati dai propri genitori, decide di tenerselo e di chiamarlo Pisellino. Nel frattempo sopraggiunge Brutus, che accortosi della fuga di Olivia è uscito dalla locanda per cercare la fidanzata, la ritrova insieme a Braccio di Ferro e vedendo che hanno in braccio un poppante, Brutus pensa subito al peggio e accecato dalla furia, picchia Braccio di Ferro scaraventandolo in mare, e rompendo il fidanzamento con Olivia. Da quel giorno, Braccio di Ferro e Olivia cominciano a trascorrere insieme molto tempo come coppia e, non essendo più assillati da Brutus, vivono in relativa tranquillità. Un giorno i due devono assentarsi e Olivia decide di affidare il piccolo Pisellino alle cure di Poldo, che decide di portarselo alle corse dei cavalli. Qui, mentre tutti sono in piena euforia per via delle scommesse, Pisellino  indica un cavallo e convince Poldo a scommettere tutti i suoi soldi, avviene il miracolo, lo sfortunato Poldo vince un sacco di soldi grazie a Pisellino, convinto che il bambino abbia una sorta di potere oppure un tocco magico e seguendo le indicazioni del poppante, Poldo riesce a vincere corsa su corsa scommettendo sui cavalli; ma la fortuna di Poldo non dura a lungo,  sopraggiunge infatti Braccio di Ferro, che arrabbiato riporta a casa il bambino. Brutus intanto ha assistito a tutta la vicenda e convince Poldo con le maniere  forti a rapire il bambino. Poldo, preso dal panico per le minacce del manigoldo, accetta di aiutarlo nel rapimento, e, dopo averlo preso di nascosto da casa di Braccio di Ferro e Olivia, lo porta nella sua barca. Qui Brutus tiene prigioniero il bambino, insieme anche al Commodoro, perché, stufo di prendere ordini da lui, lo tiene segregato affinché gli riveli dove tiene nascosto il suo più “grande Tesoro”. Intanto Poldo, pentitosi del gesto e preso coraggio, confessa tutto a Olivia e Braccio di Ferro, quest’ultimo infuriato si dirige verso la barca di Brutus, qui libera Pisellino e il Commodoro che altri non è che Braccio di Legno, il padre tanto cercato. Dopo essersi riconciliati, i due partono all’inseguimento del manigoldo che ha rapito Olivia servendosene come polizza di assicurazione, dirigendosi verso l’isola della Scabbia, il luogo dove è nascosto il tesoro del Commodoro, luogo rivelato da Braccio di Legno con la promessa di non fare del male a Pisellino.

Brutus arriva all’isola e qui ha un’amara sorpresa, il tesoro altri non sono che la foto, i vestitini e i giocattoli di Braccio di Ferro da bambino, che Braccio di Legno aveva conservato con tanta cura in ricordo del suo amato figlio. Furioso e pieno di rabbia, Brutus libera la sua piovra per mandarla incontro a Braccio di Ferro e i suoi amici sopraggiunti per  liberare Olivia. La forza di Braccio di Ferro non è sufficiente per batterli e presto ha la peggio, per sbeffeggiarlo, Brutus fa ingoiare a forza a Braccio di Ferro un barattolo di spinaci, la verdura tanto odiata dal marinaio, ma qui avviene una sorta di miracolo, dopo aver mangiato gli spinaci, Braccio di Ferro non solo si rinvigorisce, ma la sua forza aumenta a dismisura fino a centuplicarsi e in men che non si dica sconfigge sia la piovra che Brutus, che fugge a nuoto lontano dall’isola, bianco dalla paura. Il bene ha vinto sul male e padre e figlio sono di nuovo insieme.

Nonostante alcune lacune, la storia del film abbraccia quasi fedelmente le avventure di Braccio di Ferro, come anche la super forza che gli scaturisce mangiando spinaci e la voracità di Poldo nei confronti dei panini imbottiti, anche il Make-Up è stato realizzato in modo così fedele da aver reso in carne e ossa dei personaggi di celluloide, ovviamente se messi a confronto, coi mezzi di oggi si sarebbe potuto fare di più e anche meglio, ma visto il periodo in cui è stato girato il film, la disponibilità di budget e anche gli ordini dei produttori per la realizzazione, direi che come prodotto finale non è male, visto che Braccio di Ferro è uscito in un periodo cinematografico in cui i cinecomics, non solo non venivano consideranti come film da oscar, ma neanche esisteva come genere.

alla prossima

by Marco Talparius Lupani

 

Marco Giovanni Lupani

Marco Giovanni Lupani

grande appassionato di cinema di fantascienza, fantasy, horror e Trash. Interessato anche ai fumetti di ogni genere dai comics ai manga a quelli d'autore. Cosplayer della vecchia guardia dagli anni 90
intrigato da ogni cosa che possa stimolare la sua curiosità

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